Dell Technologies World 2026 segna un passaggio chiaro nella strategia di Dell: l’intelligenza artificiale aziendale non può più essere trattata come un progetto separato dall’infrastruttura IT, né come un’estensione automatica del cloud pubblico. La direzione indicata dall’azienda è più netta: portare l’AI dove risiedono i dati, costruire data center più densi e automatizzati, rendere lo storage più efficiente, rafforzare la cyber resilienza e offrire alle imprese un modello locale, controllabile e scalabile per l’AI agentica.
Il punto non è solo aggiungere GPU o nuovi server. Dell prova a mettere insieme i diversi livelli della trasformazione infrastrutturale: workstation, rack AI, storage, data platform, cloud privato, automazione, protezione dei dati e runtime per agenti. In questa visione, Dell AI Factory con NVIDIA diventa il perno della strategia, mentre PowerStore Elite, PowerEdge, PowerProtect One, Dell Automation Platform e le nuove soluzioni Deskside Agentic AI completano un disegno più ampio, pensato per aziende che vogliono portare l’AI in produzione senza perdere controllo su dati, costi e governance.
Dell Technologies World 2026 e il nuovo ruolo del data center moderno
Il data center che emerge da Dell Technologies World 2026 non è più soltanto il luogo in cui vengono eseguite applicazioni tradizionali, database, sistemi virtualizzati e workload core. Diventa l’ambiente in cui convivono applicazioni legacy, cloud privato, AI generativa, AI agentica, analytics, digital twin, workload HPC e sistemi di protezione contro minacce sempre più automatizzate.
Dell parte da una constatazione concreta: l’intelligenza artificiale cresce a un ritmo superiore rispetto a quello per cui molti data center sono stati progettati. Le imprese, però, non possono permettersi di scegliere tra il supporto ai workload esistenti e l’adozione di nuove architetture AI. Devono gestire entrambe le dimensioni nello stesso momento. Per questo le novità annunciate toccano più aree: storage, calcolo, raffreddamento, cyber resilienza, cloud privato e automazione.
Arthur Lewis, president, Infrastructure Solutions Group di Dell Technologies, sintetizza così l’impostazione dell’azienda: “L’intelligenza artificiale non aspetta, e nemmeno l’infrastruttura su cui poggia può farlo. Il data center moderno è caratterizzato da software intelligenti che semplificano l’IT, e noi lo forniamo end-to-end. PowerStore Elite, i server PowerEdge di nuova generazione, PowerProtect One e l’automazione basata su agenti in Dell Private Cloud offrono ai clienti una base completa e guidata dal software per gestire i workload più esigenti di oggi e continuare a evolversi in vista del futuro”.
È una visione molto infrastrutturale dell’AI, ma non banale. Dell non sta dicendo semplicemente che le aziende devono acquistare più hardware. Sta sostenendo che l’adozione dell’AI, soprattutto quando diventa agentica e operativa, richiede un ripensamento del modo in cui dati, calcolo, storage e automazione vengono progettati e governati.
Dell Technologies World 2026, AI Factory con NVIDIA diventa una piattaforma industriale
La parte più strategica degli annunci riguarda Dell AI Factory con NVIDIA. La piattaforma viene estesa per coprire AI agentica, orchestrazione dei dati, infrastruttura rack-scale, digital twin, sicurezza, ecosistema software e modelli on-premise. Dell dichiara oltre 5.000 clienti che hanno già implementato Dell AI Factory, un dato che l’azienda utilizza per posizionare la soluzione non come concept, ma come base già adottata da organizzazioni che vogliono trasformare i progetti pilota in ambienti di produzione.
Il problema che Dell mette al centro è quello dell’esecuzione. Molte aziende hanno aspettative elevate sull’AI, ma faticano a ottenere risultati concreti perché i dati non sono pronti, non sono facilmente indicizzabili, non sono governati in modo coerente o non sono accessibili ai modelli nel contesto corretto. Senza una base dati affidabile, anche l’infrastruttura più potente rischia di rimanere sottoutilizzata.
