Fusion AI Labs lancia AI Academy Direct, un graduate programme pensato per rispondere a una delle criticità più evidenti nel mercato dell’intelligenza artificiale: la difficoltà delle imprese nel trovare profili capaci di trasformare prototipi, sperimentazioni e proof of concept in soluzioni affidabili, integrabili e realmente utilizzabili nei processi aziendali.
Il programma nasce a Genova e si sviluppa su un modello di co-progettazione con le aziende. L’obiettivo non è soltanto formare giovani talenti sull’AI applicata, ma costruire un ponte diretto tra formazione, casi d’uso industriali e inserimento professionale. Le candidature sono aperte fino al 14 luglio, mentre la prima edizione prenderà il via il 14 settembre.
AI Academy Direct rientra tra gli impegni annunciati da Fusion AI Labs nella fase di lancio, avvenuta a ottobre 2025. Il polo, nato per promuovere ricerca applicata e sperimentazione industriale sull’intelligenza artificiale, aveva indicato tre direttrici: accogliere 130 ricercatori entro il 2028, fare cultura AI attraverso grandi eventi e formare nuovi talenti nell’intelligenza artificiale applicata. A oggi i ricercatori sono passati dai 4 iniziali a 25.
Formazione AI e inserimento in azienda in un unico modello
Il tratto distintivo di AI Academy Direct è il collegamento strutturato tra partecipanti, imprese e Fusion AI Labs. Il percorso prevede una selezione articolata, con candidatura online, assessment tecnico e colloquio con il team di Fusion AI Labs. I candidati selezionati vengono poi presentati alle aziende partner interessate, che partecipano alla fase di matching prima dell’avvio del programma.
Il modello si basa su un accordo tripartito tra partecipante, azienda partner e Fusion AI Labs. L’impresa sostiene il percorso formativo del candidato e il successivo inserimento professionale; Fusion AI Labs garantisce la qualità scientifica e didattica; il partecipante si impegna a seguire il programma con continuità e professionalità.
“Con AI Academy Direct ci siamo dati l’obiettivo di formare profili capaci di portare l’intelligenza artificiale oltre la fase di sperimentazione: persone in grado di comprendere tecnologia, business, etica e governance, e di lavorare su sistemi AI applicabili nei contesti reali. È anche un modo per dimostrare che l’Italia può attrarre e trattenere talenti in un settore strategico per il futuro”, afferma Stefano Sedola, Chief Research & Learning di Fusion AI Labs.
Il punto, in sostanza, è superare la logica della formazione generica sull’intelligenza artificiale. Alle imprese non servono soltanto profili che conoscano gli strumenti, ma persone in grado di leggere un problema aziendale, valutarne la fattibilità tecnica, comprendere i vincoli di governance e contribuire alla realizzazione di sistemi utilizzabili in produzione.
Un percorso di 14 settimane tra lezioni, workshop e casi reali
AI Academy Direct dura 14 settimane e prevede 200 ore complessive. Il percorso combina lezioni da remoto supportate da strumenti AI, workshop settimanali in presenza a Genova, accesso diretto ai ricercatori e agli ingegneri di Fusion AI Labs, una piattaforma di apprendimento con assistente AI disponibile 24 ore su 24 e case study derivati da progetti reali.
Il cuore del programma è lo sviluppo progressivo di un progetto finale: un proof of concept di una soluzione software basata sull’integrazione di LLM preesistenti per affrontare un problema reale. I partecipanti lavorano al progetto lungo tutto il percorso, con il supporto di ricercatori, ingegneri ed esperti di Fusion AI Labs.
I case study sono costruiti su scenari aperti, senza una soluzione predefinita. Questo aspetto è rilevante perché avvicina il percorso alle condizioni effettive dei progetti di intelligenza artificiale in azienda, dove spesso il problema non è solo scegliere un modello o uno strumento, ma definire correttamente il perimetro del caso d’uso, stimare rischi e benefici, verificare l’integrazione con i sistemi esistenti e produrre raccomandazioni solide.
L’impostazione riflette un passaggio ormai centrale nel mercato AI: la fase dimostrativa non basta più. Le aziende hanno bisogno di competenze capaci di portare l’AI dalla sperimentazione alla messa a terra operativa, con attenzione a qualità, affidabilità, sostenibilità e responsabilità d’uso.
A chi si rivolge AI Academy Direct
Il programma è pensato per giovani con profilo tecnico o economico. Il target comprende sviluppatori junior, laureandi e neolaureati in informatica, ingegneria, matematica, fisica, economia quantitativa e discipline affini.
Non è richiesta un’esperienza avanzata nel campo dell’intelligenza artificiale, ma sono considerate necessarie capacità analitiche, attitudine al problem solving e competenze di base di programmazione. La logica è formare profili capaci di crescere su progetti applicati, non selezionare soltanto specialisti già pienamente strutturati.
“Aver seguito l’Academy appena entrata in Fusion AI Labs mi ha aiutata a orientarmi rapidamente: ho potuto comprendere meglio gli strumenti, il linguaggio e il metodo con cui l’AI viene applicata nei progetti reali. È stata una base molto utile per iniziare a lavorare con maggiore sicurezza e consapevolezza”, afferma Giulia Albanese, Junior AI Researcher di Fusion AI Labs.
Il programma si inserisce in un contesto in cui la disponibilità di competenze AI è diventata uno dei fattori più critici per la competitività delle imprese. La crescita della domanda non riguarda solo i grandi gruppi tecnologici, ma anche aziende industriali, servizi, pubblica amministrazione e organizzazioni che devono integrare l’intelligenza artificiale nei propri processi senza ridurla a sperimentazione isolata.
L’obiettivo di Fusion AI Labs: costruire competenze AI applicate in Italia
Fusion AI Labs è una società con sede a Genova nata dalla joint venture tra Expert.ai e AI Fusion Holding. Il progetto promuove ricerca applicata e sperimentazione industriale sull’intelligenza artificiale, favorendo l’incontro tra università, imprese e istituzioni.
Con AI Academy Direct, il polo prova a intervenire su un nodo concreto: la distanza tra formazione tradizionale e fabbisogni aziendali reali. La proposta non si limita a un percorso didattico, ma introduce un meccanismo in cui le imprese entrano prima dell’avvio del programma, partecipano al matching e contribuiscono a orientare la formazione verso profili da inserire in contesti operativi.
È un modello che, se riuscirà a consolidarsi, potrà contribuire a rendere più efficace il trasferimento di competenze AI verso il sistema produttivo. Per le aziende significa accedere a profili formati su casi concreti. Per i partecipanti significa entrare in un percorso con una prospettiva professionale più definita. Per il mercato italiano dell’intelligenza artificiale, significa provare a costruire competenze dove oggi spesso si cercano senza trovarle.






