Un’altra ipotesi sull’uso dei cellulari. O un’utopia?
Recentemente si sta parlando d’un diverso uso della tecnologia dei telefonini, sulla carta particolarmente interessante e soprattutto gratuito.
In quanto radio trasmittenti e riceventi, questi dispositivi potrebbero in teoria parlare direttamente tra loro anziché interporre un’infrastruttura.
L’idea tecnicamente non è bislacca: in condizioni ottimali un cellulare puà raggiungere un suo pari a distanza di 1-2 km, e con un opportuno software peer-to-peer, con voce e testi che rimbalzino di telefonino in telefonino, anche decuplicare tale portata.
Soffermiamoci su questo punto, il peer-to-peer su cellulare: ancora una volta un’idea sociale nata sul web cerca di entrare in altri mondi proponendosi come una soluzione rivoluzionaria che smantella l’ordine precostituito, il che è sempre un rischio, talvolta necessario.
Ovviamente non ci sarebbe modo di garantire la portata né del singolo telefonino né in peer-to-peer, ma il tutto sarebbe assolutamente gratis, basta avere il telefonino adatto.
A sviluppare i nuovi telefonini ci si sta provando la svedese Terranet, intorno alla quale si è recentemente articolato un piccolo caso giornalistico.
Un articolo della BBC ha ufficializzato un cospicuo investimento di Ericsson, ma l’azienda ha smentito chiedendo la correzione dell’articolo.
Effettivamente sarebbe strano che si rendesse ufficiale un buon interessamento di una compagnia telefonica verso una tecnologia che permette di chiamare gratis localmente e anche nel mondo, con router predisposti.
Non serve neanche un’enorme diffusione dei dispositivi: basta acquistarli od affittarli durante qualsiasi operazione di gruppo, lavorativa o ludica che sia, senza limiti di distanza: pensate alle filiali mondiali, comunque disposte, di una multinazionale. Bellissimo, no?
Sembra un’altra ipotesi da… terra del sogno.
Leo Sorge – PiùBlog





