FlashStart rilascia la nuova piattaforma FlashStart 2026 e apre una nuova fase nella propria offerta di cybersecurity in cloud. La soluzione, già disponibile per Telco, Managed Service Provider, System Integrator, aziende e Pubblica Amministrazione, nasce da un replatform completo che ha interessato dashboard, API e microservizi, con l’obiettivo di aumentare scalabilità, protezione, usabilità e controllo sui dati.
L’annuncio arriva in un momento in cui la protezione della navigazione resta una delle aree più esposte della sicurezza aziendale. Molti attacchi continuano infatti a passare da pagine infette, siti compromessi o link cliccati dagli utenti, rendendo il filtro DNS una prima linea di difesa ancora centrale per imprese, scuole, enti pubblici e provider di servizi.
FlashStart posiziona la nuova versione come una piattaforma di livello enterprise, ma orientata anche alle piccole e medie imprese che hanno bisogno di strumenti gestibili, integrabili e conformi alle esigenze europee di protezione e sovranità del dato. La società dichiara di proteggere ogni giorno la navigazione di oltre 32 milioni di utenti e di gestire un carico medio superiore a 35 miliardi di richieste web quotidiane tramite rete Anycast.
Cybersecurity in cloud e filtro DNS al centro della nuova piattaforma FlashStart 2026
La logica tecnica di FlashStart 2026 resta fondata sul controllo DNS. La piattaforma verifica il protocollo DNS del sito richiesto dall’utente e interviene prima che l’accesso a una destinazione pericolosa possa trasformarsi in un incidente di sicurezza. Questo approccio consente di bloccare minacce legate a siti infetti o malevoli intervenendo sull’indirizzo IP del server che ospita il sito, non soltanto sul nome di dominio o sul contenuto della pagina.
La nuova versione introduce un backend più potente e scalabile, progettato per semplificare la gestione di portafogli clienti complessi. È un elemento rilevante soprattutto per operatori Telco, ISP, MSP e System Integrator, che possono integrare il servizio FlashStart nella propria offerta tramite API pubbliche e amministrare più clienti, sedi e configurazioni da un’unica piattaforma.
Tra le novità principali rientrano la gestione centralizzata delle policy, una dashboard di monitoraggio più completa, una reportistica più dettagliata sul traffico DNS e un controllo più preciso di white list e black list. La piattaforma amplia anche le categorie di attacco disponibili, così da identificare con maggiore accuratezza la tipologia di minaccia, e introduce Safe Search preimpostato per i motori di ricerca.
Per gli amministratori IT, FlashStart 2026 promette log di navigazione estesi su un periodo temporale più ampio e consultabili ovunque, una configurazione più semplice di profili, ruoli e permessi, supporto multisede e multicliente, un maggior numero di notifiche e alert di sicurezza e compatibilità estesa con router e firewall.
AI, automazione e dashboard per una protezione più proattiva
Il replatform non riguarda soltanto interfaccia e architettura. FlashStart 2026 introduce anche algoritmi di intelligenza artificiale pensati per rendere la piattaforma più veloce, automatizzata e proattiva. L’obiettivo è fornire indicazioni e suggerimenti sulle ottimizzazioni da eseguire in base all’evoluzione dello scenario di minaccia e delle attività d’attacco.
Il punto è pragmatico: nella sicurezza aziendale non basta raccogliere dati, serve trasformarli in segnali utilizzabili da chi gestisce ambienti distribuiti e spesso sotto pressione operativa. Per questo dashboard, reportistica, notifiche e automazione diventano parte integrante del valore della piattaforma, soprattutto per i partner che erogano servizi gestiti a molti clienti.
Lo sviluppo della nuova versione è stato realizzato secondo modello Agile e ha coinvolto 150 tra clienti e partner consolidati in tutto il mondo, oltre a un gruppo di studenti dell’IIS Pascal di Cesena. Non si è trattato soltanto di una fase di beta testing, ma di un percorso di raccolta di feedback lungo la roadmap di sviluppo, con questionari e incontri periodici.