Dell e NVIDIA puntano quindi su un modello full-stack che unisce calcolo accelerato, networking, storage, software e servizi. L’obiettivo dichiarato è ridurre il tempo necessario per arrivare al valore, con un’accelerazione del time-to-value indicata fino all’84%. È un claim da leggere per quello che è: una stima legata a scenari specifici e servizi Dell, non una garanzia universale. Ma il messaggio industriale è chiaro: l’AI aziendale richiede meno frammentazione e più integrazione.
Michael Dell, chairman e chief executive di Dell Technologies, colloca il tema su un piano competitivo: “Con l’avvento dell’Agentic AI, ogni organizzazione si trova ora ad affrontare la stessa sfida: trasformare rapidamente l’intelligenza in risultati concreti o diventare obsoleta. Noi di Dell Technologies aiutiamo i clienti a trasformare i propri dati in carburante per l’AI su un’infrastruttura da loro controllata, garantendo sicurezza, governance ed efficienza in termini di costi”.
Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA, rafforza la stessa lettura: “L’Agentic AI è arrivata: l’adozione dell’AI da parte delle aziende sta crescendo in modo esponenziale. Dell e NVIDIA stanno costruendo la fabbrica di AI full-stack per questo momento, con elaborazione accelerata, networking, storage, software e servizi che scalano dal desktop al data center, trasformando il potenziale dell’AI in una produttività senza precedenti per le aziende di tutto il mondo”.
Dell AI Factory porta l’AI agentica dal desktop al data center
Uno degli annunci più rilevanti di Dell Technologies World 2026 è Dell Deskside Agentic AI, una nuova soluzione pensata per eseguire workload di AI agentica in locale, dalla postazione di lavoro fino al data center. L’idea è semplice ma significativa: non tutti i workload agentici devono nascere nel cloud, e non tutti possono permettersi costi variabili, latenza, vincoli di sovranità dei dati e rischi di esposizione della proprietà intellettuale.
Dell Deskside Agentic AI si basa su workstation ad alte prestazioni Dell, sullo stack software NVIDIA NemoClaw, sul runtime NVIDIA OpenShell e sui servizi Dell. La soluzione è destinata a gruppi di lavoro specializzati, sviluppatori, team di ricerca, organizzazioni regolamentate e aziende che devono creare agenti autonomi mantenendo i dati all’interno del proprio ambiente.
Secondo Dell, le aziende possono arrivare al pareggio rispetto ai costi delle API del cloud pubblico in soli tre mesi, in scenari specifici di utilizzo agentico. Sempre secondo le analisi citate dall’azienda, nell’arco di due anni la spesa può essere ridotta fino all’87% rispetto alle API cloud. Anche qui il dato va considerato nel suo perimetro: dipende da carichi di lavoro, modelli, frequenza d’uso, infrastruttura e costi operativi. Ma segnala una tendenza reale: con agenti sempre attivi e flussi multi-step, la tokenomics del cloud può diventare un fattore critico.
Dell articola l’offerta su più livelli. Dell Pro Max con GB10 è pensato per prototipazione e agenti individuali su piccola scala, con modelli da 30 a 200 miliardi di parametri. Dell Pro Precision 9, con processori Intel Xeon 600 per workstation e fino a cinque GPU NVIDIA RTX PRO Blackwell Workstation Edition, si rivolge a workload più pesanti e modelli da 30 a 500 miliardi di parametri. Dell Pro Max con GB300, basato sul superchip NVIDIA GB300 Grace Blackwell Ultra Desktop e sulla tecnologia MaxCool di Dell, arriva invece a modelli da 120 miliardi fino a 1 trilione di parametri.
NVIDIA NemoClaw fornisce la base software open source per agenti AI sempre attivi, costruita su OpenClaw e integrata con modelli NVIDIA Nemotron e runtime OpenShell. Il punto chiave è che gli agenti possono essere creati, testati ed eseguiti vicino ai dati, con un ambiente sandbox e controlli di privacy e sicurezza.
