Idc, un progetto per stimolare il Sistema Paese

L’analista avvia un progetto di ricerca per monitorare il territorio nazionale a livello capillare, scovare gli aspetti di eccellenza, i progetti innovativi e le opportunità per le aree più depresse.

Per cercare di stimolare ulteriormente il Sistema Paese a riprendersi dall’immobilismo attuale, anche Idc ha deciso di avviare un’iniziativa (presentata il 22 giugno con un convegno a Roma) per vedere se ci sono degli spazi attraverso i quali cercare di far leva sui principali attori dell’innovazione, che sono le aziende di Information technology, le istituzioni, le università, i distretti, le associazioni e via dicendo.


«L’obiettivo – anticipa a Linea Edp Guido Pagnini, Research director di Idc Italia – è sostanzialmente quello di evidenziare, attraverso un’attività di ricerca condotta in Italia, i progetti in atto che possono essere presi a riferimento come stimolo per l’innovazione sia nella Pa che nelle imprese private».


Pagnini osserva che ormai tutti dobbiamo metterci nell’ordine di idee di essere più proattivi in una situazione difficile non solo per il mercato dell’Ict, ma per l’economia nel suo complesso.


Per questo motivo, attraverso la parnership con Innovazione Italia e Italia Lavoro (che con Idc sono i copromotori in questa iniziativa), la società di ricerca ha riunito nell’ambito di un advisory board gli amministratori delegati delle principali aziende Ict operanti in Italia, per sottoporre loro il nuovo progetto.


«Abbiamo, così, costituito un gruppo che sta iniziando un’attività di ricerca, di survey della situazione presente sul territorio – prosegue l’analista – analizzando da una parte quelle regioni che per certi aspetti riteniamo abbiano notevoli potenzialità da esprimere in termini di forza lavoro specializzata nell’Ict e dall’altro quelle regioni che presentano invece un grave disagio economico, alludo in particolare al Sud».


La ricerca, quindi, vuole individuare le maggiori opportunità che si presentano a livello territoriale e la presenza di fattori che possono essere utili anche per l’avvio di progetti specifici.


Nonostante ci siano molti fondi non solo europei, ma anche statali disponibili per l’innovazione, Pagnini osserva che questi spesso vengono scarsamente sfruttati e le poche volte che vengono utilizzati lo sono di solito in modo scoordinato e senza una strategia di medio-lungo termine che possa disseminare sul territorio delle iniziative legate anche a uno stimolo della domanda di servizi avanzati e non solo di start up.


In tutto questo va anche detto che la burocrazia non aiuta ad accelerare le iniziative. A parte il fatto che molte aziende non sono a conoscenza dell’opportunità che possono avere presentando alcuni progetti, tuttavia va riconosciuto che presentare un progetto non è una cosa semplice, perché richiede un minimo di struttura che però può essere supportata anche dall’esterno.


«In concreto – prosegue Pagnini – in una prima fase il comitato direttivo scelto per avviare l’indagine è stato ristretto in modo da non disperdere troppo le energie, però di volta in volta l’idea è di cercare di coinvolgere anche quelle persone che sono un punto di riferimento per ogni specifico settore e che, quindi, possono rappresentare una sorta di guida e gestione per i vari progetti locali».


La ricerca che Idc conduce sul territorio si propone tra l’altro di fare una mappatura delle iniziative pubbliche ma anche private, che sono di supporto e di agevolazione per l’innovazione.


Da qui si inizia a valutare quali progetti sono più interessanti, sulla base anche di un assessment territoriale, che vuol dire analizzare quali sono i fattori di localizzazione dell’impresa Ict, intesi come spinta di sviluppo per attività avanzate legate anche alla presenza di una domanda locale, regionale o nazionale. Quindi l’indagine è molto capillare in quanto va anche nell’ambito sub-regionale, per vedere quali sono le aree a maggior potenzialità.


«L’attività di analisi – tiene a sottolineare il research director – non però è fine a se stessa, ma è propedeutica per cercare di trovare delle linee guida da sviluppare con i nostri partner. L’obiettivo finale non è trovare ma sviluppare idee e progetti innovativi, perché va detto che oggi non sono i supporti finanziari che mancano, ma la voglia di fare e sviluppare nuove idee».


A fine anno, come ci anticipa Pagnini, è previsto il rilascio di un primo resoconto dell’indagine, che verrà poi presentata alla Fiera dell’Innovazione, che si terrà agli inizi del 2006 (la cui location deve ancora essere decisa da Idc e dai partner) e che dovrebbe trarre spunto dai progetti e dalle iniziative di ricerca svolte in precedenza, per poi orientare un sistema di offerta, sia nazionale che locale.

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