Il trade censito da Marketing & Telematica

Marketing & Telematica è una società che opera nel database marketing e nelle sue indagini utilizza l’Mmas, Micro Marketing Analysis System, uno strumento che consente di analizzare a livello macroeconomico la situazione del mercato. La società ha da p …

Marketing & Telematica è una società che opera nel database marketing e nelle sue indagini utilizza l’Mmas, Micro Marketing Analysis System, uno strumento che consente di analizzare a livello macroeconomico la situazione del mercato. La società ha da poco concluso il suo primo censimento effettuato nell’ambito dell’It, realizzato nel 2001 attraverso interviste telefoniche presso oltre 9.000 attività operanti in Italia utilizzando questa metodologia. In particolare, sono stati individuati tre comparti: punti vendita, software house e business to business, ma i confini nel mondo distributivo rilevato sono risultati spesso molto sfumati, così come gli ambiti delle attività poco demarcati.
Inoltre, la complessità del canale e la non completa disponibilità al rilascio di informazioni non ha consentito una precisa quantificazione degli operatori nei singoli segmenti del trade. Non è stato semplice, dunque, stabilire la categoria di appartenenza degli intervistati, anche se Marketing & Telematica ha suddiviso l’universo indagato in un 37% di punti vendita, 45% di operatori business to business e 18% di software house; sono le ultime due categorie a presentare gli aspetti più variegati, con strutture che indifferentemente dichiarano di sviluppare e commercializzare software, assemblare e produrre pc, offrire assistenza e servizi.



Un primo dato che emerge riguarda la distribuzione di tali realtà sul territorio italiano che rispecchia la densità industriale e imprenditoriale del Paese. Di conseguenza maggiore è il numero degli operatori It presenti in Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Più in dettaglio, nell’area Nord Ovest sono presenti un quarto dei negozi, quasi la metà delle software house censite e oltre due terzi del business to business, mentre al Nord Est e al Centro calano i punti vendita, molto più diffusi al Sud e nelle Isole. Nel Nord Est e al Sud è anche più difficile reperire software house e attività rivolte alle imprese, mentre al Centro le ritroviamo con valori attorno al 22 per cento.
Quanto alle attività di ciascun intervistato, emerge che i negozi di informatica vendono prevalentemente hardware, ma il software è altrettanto presente, specie nel Nord Est e al Sud. In diversi casi alcuni punti vendita fanno attività di assemblaggio di pc e sviluppo software (non più del 18% dei dichiaranti e soprattutto al Nord Est e al Sud) legato alla personalizzazione di pacchetti e realizzazione di siti Internet.



Core business delle software house è ovviamente lo sviluppo di pacchetti e programmi, mentre rarissima è la produzione di hardware. Più frequente (una software house su tre) è l’offerta di macchine, servizi e consulenze informatiche. In particolare lo sviluppo di programmi impegna la quasi totalità delle capacità produttive delle software house, mentre la rivendita di pacchetti standard rimane un corollario dello sviluppo delle applicazioni e delle consulenze informatiche.
Infine, il business to business è più omogeneamente distribuito per quanto riguarda le attività prevalenti. Il 60-80% degli intervistati dichiara di commercializzare hardware e software; il 24% sviluppa software, il 5% costruisce o assembla pc e il 7% realizza servizi e prodotti particolari.
La ricerca non può stabilire una correlazione con quanto avvenuto in anni passati, essendo questo il primo censimento realizzato, ma sulla base delle risposte si è potuto tracciare un andamento delle attività in relazione allo scorso anno. Un intervistato su quattro dichiara che le cose non stanno andando per il meglio, mentre la maggior parte dichiara che il business è comunque in crescita. I negozi di informatica sono quelli più soggetti a una contrazione del lavoro (il 17% dei casi) e soprattutto nelle aree del Nord Ovest e del Centro. Al Sud e nelle Isole si trovano con maggiore frequenza dichiarazioni di crescita (il 53% degli intervistati).
Il 55% delle software house dichiara un incremento del proprio business contro un 6% che denuncia una diminuzione del lavoro. In sintesi, per questo comparto sono il Sud e il Nord Est a registrare le più alte frequenze di risposte positive. Bene per gli operatori business to business soprattutto al Nord Est e al Centro Sud.



Un po’ più delicata la questione fatturati, in quanto non tutti sono stati disponibili a rispondere a questa domanda. Le indicazioni ricevute sono tuttavia sufficienti per tracciare una panoramica al riguardo. Circa il 66% dei negozi fattura fino al miliardo di lire all’anno, mentre 27 punti vendita su 100 arrivano fino a 3 miliardi e solo il 7% ha un giro d’affari superiore.
I tre quarti delle software house ha un volume di attività raramente superiore al miliardo, il 18% fino a tre miliardi e il restante 8 per cento superiore. L’88 per cento degli intervistati business to business fattura, invece, fino a tre miliardi e le restanti attività arrivano a superare anche i 15 miliardi.
L’indagine ha poi toccato il tema della clientela e dei servizi a essa correlati. I negozi si rivolgono a privati e Pmi (53% delle attività), ma anche grandi aziende, Pa e liberi professionisti occupano uno spazio non indifferente (tra il 14 e il 18% ciascuno). Piccole, medie e grandi aziende sono il target di riferimento delle software house (70%), mentre il 13% si rivolge alla Pa. Gli operatori business to business indirizzano la propria attività e offerta alle aziende (61%), mentre la Pa vale il 14% del portafoglio. Software house e business to business affiancano all’attività principale anche interventi di tipo consulenziale, di formazione e assistenza e il 90% degli intervistati dichiara di realizzare programmi software su commessa.

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