Il Garante ai Gestori: due mesi per cancellare le informazioni personali

Il Garante per la protezione dei dati personali interviene sui principali gestori e impone la cancellazione delle informazioni non necessarie alla fatturazione dei dati di traffico.

La riservatezza anche della navigazione in Internet e dell’uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia“.
Lo sostiene il Garante della Privacy, intervenuto in giornata con una serie di provvedimenti in difesa degli utenti di alcuni dei maggiori gestori di servizi telefonici e telematici.

Concretamente, Telecom, Vodafone e H3G dovranno cancellare le informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti. Nei dati di Telecom, ad esempio, sono state trovate anche le interrogazioni ai motori di ricerca effettuate dagli utenti. Sempre a Telecom è stato vietato l’uso di proxy server, non necessari né per l’instradamento della comunicazione né per la fatturazione, che interponendosi tra l’utente e i siti consentono una ingente raccolta di dati relativi alle connessioni effettuate nel corso della navigazione.

Vodafone, H3G e Wind dovranno a loro volta adottare specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia.
Il tutto entro due mesi.

I gestori – si legge nel comunicato – devono conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e non quei dati di traffico apparentemente “esterni” alla comunicazione (pagine web visitate o gli indirizzi Ip di destinazione), che possono coincidere di fatto con il “contenuto” della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute“.
 

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