Jeff Clarke, chief operating officer di Dell Technologies, descrive così la logica della soluzione: “Il token più efficiente è quello generato il più vicino possibile ai dati, e la maggior parte dei dati aziendali non si trova nel cloud. Dell Deskside Agentic AI offre a ogni gruppo di lavoro un ambiente locale sicuro in cui eseguire gli agenti, mantenendo i costi prevedibili e la proprietà intellettuale all’interno dell’azienda. Ciò che funziona alla scrivania è scalabile fino al data center. Questo è il modello di implementazione per il prossimo decennio”.
NVIDIA OpenShell e AI-Q 2.0 danno struttura agli agenti aziendali
L’AI agentica non è solo una questione di modelli. Per diventare produzione richiede runtime, policy, sicurezza, orchestrazione e integrazione con i sistemi aziendali. Per questo Dell evidenzia il supporto di NVIDIA OpenShell in tutta Dell AI Factory con NVIDIA, dalle workstation ai server Dell PowerEdge XE, su Canonical Ubuntu e Red Hat AI.
OpenShell introduce un ambiente sandbox per creare, distribuire e gestire agenti AI con controlli di privacy e sicurezza in fase di esecuzione. È un passaggio importante perché gli agenti, per loro natura, possono operare su attività persistenti, interagire con dati e strumenti, prendere decisioni intermedie e avviare azioni. Senza un runtime controllato, il rischio è trasformare l’automazione intelligente in una nuova superficie d’attacco o in una fonte di errori operativi difficili da ricostruire.
Dell supporta inoltre NVIDIA AI-Q 2.0 attraverso una reference architecture basata su Dell AI Data Platform. L’obiettivo è accelerare workflow multi-agente per ricerca, supporto decisionale e attività complesse, con un focus particolare su ambienti on-premise e settori regolamentati come servizi finanziari, settore pubblico e manufacturing.
Justin Boitano, vice president, AI Platforms di NVIDIA, spiega il valore della coerenza architetturale: “Mentre le aziende ridefiniscono e scalano il futuro del lavoro con l’AI agentica, cercano un’infrastruttura che copra l’intera organizzazione: dalle nostre scrivanie, dove si svolge il lavoro, alle AI Factory, dove l’intelligenza viene scalata. Con NVIDIA OpenShell all’interno di Dell AI Factory con NVIDIA, le aziende possono sviluppare localmente, scalare in modo sicuro e implementare l’AI agentica su un’unica piattaforma coerente”.
La nuova Dell AI Data Platform punta a rendere i dati pronti per l’AI
Una parte sostanziale degli annunci riguarda i dati. Dell AI Data Platform viene potenziata per indicizzare miliardi di file non strutturati, collegarli in pipeline gestite, accelerare la preparazione dei dataset e portare i dati aziendali dentro esperienze AI più affidabili. È un tema centrale perché molte iniziative di AI si fermano non per assenza di modelli, ma per mancanza di dati coerenti, indicizzati, governati e utilizzabili.
Dell introduce miglioramenti nell’orchestrazione e nella ricerca, con servizi integrati pensati per affrontare problemi come data preparation, carenza di competenze e complessità operativa. L’obiettivo è ridurre la distanza tra proof of concept e produzione, soprattutto quando i dati sono distribuiti tra archivi, repository, sistemi applicativi e ambienti multicloud.
Un altro tassello è Dell Data Analytics Engine, basato su Starburst, che porta l’analisi SQL accelerata da GPU nella Dell AI Data Platform. Dell parla di query fino a 6 volte più veloci su GPU NVIDIA Blackwell e di supporto progettato anche per le future piattaforme CPU NVIDIA Vera. Il tema è rilevante perché gli agenti aziendali non lavorano solo su testo o documenti: devono interrogare dati strutturati, sistemi analitici e basi informative complesse.
Dell amplia anche il ruolo di ObjectScale con il nuovo appliance ultra-denso Dell ObjectScale X7700, che offre fino al 45% in più di capacità HDD rispetto alla generazione precedente e prepara il supporto a unità all-flash da 245 TB, con l’obiettivo di triplicare la densità flash di ObjectScale. L’integrazione di Dell ObjectScale e Dell Data Search Engine con le librerie NVIDIA Omniverse consente inoltre di combinare storage a oggetti scalabile e ricerca semantica basata su vettori, collegando sistemi PLM e repository a flussi di lavoro di digital twin, training e validazione dell’AI fisica.
