L’innovazione in una tazza di caffè.
Non è necessario nascere a Seattle per essere innovativi, però aiuta. Il nostro piccolo mondo tecnologico è pieno di esempi di imprenditoria d’avanguardia nata sul Puget Sound e non è necessario che li si rammenti qui.
Proviamo, però ad andare fuori dai confini.
Parliamo di musica?
Bastano Jimi Hendrix e Pearl Jam?
Parliamo di trasporti?
Basta la parola Boeing?
Ci prendiamo un caffè?
Da Starbucks, però.
La catena di negozi di caffè e suoi derivati, che chiunque abbia messo il naso oltre Lugano ha imparato a conoscere è un bell’esempio di imprenditoria basata su un prodotto “obsoleto”, vecchio come il mondo.
Si può applicare l’innovazione al modo di fare il caffè?
La società attualmente retta dal ceo Howard Schultz lo pensa da quando è nata.
E negli anni ha introdotto modelli di produzione e consumo che sono sempre stati una sfida.
Vinta, anche quando andava a giocarla su campi difficili, come quello tailandese.
E la vocazione a innovare, se uno ce l’ha nei geni, non scema. L’ultima trovata è quella del wi-fi. ma non banale: nei salottini delle caffetterie si può scaricare brani musicali da iTunes, con il proprio dispositivo, usando una connessione wireless offerta gratuitamente dalla catena di Seattle.
La fatturazione dell’acquisto musicale avverrà con calma, il giorno dopo, in remoto.
È l’esaltazione del relax: una tazza della bevanda preferita, una poltrona, un brano musicale che piace.
In pratica, Nirvana.
Già, anche loro di Seattle.





