Piccolo florilegio delle frasi più belle lette ultimamente, con rivelazione (si fa per dire).
Alcune cose apparse sui blog di tutto il mondo meritano una miniatura. Sono frasi che hanno un contesto, ma che possono essere utilizzate a prescindere.
Richard Waters ha scritto sul blog tecnologico del Financial Times che «far crescere un’azienda con le acquisizioni è un po’ come mangiare cinese: dopo due ore hai ancora fame». Lo ha detto a proposito di Oracle, ma la frase è adattabile a tutte le società che hanno impostato una strategia di crescita sulle incorporazioni.
Jonathan Schwartz, ceo di Sun, ha commentato sul suo blog i risultati trimestrali della società che dirige, e lo ha fatto con una trasparenza esemplare, scrivendo «cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato». Un esempio che se fosse seguito, specie a queste latitudini, produrrebbe solo positività.
Benjamin Romano, sul blog tecnologico del Seattle Times, dopo aver assistito all’assemblea degli azionisti di Microsoft ha riportato la frase che il ceo, Steve Ballmer, ha detto quando si è acceso il dibattito sull’insidering: «Come azionista che non vende le sue azioni ho il massimo rispetto per quelli che invece lo fanno».
Da usarsi al posto dell’abusato «questo è il mercato, bellezza».
Leo Sorge su Piublog, dopo la conferenza tenuta da Chris Anderson, direttore di Wired e scrittore del best seller “The long tail”, ha detto «a parte che adesso ha cinque figli e non più quattro, so esattamente le stesse cose che sapevo prima di ascoltarlo», frase che pone seri dubbi sull’utilità di certi appuntamenti.
Sergio Veneziani sul blog di Edelman ha postato un commento di Pietro Scott Jovane, country manager di Microsoft Online Services Group: «oggi se voglio sapere cosa non comprare leggo i blog, se voglio sapere cosa comprare guardo la pubblicità», da cui è scaturito un vivace e significativo dibattito incrociato tra blog (fra cui il nostro: http://blog.01net.it) sull’uso che si fa di tutta la Rete.
E a proposito di blog, è chiaro che oramai il giornalista (o il “comunicatore”) lo utilizzi come blocco per gli appunti. Un taccuino utile due volte: per fissare i pensieri che vengono in mente e che bisogna trovare il tempo di sviluppare, e un banco di mescita per argomenti: il pubblico li assaggia e se funzionano si possono tradurre in articolo, altrimenti si buttano.
Così probabilmente faremo anche noi.