Qui Dell prova a toccare un punto spesso sottovalutato: i digital twin e l’AI fisica non richiedono soltanto GPU, ma dati industriali organizzati, ricercabili e connessi ai sistemi di progettazione e produzione.
PowerRack, PowerCool e storage exascale: l’AI cambia anche il rack
Dell Technologies World 2026 mostra anche quanto l’AI stia spingendo il data center verso architetture rack-scale. Dell introduce PowerRack come sistema integrato di elaborazione, rete e storage, progettato con termica, alimentazione e ottimizzazione software considerate fin dall’inizio come un unico insieme.
È un cambiamento importante rispetto alla tradizionale integrazione di componenti separati. I workload AI e HPC richiedono densità, prevedibilità termica, networking ad alte prestazioni e gestione coerente dell’intero rack. Dell PowerRack per storage e networking integra Dell Exascale Storage dedicato e networking Dell PowerSwitch, con gestione tramite Dell Integrated Rack Controller.
La strategia include anche l’integrazione di PowerFlex in Dell Exascale Storage, completando un’architettura rack unificata che supporta blocchi con PowerFlex, file con PowerScale e Lightning File System, oggetti con ObjectScale e workload paralleli. Dell la presenta come l’unica soluzione di storage 4-in-1 del settore progettata per scalabilità estrema.
Sul fronte del raffreddamento, Dell PowerCool CDU C7000 è indicata come la prima unità di distribuzione del raffreddamento montabile su rack in grado di rispondere alle esigenze della piattaforma NVIDIA Vera Rubin NVL72 in un formato compatto 4U da 19 pollici, con supporto per acqua di impianto fino a 40 °C. È un dettaglio tecnico ma sostanziale: la densità AI non è sostenibile senza un’evoluzione del raffreddamento e della gestione energetica.
Dell Pro Precision 7 R1, workstation rack compatta in formato 1U, porta invece il calcolo ad alte prestazioni in ambienti con spazio limitato, con GPU NVIDIA RTX PRO Blackwell Max-Q Workstation Edition e fino a 64 TB di storage. È un prodotto che si inserisce nella stessa linea: portare AI e calcolo accelerato in forme diverse, dalla scrivania al rack.
Dell PowerStore Elite alza il livello dello storage enterprise
Dell PowerStore Elite è uno degli annunci più corposi di Dell Technologies World 2026. Dell la presenta come una nuova categoria di piattaforme di storage moderne, pensata per prestazioni, efficienza, automazione e modernizzazione continua. Il messaggio è diretto: lo storage non può rimanere il collo di bottiglia mentre dati, AI e ransomware crescono insieme.
PowerStore Elite supporta workload block, file, macchine virtuali e container, con clustering multigenerazionale che consente di adottare la nuova versione senza interruzioni. La piattaforma combina software basato sull’intelligenza artificiale, hardware di nuova generazione e aggiornamenti senza downtime, evitando migrazioni traumatiche o sostituzioni complete.
Sul piano delle prestazioni, Dell indica un incremento fino a 3 volte rispetto ai sistemi della generazione precedente e una velocità di trasmissione dati fino a 3 volte maggiore. La nuova intelligenza Autonomous Data Path applica il machine learning a livello di I/O per ottimizzare le prestazioni con dischi QLC e futuri SSD. La tecnologia Metadata Acceleration permette letture fino al 70% più veloci per tutti i clienti PowerStore, accelerando ricerche e operazioni quotidiane che tendono a rallentare con l’aumento dei dati.
Il nuovo hardware si basa su processori Intel Xeon Scalable, con fino al 50% in più di core CPU, memoria DDR5, supporto PCIe Gen 5 e interconnessione tra nodi RDMA da 200 Gb. I nuovi modelli PowerStore 1500, 5500 e 9500 racchiudono fino a 40 unità e fino a 5,8 petabyte di capacità effettiva in un singolo chassis 3U. La densità dichiarata è fino a 3 volte superiore rispetto alle generazioni precedenti, su flash E3 NVMe a basso profilo.
