Secondo Gartner la consumerizzazione va bene ma bisogna tenere d’occhio le minacce che arrivano dalla rete
La consumerizzazione, uno dei principali trend del mondo It, porta con sé
anche dei pericoli. Lo ricorda la società di ricerca Gartner secondo la quale
l’ingresso di nuove tecnologie consumer in ambito aziendale richiede una certa
attenzione. La premessa è che non è sensato e poco pratico affrontare il
problema proibendo agli utenti di utilizzare i loro dispositivi negli ambiti
lavorativi oppure evitando in toto l’implementazione di alcune tecnologie.
Ha invece senso comprendere quali strumenti già presenti in azienda possono
essere configurati anche per i nuovi dispositivi tracciando linee guida che
evitino di andare incontro a rischi. Sotto Servizi di posta elettronica
consumer, instant messaging e Voice over Ip: sempre più di frequente questi
servizi vengono utilizzati dai dipendenti anche per scambiare documenti
professionali tra casa e ufficio. E se da una parte è difficile bloccarli
completamente, dall’altra bisogna prendere atto che si tratta di
potenziali vettori di codici maligni e di violazioni alle
policy di riservatezza.
Poiché i sistemi di sicurezza tradizionali non sempre sono in grado di
proteggere adeguatamente anche questo tipo di servizi, è opportuno prendere in
esame l’ampliamento dello spettro di copertura. Sotto accusa ci sono
anche i blog e gli altri strumenti del social networking. In questi
casi i rischi maggiori riguardano la fuga di notizie riservate. Per questo
sarebbe raccomandabile stabilire precise policy rispetto a cosa è possibile
discutere sui blog e cosa no, fermo restando che tutto quanto ha a che fare con
le attività operative dell’azienda e con la proprietà intellettuale dovrebbe
essere lasciato fuori di discussione.
Infine, c’è il lavoro da remoto. Secondo Gartner i vantaggi
di consentire l’accesso remoto alle reti e alle risorse aziendali vanno
commisurati ai rischi, sia in termini di codici pericolosi, sia in termini di
perdita di informazioni sensibili.





