“Gli utenti sono diventati più cauti”. Parola della FPM. E intanto cresce l’utilizzo del peer-to-peer in ufficio e in università
30 giugno 2004 La guerra intrapresa dalle major musicali nei confronti
dei sistemi P2P pare stia dando i suoi risultati, almeno a quanto emerge dai dati
di una ricerca realizzata da AC Nielsen per FPM (Federazione contro la
Pirateria Musicale).
Cresce tra gli utenti la consapevolezza dell’illegalità
dell’utilizzo di questi sistemi: il 55,4% di coloro che scaricano
musica sanno che è illegale, mentre nel 2003 la percentuale era del 48%
e nel contempo diminuisce tra gli utenti l’utilizzo di tali sistemi, calando
del 35-40% tra il dicembre 2003 e l’aprile 2004.
Al contempo cala anche la propensione futura allo scaricamento illegale,
passando da un 67,5% di coloro che abitualmente scaricano del dicembre 2003
a un 56% di oggi.
A poco meno di un anno dall’attacco eclatante della RIIA
(l’associazione che rappresenta le major musicali americane) contro gli
utilizzatori dei sistemi peer-to-peer e altrettante azioni legali intraprese
in Italia, Germania, Danimarca e Canada, gli utenti sono diventati anche più
cauti: cresce l’utilizzo dell’ufficio o dell’università
come luogo delegato al download illegale e diminuisce drasticamente
lo “scaricamento” casalingo, che certo non garantisce l’anonimato.
Ad ogni buon conto, è sicuro che la condivisione illegale di file musicali
ha dato un bel colpo alla già traballante industria musicale,
anche se non è la sola causa della debacle: secondo stime FPM il mercato
musicale globale è sceso nel 2002 e 2003 del 7%; in questo contesto si
stima che 800 milioni di file siano stati illecitamente distribuiti
nel 2003 (contro i 500 milioni del 2002). Un dato per l’Italia:
forte diminuzione nelle vendite dei CD musicali del 14% negli ultimi quattro
anni.
Ma come sempre accade, esiste anche un risvolto positivo. Il fenomeno della
musica on line, di cui il file sharing è stato l’iniziatore, è
ormai un modello stabilizzato e potrà servire, se utilizzato con attenzione
dalle major, come trampolino per il rilancio del mercato musicale.
E il successo di siti per il download legale, primo fra tutti iTunes,
pare mettere d’accordo utenti e case discografiche.