Un elemento rilevante è la scelta di flash E3 standard di settore, non proprietario. In un contesto in cui la disponibilità di componenti flash può diventare un vincolo, Dell sottolinea il vantaggio di una fornitura più ampia, prezzi più competitivi e minore dipendenza da un singolo fornitore.
La nuova garanzia di riduzione dei dati 6:1, presentata come la migliore del settore, porta PowerStore Elite oltre il precedente livello 5:1. Per le aziende significa provare a rendere più prevedibile l’economia dello storage primario, soprattutto quando crescono workload non strutturati, macchine virtuali, container e dati destinati ad alimentare modelli AI.
PowerStore Elite e l’automazione AI riducono il lavoro manuale
Dell insiste molto sulla semplicità operativa. PowerStore Elite integra intelligenza artificiale per bilanciare workload, ottimizzare prestazioni e migliorare l’efficienza in tempo reale. L’azienda parla di riduzione del lavoro manuale fino al 95%, un dato che va contestualizzato ma che descrive bene la direzione: meno tuning manuale, più gestione assistita da telemetria e automazione.
A livello di flotta, Dell AIOps estende queste capacità all’intero ambiente con analisi predittive e automazione. Gli amministratori possono delegare attività come reportistica manuale, analisi dell’andamento delle prestazioni e pianificazione della capacità. Dell indica una risoluzione dei problemi fino a 10 volte più veloce rispetto agli approcci tradizionali.
PowerStore Elite si collega anche alla strategia di cloud privato. La piattaforma può diventare base per stack cloud supportati da Broadcom, Microsoft, Nutanix e Red Hat. Attraverso Dell Private Cloud, PowerStore viene inserito in un’infrastruttura aperta e disaggregata, dove calcolo e storage scalano in modo indipendente. Dell parla di risparmi fino al 65% rispetto all’HCI, in scenari definiti da test interni.
La modernizzazione continua è un altro elemento chiave. I nuovi sistemi PowerStore Elite possono essere raggruppati in cluster con precedenti implementazioni PowerStore; dati e workload possono essere trasferiti senza downtime; capacità e prestazioni possono essere aggiunte progressivamente. Lifecycle Extension rafforza il modello con aggiornamenti in loco, consulente tecnico dedicato, implementazione inclusa ed espansioni di capacità secondo la formula “compra tre e ricevi uno gratis”, con supporto ProSupport o ProSupport Plus.
Arthur Lewis definisce PowerStore Elite in questi termini: “L’‘efficacia dei cloud privati dipende interamente dalla capacità di archiviazione su cui si basano. Quasi 20.000 clienti si affidano a PowerStore per gestire la propria attività e, con PowerStore Elite, ottengono un salto generazionale in termini di prestazioni e densità su un’architettura basata su container progettata per evolversi insieme ai loro workload. Ecco come si presenta realmente un’infrastruttura a prova di futuro. PowerStore Elite non è solo la prossima generazione, è il nuovo standard di riferimento”.
PowerEdge di nuova generazione spinge densità, consolidamento e raffreddamento
Dell amplia anche la gamma PowerEdge con undici nuovi server, orientati a AI, HPC, consolidamento, efficienza energetica e workload aziendali esigenti. La diciottesima generazione dei server PowerEdge promette prestazioni superiori fino al 70% e un rapporto di consolidamento di 13 a 1, grazie a soluzioni avanzate di raffreddamento ad aria e a liquido.
Dell PowerEdge M9825, con raffreddamento a liquido e processori AMD EPYC di sesta generazione, è progettato per workload AI e HPC in rack IR7000 integrati. L’obiettivo è superare i limiti dei rack raffreddati ad aria, con una piattaforma modulare ad alta densità.
