IBM e Google Cloud puntano su agenti AI, dati e modernizzazione hybrid cloud

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IBM e Google Cloud ampliano la loro alleanza con una nuova practice dedicata a Google Cloud, pensata per aiutare le aziende a scalare l’intelligenza artificiale in produzione e modernizzare i sistemi core. L’obiettivo non è solo accelerare nuovi progetti AI, ma intervenire su infrastrutture, dati, sicurezza e ambienti ibridi che oggi rappresentano spesso il vero ostacolo alla trasformazione.

La nuova iniziativa combina l’esperienza settoriale di IBM Consulting con IBM Consulting Advantage, la piattaforma basata su AI usata dai team IBM per progettare, sviluppare e distribuire soluzioni con agenti e workflow industriali. A questo si aggiungono Gemini Enterprise Agent Platform, le capacità di cybersecurity e le tecnologie dati di Google Cloud.

IBM e Google Cloud puntano sull’AI in produzione

Il punto centrale dell’accordo è il passaggio dall’intelligenza artificiale sperimentale all’AI realmente operativa. Molte aziende hanno già avviato progetti pilota, ma la fase più complessa resta quella della messa in produzione, soprattutto quando entrano in gioco dati distribuiti, sistemi legacy, requisiti di sicurezza, governance e ambienti cloud ibridi.

La nuova Google Cloud Practice di IBM nasce proprio per rispondere a questa esigenza. IBM metterà a disposizione migliaia di consulenti certificati Google Cloud e ingegneri dedicati sul campo, con l’obiettivo di supportare le imprese nella distribuzione di soluzioni AI, nella modernizzazione degli ambienti esistenti e nella gestione della tecnologia in contesti infrastrutturali complessi.

Per IBM e Google Cloud si tratta anche di un’opportunità commerciale rilevante, indicata come un mercato potenziale da diversi miliardi di dollari. La logica è chiara: Google Cloud porta infrastruttura agentica, modelli Gemini, piattaforme dati e sicurezza; IBM porta competenze industriali, capacità consulenziale, metodologie di trasformazione e una presenza consolidata nei settori regolamentati.

Agenti AI verticali per banking, retail, telco e sanità

Uno degli elementi più rilevanti della collaborazione riguarda la creazione di un portafoglio di agenti AI specifici per settore. IBM sta sviluppando agenti basati su IBM Consulting Advantage e ottimizzati per Gemini Enterprise, con casi d’uso rivolti a banking, pubblica amministrazione, retail, telecomunicazioni, energia, sicurezza, assicurazioni e life sciences.

Questi agenti sono pensati per automatizzare workflow, migliorare i processi decisionali e accelerare operazioni autonome basate sui modelli Gemini. La scelta di un approccio verticale è significativa, perché l’AI aziendale non può essere trattata come una tecnologia generica. Nei settori regolamentati servono processi controllabili, tracciabilità, adattamento alle normative e capacità di integrarsi con dati e applicazioni già presenti.

Con la nuova partnership, i consulenti IBM potranno progettare, sviluppare e governare agenti AI enterprise direttamente su Google Cloud. Gli asset preconfigurati, gli agenti riutilizzabili e i metodi di trasformazione IBM potranno essere combinati con runtime agentico, controlli di governance e funzionalità di sicurezza enterprise di Google Cloud. L’obiettivo dichiarato è ridurre la distanza tra progettazione e deployment, aumentando velocità e coerenza nell’adozione dell’AI.

Modernizzazione dei sistemi core e ambienti ibridi

L’intelligenza artificiale in azienda non vive in un ambiente isolato. Per funzionare davvero deve collegarsi a sistemi core, basi dati, applicazioni legacy e infrastrutture distribuite tra cloud e ambienti on-premises. È qui che la partnership tra IBM e Google Cloud assume una dimensione più ampia della semplice adozione dei modelli generativi.

IBM Consulting lavorerà infatti allo sviluppo di interfacce comuni e soluzioni per collegare i dati enterprise a Gemini con un approccio aperto e flessibile, integrando tecnologie IBM e del suo ecosistema. Queste interfacce potranno essere adattate alle architetture dei singoli clienti, con l’obiettivo di unificare i dati e rendere più scalabili le capacità AI basate su Gemini.

Un esempio già citato dalle due aziende riguarda Airbus. IBM Consulting e Google Cloud hanno collaborato a un progetto di migrazione e modernizzazione che ha accompagnato la transizione di due business aerospaziali verso operazioni completamente indipendenti in meno di 18 mesi. Il lavoro ha coinvolto l’aggiornamento di oltre 100 sistemi critici in aree come engineering, manufacturing, customer service e altre funzioni regolamentate.

Le dichiarazioni di IBM e Google Cloud

Mohamad Ali, Senior Vice President e Head of IBM Consulting, ha sottolineato la complessità della fase attuale per le imprese: “Le aziende stanno affrontando uno dei cicli di modernizzazione più complessi degli ultimi decenni. Ampliando il nostro lavoro con Google Cloud, offriamo ai clienti un percorso più chiaro e affidabile per scalare l’AI in tutta l’organizzazione, combinando profonda competenza di settore, modernizzazione hybrid cloud e una piattaforma di delivery AI-first.”

Kevin Ichhpurani, President, Global Partner Ecosystem di Google Cloud, ha evidenziato invece l’impatto della collaborazione sull’ecosistema consulenziale: “Questa partnership amplia in modo significativo il numero di consulenti esperti Google Cloud disponibili sul mercato per rispondere alla domanda crescente di AI. Combinando l’infrastruttura agentica di Google con la profonda competenza settoriale di IBM e i suoi framework di delivery collaudati, garantiamo ai clienti comuni la possibilità di andare oltre i progetti pilota per distribuire e governare agenti AI di livello production-grade in tutto il loro ambiente cloud.”

Le due dichiarazioni convergono su un punto: la domanda di AI non riguarda più solo la sperimentazione, ma la capacità di portare agenti, automazione e dati dentro processi aziendali reali, con livelli adeguati di controllo, sicurezza e governance.

Dati, cybersecurity e workflow AI-powered

La nuova practice si concentrerà su diverse aree prioritarie. La prima riguarda AI e dati pronti per la produzione, con l’obiettivo di aiutare i clienti a costruire basi solide per sistemi AI realmente utilizzabili, combinando le competenze industriali e gli asset AI di IBM con Gemini Enterprise Agent Platform e BigQuery.

Un secondo ambito riguarda le soluzioni specifiche per settore, destinate ad aerospace, servizi finanziari, pubblica amministrazione, healthcare e telecomunicazioni. In questo contesto rientra anche l’uso di Confluent per gestire e governare dati in tempo reale, in modo che i sistemi AI possano ottimizzare le operazioni, anticipare i rischi e produrre risultati coerenti con le esigenze regolamentari di ogni industria.

La cybersecurity rappresenta un altro pilastro dell’accordo. IBM e Google Cloud puntano a modernizzare le operazioni di sicurezza con capacità di difesa guidate dall’AI, pensate per rafforzare la preparazione delle aziende e accelerare la risposta agli incidenti. In parallelo, la modernizzazione hybrid cloud interesserà workload critici distribuiti tra ambienti on-premises e cloud, anche in settori altamente regolamentati.

Un elemento rilevante è anche la disponibilità di Red Hat OpenShift direttamente nella Google Cloud Console. Per le aziende che già usano OpenShift, questa integrazione può semplificare la gestione di ambienti containerizzati e favorire una maggiore continuità tra infrastrutture esistenti e servizi cloud.

Gemini, watsonx Orchestrate e watsonx.data

La collaborazione tocca anche l’integrazione tra Gemini e le piattaforme IBM watsonx. In particolare, l’integrazione con watsonx Orchestrate punta a migliorare l’automazione decisionale e l’intelligenza degli agenti, mentre quella con watsonx.data offre ai clienti modalità più flessibili per generare insight e supportare applicazioni più intelligenti.

Questa parte dell’accordo è importante perché mostra una direzione sempre più evidente nel mercato enterprise: l’AI non si esaurisce nel modello, ma richiede orchestrazione, dati governati, automazione, integrazione applicativa e controllo operativo. In altre parole, la differenza competitiva non sta solo nella capacità di generare risposte, ma nel collegare l’intelligenza artificiale ai processi che producono valore.

La practice prevede inoltre l’uso dell’automazione IBM, con il supporto di HashiCorp e Apptio, insieme alle capacità AI di Google Cloud per migliorare monitoraggio, compliance e performance. Qui il tema diventa quello della resilienza operativa: non basta distribuire agenti AI, bisogna anche governarli, misurarli, controllarne l’impatto e mantenerli coerenti con le policy aziendali.

Una partnership costruita per la fase industriale dell’AI

La nuova Google Cloud Practice di IBM arriva in una fase in cui molte imprese stanno cercando di capire come trasformare l’interesse per l’intelligenza artificiale in risultati misurabili. La promessa degli agenti AI è forte, ma senza integrazione con i sistemi aziendali, senza dati affidabili e senza governance rischia di restare confinata a casi d’uso limitati.

IBM e Google Cloud provano a posizionarsi proprio su questo passaggio: dalla sperimentazione all’industrializzazione dell’AI. Da un lato c’è la spinta di Gemini Enterprise e dell’infrastruttura agentica di Google Cloud, dall’altro la capacità di IBM Consulting di entrare nei processi, nelle architetture e nei vincoli dei grandi clienti enterprise.

Il messaggio al mercato è netto: l’AI aziendale non sarà solo una questione di modelli più potenti, ma di ecosistemi capaci di portarli dentro ambienti complessi, regolamentati e ibridi. Ed è su questo terreno che IBM e Google Cloud intendono giocare la prossima fase della collaborazione.

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