Un contributo rilevante è arrivato anche dal team del professor Mirko Viroli, Presidente del consiglio del Campus di Cesena dell’Università di Bologna e Professore Ordinario di Sistemi per l’Elaborazione dell’Informazione presso il Dipartimento di Informatica. Il supporto accademico ha contribuito ad allineare il progetto ai nuovi trend di protezione, alla compliance e alla visione strategica della piattaforma.
Sovranità dei dati e certificazione ACN come leva per il mercato europeo
Uno degli aspetti più significativi di FlashStart 2026 è il tema della sovranità del dato. L’azienda sottolinea l’utilizzo di server storage locali e dedicati in Europa, America, Asia e Africa, con l’obiettivo di tutelare la sovranità delle aziende e dei partner nei continenti in cui risiedono.
Per il mercato europeo questo elemento pesa sempre di più. La cybersecurity in cloud non viene valutata soltanto in base a prestazioni, copertura o semplicità di gestione, ma anche in relazione a localizzazione dei dati, conformità, controllo operativo e garanzie sul trattamento delle informazioni di navigazione.
“In tempi in cui la maggioranza degli exploit di sicurezza alle reti aziendali avviene a causa di un’azione incauta di un dipendente e le cronache recenti mostrano tutte le lacune dei servizi di protezione della navigazione forniti da provider e operatori di rete, una soluzione in cloud per la difesa di livello professionale come il nostro rappresenta la migliore soluzione europea di protezione di primo livello per le piccole e medie aziende di tutto il mondo. Oggi FlashStart è l’unica azienda italiana certificata dall’Agenzia per la Cyber sicurezza Nazionale che protegge la navigazione e tutela i dati aziendali all’interno dell’Europa”, afferma Francesco Collini, CEO di FlashStart.
Il riferimento alla certificazione dell’Agenzia per la Cyber sicurezza Nazionale è centrale nel posizionamento della nuova offerta. FlashStart evidenzia infatti l’inserimento della piattaforma nell’elenco delle soluzioni di protezione certificata, un elemento che può avere un impatto diretto sulle PMI interessate ad accedere a servizi qualificati anche nell’ambito del Voucher Cloud & Cybersecurity previsto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Un’importante conferma del valore della nostra offerta giunge dall’ACN, che ha inserito FlashStart 2026 nel proprio elenco di soluzioni di protezione certificata. Il riconoscimento garantisce che i servizi presenti nel catalogo siano progettati utilizzando le migliori tecnologie per proteggere l’integrità e la sovranità del dato. All’avvio delle richieste di accesso al Voucher Cloud & Cybersecurity per la scelta dei servizi certificati dall’ACN e previsto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, FlashStart si mostra pronta a fornire alle PMI un servizio di protezione di alto livello semplice e versatile”, continua Collini.
Una piattaforma per Telco, MSP, scuole, imprese e PA
FlashStart 2026 si rivolge a un pubblico ampio, che comprende Telco, MSP, System Integrator, imprese, Pubblica Amministrazione e scuole. La piattaforma è utilizzata in oltre 160 Paesi e copre circa 20mila clienti, anche tramite integrazione nei servizi di diversi gestori e fornitori Internet.
La crescita dell’azienda si è rafforzata negli ultimi due anni, con un raddoppio del fatturato nell’ultimo anno e accordi con realtà primarie negli Stati Uniti, Internet Service Provider, Managed Service Provider e rivenditori. L’ecosistema di partner ha raggiunto circa 700 unità complessive nei Paesi in cui FlashStart è presente.
La piattaforma verifica ogni giorno 200mila nuovi siti e si integra con router, firewall ed endpoint di diversa natura, da Windows ad Android, oltre che con Active Directory di Microsoft. Dal 2025, secondo le rilevazioni mensili del benchmark indipendente DNSperf, il DNS Resolver di FlashStart si posiziona stabilmente sul podio delle soluzioni più veloci.
Nel complesso, FlashStart 2026 rappresenta un’evoluzione coerente con le esigenze attuali della cybersecurity in cloud: maggiore automazione, più controllo operativo, integrazione via API, gestione multicliente, attenzione alla sovranità dei dati e una protezione DNS pensata per intervenire prima che il clic dell’utente si trasformi in compromissione. Per provider, partner e organizzazioni con risorse IT limitate, la promessa è chiara: rendere la protezione della navigazione più solida senza aumentare la complessità gestionale.