Per l’AI basata su PCIe, Dell introduce PowerEdge XE5845 raffreddato ad aria e il futuro XE7845, pensati per implementazioni AI più flessibili e per il supporto a GPU di nuova generazione. I modelli PowerEdge R9825 e R9815, rispettivamente dual-socket 3U e single-socket 2U, utilizzano processori AMD EPYC di sesta generazione e arrivano fino a 256 core per sistema, offrendo densità di core e larghezza di banda I/O senza richiedere raffreddamento a liquido.
PowerEdge R9810, server 2U single-socket di fascia alta progettato per il futuro processore Intel Diamond Rapids, punta su raddoppio della larghezza di banda di memoria, cache più che raddoppiata e aumento fino al 50% del numero di core con espansione PCIe. I modelli R8815 e R6815 da 1U consolidano invece footprint tradizionali dual-socket in piattaforme single-socket più efficienti, con l’obiettivo di ridurre costi di alimentazione, raffreddamento e licenze.
Completano il quadro PowerEdge R7815, R7815xd e R7825, con configurazioni flessibili PCIe Gen6, densità di storage e scalabilità per virtualizzazione e analytics. Il messaggio è coerente: l’AI porta nuovi requisiti, ma il data center aziendale deve continuare a consolidare anche i workload tradizionali.
Cyber resilienza: PowerProtect One e Cyber Detect puntano al ripristino rapido
La sicurezza viene trattata da Dell come parte dell’infrastruttura, non come livello separato. La logica è chiara: se attacchi ransomware e minacce AI-driven diventano più veloci e sofisticati, le organizzazioni devono sapere non solo come rilevare una compromissione, ma anche come identificare l’ultima copia pulita e ripristinare rapidamente i dati.
Dell PowerProtect One viene presentata come piattaforma completa di cyber resilienza, progettata per proteggere, rilevare e ripristinare dati critici in diversi ambienti. Riunisce PowerProtect Data Manager, per gestione e orchestrazione della protezione, e PowerProtect Data Domain, per storage di protezione sicuro ed efficiente, sotto un unico piano di controllo.
Il valore operativo è la riduzione della dispersione gestionale. Dell parla di costi di gestione ridotti del 50%, supporto di terze parti, visibilità centralizzata, riduzione dei dati e ripristino su larga scala. In pratica, PowerProtect One punta a semplificare una parte dell’IT che spesso diventa frammentata tra backup, appliance, strumenti di recovery, repository e policy diverse.
Dell Cyber Detect estende invece il rilevamento del ransomware basato su AI direttamente allo storage Dell PowerStore e Dell PowerMax. Addestrato su migliaia di varianti di ransomware, è progettato per ispezionare i dati a livello di byte con una precisione dichiarata del 99,99% e individuare l’ultima copia pulita conosciuta. In scenari ransomware, questo può fare la differenza tra un ripristino ordinato e un recupero incerto.
Matt Kimball, VP & Principal Analyst di Moor Insights & Strategy, evidenzia il legame tra AI, sicurezza e complessità operativa: “Ai team IT viene chiesto di supportare l’AI, difendersi da minacce sempre più sofisticate e modernizzare l’infrastruttura, spesso senza aumentare il personale. L’approccio di Dell si distingue perché affronta la realtà operativa a tutti i livelli. PowerStore Elite contribuisce a eliminare il tradizionale ciclo di aggiornamento dello storage, PowerEdge consente un significativo consolidamento dell’infrastruttura e PowerProtect One semplifica la cyber resilience. Insieme, queste tecnologie riducono la complessità operativa, che rimane uno dei maggiori costi nascosti nell’IT aziendale”.
Dell Private Cloud e Automation Platform portano l’automazione nello stack
Dell Technologies World 2026 rafforza anche la strategia cloud privato. Dell Private Cloud, fornito tramite Dell Automation Platform, consente alle organizzazioni di implementare e gestire stack cloud di Broadcom, Microsoft, Nutanix e Red Hat su infrastruttura Dell aperta e disaggregata. La promessa è scalare calcolo e storage in modo indipendente, evitare lock-in e ridurre i costi rispetto a modelli HCI tradizionali.
