Il lavoro di Hp sui chip

Ferve l’attività dei laboratori di Palo Alto.

Ci vorranno dai due ai cinque anni per vedere un’implementazione commerciale, ma quello che conta ora è il segnale, che dice che i laboratori di Hp stanno lavorando, al pari di quelli di Ibm, sui chip.

Gli Hp Labs, infatti, hanno raccontato di un progetto in fase avanzata di svolgimento, che si chiama Memory Spot. Trattasi di un chip della grandezza di un chicco di riso destinato a portare in giro informazioni audio e video da distribuire in modalità wireless.

Nel “chicco di riso” che comunica a 10 Mbit al secondo, infatti, c’è anche un antenna, oltre a uno slot di memoria che va da 256 K a 4 Mbit. Il chip, un Cmos, è deputato a parlare con lettori che gli infondono l’energia necessaria per trasmettere. Non ha bisogno di batterie per funzionare, dunque.

È, in sostanza, un veicolatore di informazioni alla Rfid. Ma rispetto ai chip tutt’ora in voga, promette la multimedialità.

Azzardiamo un’applicazione: con un palmare o un videotelefono, ci si avvicina a un’etichetta su un bene merceologico in cui è contenuto il chip e questo ci trasmette (in mezzo secondo) un filmato che ne illustra le qualità.

È solo un’ipotesi, dettata dalla fantasia. Ma non bisogna porsi limiti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome