Green Arrow Capital entra nei data center con il Gruppo Lazzari: oltre 1 miliardo di investimenti tra AI, energia rinnovabile e sovranità digitale

Green Arrow Capital entra nel settore dei data center attraverso una joint venture strategica con il Gruppo Lazzari, avviando un piano di investimenti da oltre 1 miliardo di euro destinato allo sviluppo di infrastrutture digitali integrate con impianti di generazione energetica rinnovabile. L’iniziativa verrà sviluppata attraverso Core Stack, società del Gruppo Lazzari dedicata alle infrastrutture digitali, e punta alla creazione di una rete di data center di nuova generazione distribuiti sul territorio nazionale.

Cresce la domanda di infrastrutture AI-ready

L’operazione si inserisce in una fase di forte accelerazione del mercato italiano delle infrastrutture digitali, trainata dall’espansione del cloud, dalla crescita dei workload AI e dall’aumento della domanda di capacità computazionale da parte di imprese e pubblica amministrazione. Parallelamente, il settore deve affrontare una pressione crescente sul fronte energetico: i nuovi carichi elaborativi richiesti dai modelli di intelligenza artificiale stanno aumentando in modo significativo il fabbisogno elettrico dei data center, trasformando la disponibilità di energia in uno dei principali fattori competitivi del comparto.

È proprio su questo fronte che si concentra il modello industriale sviluppato da Green Arrow Capital e Gruppo Lazzari. Il tratto distintivo della joint venture è infatti l’integrazione diretta tra “kW digitali” e “kW elettrici”: ciascun data center sarà affiancato da impianti di produzione rinnovabile realizzati direttamente in sito e configurati in regime di autoconsumo a supporto dell’infrastruttura digitale.

L’obiettivo è creare asset energetici e digitali integrati, in grado di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale, migliorare la resilienza operativa delle infrastrutture e contenere l’impatto energetico dei carichi computazionali. Si tratta di un approccio che punta a chiudere il ciclo tra generazione sostenibile e consumo elaborativo, affrontando uno dei principali limiti allo sviluppo dei nuovi data center europei: la disponibilità di capacità elettrica in tempi compatibili con la crescita della domanda digitale.

Una quota rilevante dei progetti è già in fase autorizzativa avanzata e diversi asset dovrebbero raggiungere lo stato di “ready to build” entro il 2026. La pipeline, definita di dimensioni consistenti, punta alla realizzazione di infrastrutture scalabili distribuite sul territorio nazionale.

Il modello Core Stack: Virtual Campus e colocation distribuita

Core Stack rappresenta il veicolo attraverso cui il Gruppo Lazzari intende presidiare il mercato delle infrastrutture digitali ad alta intensità energetica. La società punta a sviluppare una rete di data center distribuiti progettati secondo un modello definito “Virtual Campus”, nel quale infrastrutture geograficamente vicine ma reciprocamente indipendenti vengono gestite come un unico network nazionale.

L’architettura descritta dalla società si basa su data center in media potenza integrati con impianti di autoproduzione energetica locale. Il modello è stato concepito per garantire ridondanza, continuità operativa e scalabilità, mantenendo al tempo stesso un controllo diretto sulla componente energetica, oggi sempre più critica per il settore.

La produzione energetica in sito non viene trattata come elemento accessorio ma come parte integrante dell’architettura dell’infrastruttura digitale. L’autoproduzione consente infatti di ridurre strutturalmente i costi energetici e limitare l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’elettricità, tema diventato centrale soprattutto per le infrastrutture AI-ready.

La società evidenzia inoltre un approccio orientato al riutilizzo di aree industriali dismesse, considerate funzionali allo sviluppo di infrastrutture digitali integrate con produzione energetica rinnovabile e coerenti con un modello di crescita distribuito sul territorio.

Il progetto punta inoltre a sviluppare data center “di prossimità”, avvicinando capacità computazionale e storage a imprese, operatori telco, cloud provider e pubbliche amministrazioni attraverso servizi di colocation progettati per workload cloud, AI e HPC. Un approccio che risponde sia alle esigenze di sovranità digitale sia alla necessità di ridurre la latenza e migliorare la resilienza operativa delle infrastrutture.

Core Stack sottolinea inoltre come il design architetturale delle infrastrutture sia stato progettato per supportare carichi computazionali ad alta densità energetica, inclusi sistemi di intelligenza artificiale, high performance computing e modellazione avanzata. Si tratta di un elemento rilevante in un mercato in cui l’AI generativa sta modificando profondamente i requisiti energetici e termici dei data center.

Sovranità digitale ed energia come infrastruttura critica

Il progetto guarda anche al tema della sovranità digitale e della sicurezza del dato nazionale, sempre più centrale nelle strategie europee legate a cloud, AI e gestione delle infrastrutture critiche. L’idea di sviluppare data center italiani alimentati da produzione energetica locale si inserisce infatti nel dibattito sulla necessità di rafforzare il controllo nazionale sulle infrastrutture digitali strategiche, riducendo al tempo stesso l’esposizione alla volatilità energetica.

Daniele Camponeschi, Founder e CIO di Green Arrow Capital, ha definito l’operazione un passaggio strategico per il fondo GAIF II, il secondo veicolo del gruppo dedicato alle infrastrutture energetiche e digitali attualmente in fase di lancio. “Investire nei data center oggi significa presidiare l’infrastruttura critica su cui transiteranno i dati di imprese e istituzioni. Coniugando capacità digitale e generazione elettrica green in un modello nativamente sostenibile, non solo rispondiamo alla sfida della transizione energetica, ma contribuiamo anche a rafforzare la sovranità del dato, la sicurezza nazionale e il presidio di un settore strategico per la futura competitività del Paese”, ha dichiarato.

Anna Lazzari, CEO del Gruppo Lazzari, ha evidenziato come il nodo energetico rappresenti ormai un elemento strutturale nello sviluppo delle infrastrutture digitali. “La disponibilità, il costo e la sostenibilità dell’energia saranno i principali fattori competitivi delle infrastrutture digitali del futuro. Crediamo sia necessario sviluppare un modello industriale nuovo, capace di integrare produzione rinnovabile e capacità computazionale all’interno dello stesso ecosistema”, ha spiegato.

Dalle rinnovabili ai data center

La joint venture rappresenta un’evoluzione della collaborazione già avviata tra Green Arrow Capital e Gruppo Lazzari nel settore del biometano e delle energie rinnovabili. I due gruppi intendono ora trasferire nel comparto delle infrastrutture digitali le competenze maturate nella realizzazione e gestione di asset energetici complessi, con l’obiettivo di presidiare uno dei segmenti considerati strategici per la competitività industriale del Paese nei prossimi anni.

Green Arrow Capital gestisce circa 8 miliardi di euro di asset ed è attiva in diverse strategie di investimento, tra cui private equity, energy & digital infrastructure, private credit e real estate. Il Gruppo Lazzari opera da oltre dieci anni nello sviluppo di impianti eolici, fotovoltaici e agrivoltaici e nelle infrastrutture energetiche sostenibili. Con Core Stack il gruppo ha esteso il proprio raggio d’azione al mercato dei data center, concentrandosi su infrastrutture alimentate da energia rinnovabile e progettate per supportare in modo efficiente la crescita dell’economia digitale italiana.

 

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