Tra le novità ci sono il supporto a VMware Cloud Foundation 9.1, Microsoft Azure Local e l’integrazione di Dell PowerStore con Nutanix AHV. Dell Distributed Private Cloud, in precedenza Dell NativeEdge, estende invece resilienza enterprise ad ambienti edge e distribuiti, con cluster ad alta disponibilità a due nodi, failover automatico, migrazione live delle VM potenziata, sicurezza zero-trust integrata e supporto endpoint zero-touch.
Il livello più interessante è però Dell Automation Platform. La piattaforma introduce intelligenza agentica attraverso un’esperienza utente generativa e personalizzata, pensata per adattarsi al modo in cui i team progettano, gestiscono e amministrano l’infrastruttura. Integrando Dell AIOps, trasforma dati di telemetria in azioni concrete tramite agenti intelligenti, mantenendo il controllo nelle mani dei clienti.
Dell Automation Studio, come set premium di funzionalità, permette di creare workflow di automazione per elaborazione, storage e rete usando strumenti e processi familiari. L’obiettivo è ridurre tempi di messa in servizio e complessità operativa, abilitando orchestrazione full-stack su larga scala. In altre parole, Dell prova a portare la logica degli agenti non solo nelle applicazioni AI, ma anche nella gestione dell’infrastruttura stessa.
Ecosistema AI: Google, Hugging Face, OpenAI, Palantir, ServiceNow e altri
Un’altra parte importante degli annunci riguarda l’ecosistema. Dell AI Ecosystem Program offre ai fornitori software AI un percorso per validare soluzioni sull’infrastruttura Dell AI Factory, riducendo il rischio di implementazioni frammentate e rendendo più veloce il passaggio dal proof of concept alla produzione.
La collaborazione con Google mira a portare i modelli Gemini 3 Flash su Google Distributed Cloud eseguito su server Dell PowerEdge XE9780. Il punto è consentire workload avanzati di AI generativa in ambienti on-premise privati e riservati, con attenzione a protezione, residenza e sovranità dei dati. Dell sottolinea anche il supporto a contesti ampliati oltre 1 milione di parole e a strumenti avanzati come Gemini CLI.
Dell Enterprise Hub su Hugging Face porta invece on-premise una selezione di modelli open-weight, tra cui MiniMax-M2.7, DeepSeek Pro, DeepSeek-V4, GLM 5.1 e Kimi K2.6, ottimizzati per Dell AI Factory. La logica è offrire alle imprese un percorso più controllato e potenzialmente più economico per usare modelli aperti potenti dove risiedono i dati.
La collaborazione con OpenAI riguarda Codex. Dell e OpenAI lavorano per aiutare le aziende a implementare Codex negli ambienti in cui si trovano dati, sistemi e workflow critici. Codex si collegherà a Dell AI Data Platform, avvicinandosi a codice sorgente, documentazione, sistemi aziendali, conoscenze operative e flussi dei team. Dell e OpenAI esploreranno inoltre l’integrazione con Dell AI Factory per alimentare workload AI più contestuali.
Palantir Foundry e AIP saranno implementati localmente presso Dell AI Factory, con il livello Ontology distribuito su Dell ObjectScale e PowerFlex. L’obiettivo è acquisire dati da fonti aziendali, definire relazioni dinamiche e automatizzare workflow con modelli AI distribuiti su infrastruttura Dell.
Reflection porterà modelli open source on-premise su Dell AI Factory, con un focus su settori regolamentati, governi ed enti sovrani. SpaceXAI e Dell offriranno invece le capacità di ragionamento e multimodali di Grok sotto forma di assistenti AI enterprise, distribuibili on-premise o in modalità ibrida. ServiceNow potrà utilizzare Dell AI Factory per collegare infrastruttura e automazione dei workflow aziendali.
Dell cita anche nuove soluzioni validate per AI agentica con Mistral, visione computazionale con Fogsphere e Ipsotek, AI immersiva con UneeQ Digital Humans, assistenti di codice con Poolside, sicurezza con CrowdStrike, Fortanix e F5, e gestione sicura di modelli, MCP, competenze degli agenti e software con JFrog.
Disponibilità: una roadmap distribuita tra 2026 e 2027
La roadmap degli annunci fatti a Dell Technologies World 2026 è ampia e distribuita. Dell PowerStore Elite sarà disponibile a luglio 2026, mentre Dell Cyber Detect per PowerStore arriverà nel terzo trimestre 2026 e per PowerMax nella seconda metà del 2026.
I server PowerEdge M9825, R9825 e R9815 sono previsti nella prima metà del 2026. PowerEdge XE5845 e XE7845 arriveranno nel primo trimestre 2027. PowerEdge R9810, R8815, R6815, R7815, R7815xd e R7825 sono attesi nel 2027.
Dell PowerProtect One è già disponibile. Dell Private Cloud con supporto VMware Cloud Foundation 9.1 e Microsoft Azure Local sarà disponibile a giugno 2026, mentre Dell Private Cloud con Nutanix e supporto PowerStore arriverà a luglio 2026. Dell Distributed Private Cloud è già disponibile. Le funzionalità Agentic AI di Dell Automation Platform sono previste entro fine anno, mentre Dell Automation Studio sarà disponibile a giugno 2026.
Sul fronte AI Factory, Dell Deskside Agentic AI è già disponibile. NVIDIA OpenShell su Canonical Ubuntu e Red Hat AI, NVIDIA AI-Q 2.0 per Dell AI Factory e la reference architecture Dell-NVIDIA AI-Q 2.0 basata su Dell AI Data Platform sono già disponibili. Gli avanzamenti di orchestrazione e ricerca della Dell AI Data Platform sono previsti nel secondo trimestre 2026. Dell Data Analytics Engine accelerato da NVIDIA Blackwell e NVIDIA Vera arriverà nel primo trimestre 2027.
Dell ObjectScale con certificazione NVIDIA Certified Storage sarà disponibile nel secondo trimestre 2026, mentre l’integrazione di Dell ObjectScale e Dell Data Search Engine con NVIDIA Omniverse è già disponibile. Dell Exascale con PowerFlex è previsto nella prima metà del 2027. Dell Pro Precision 7 R1 arriverà a luglio 2026. Dell PowerRack for compute è già disponibile, PowerRack for Dell PowerSwitch networking arriverà a settembre 2026 e PowerRack for Dell Exascale storage nella seconda metà del 2026. Dell PowerCool CDU C7000 è previsto nel terzo trimestre 2026.
Dell Technologies World 2026 mostra che l’AI aziendale è un problema di architettura
Il messaggio complessivo di Dell Technologies World 2026 è netto: l’AI aziendale non si risolve acquistando singoli componenti, né spostando automaticamente tutto nel cloud. La fase dei progetti pilota isolati sta lasciando spazio a una fase più difficile, in cui le imprese devono rendere l’AI ripetibile, governabile, sicura, sostenibile nei costi e integrata con i dati reali.
Dell risponde con una strategia che tiene insieme AI Factory, agentic AI, data platform, storage, server, rack, raffreddamento, cloud privato, cyber resilienza e automazione. È una proposta molto ampia, forse persino impegnativa da decodificare per le aziende che cercano soluzioni immediate. Ma è anche coerente con la direzione del mercato: l’AI in produzione richiede infrastruttura, non solo modelli.
La parte più concreta riguarda il ritorno del controllo locale. Non come nostalgia dell’on-premise, ma come necessità industriale: costi prevedibili, dati sensibili, sovranità, latenza, proprietà intellettuale, sicurezza e continuità operativa. Dell prova a intercettare questa domanda portando l’AI agentica dalla scrivania al data center, e collegandola a una base infrastrutturale più automatizzata e resiliente.
Per le imprese, il punto non sarà adottare tutte le novità in blocco. Sarà capire dove il cloud resta conveniente, dove l’on-premise diventa necessario, quali dati devono alimentare l’AI, quali agenti possono davvero portare valore e quale infrastruttura serve per scalare senza moltiplicare complessità. Dell Technologies World 2026 mette sul tavolo una risposta precisa: l’AI aziendale matura quando viene trattata come un sistema, non come un esperimento.








