Aumenta in Italia la consapevolezza del cyber risk, percepito non soltanto dalle imprese, ma ormai anche dai privati. È quanto emerge da una nuova indagine commissionata da Prima Assicurazioni a Nielsen, che ha indagato il livello di consapevolezza degli italiani rispetto all’esposizione personale ai rischi informatici e alla possibilità di tutelarsi, in un contesto di rischio crescente. Nel primo semestre del 2025, infatti, il numero di attacchi informatici gravi ha raggiunto un picco record, con oltre 2.700 casi nel mondo, circa un terzo in più rispetto al semestre precedente, e oltre il 10% degli attacchi gravi si è concentrato in Italia.
Secondo la survey, poco più della metà degli intervistati (54,3%) ritiene importante, a vario titolo, la possibilità di dotarsi di un’assicurazione contro i cyber risk anche come privato. In particolare, il 29,1% del campione considera il rischio informatico serio e ritiene necessaria una copertura assicurativa dedicata, anche alla luce dei limiti delle misure di protezione oggi disponibili, mentre un ulteriore 25,2% si dichiara aperto a una polizza cyber a condizione che il costo sia contenuto e accessibile.
All’opposto, rimane significativa la quota di chi dichiara una minore percezione del rischio: circa un terzo degli italiani (33,9%) considera, infatti, il cyber risk poco rilevante per i privati e ritiene di essere già sufficientemente protetto, affermando di non ritenere importante dotarsi di un’assicurazione contro i cyber risk o di non voler investire in una copertura di questo tipo. A completare il quadro, un 11,8% del campione dichiara di non sapere o di non essere interessato al tema.
I dati restituiscono così un quadro articolato, in cui a una crescente attenzione verso i rischi digitali si affianca ancora una percezione disomogenea dell’esposizione personale e delle possibili forme di tutela. Una dinamica che riflette il diverso grado di consapevolezza
dell’impatto concreto dei cyber risk nella vita quotidiana e la difficoltà, per molti, di tradurre una minaccia percepita come distante in una scelta di protezione.
“L’indagine mostra come il cyber risk stia entrando progressivamente nel dibattito pubblico anche dal punto di vista dei privati, ma con livelli di consapevolezza ancora molto diversi”, commenta Davide Fedrigo, Chief Technology Officer di Prima Assicurazioni. “Da un lato, cresce il numero di persone che riconosce l’esposizione ai rischi informatici nella vita quotidiana; dall’altro, resta una quota rilevante che tende a sottovalutare il problema o a confidare esclusivamente nelle protezioni esistenti. Come insurtech, riteniamo fondamentale contribuire a diffondere una maggiore comprensione di questi rischi, favorendo scelte informate e consapevoli”.

Con la digitalizzazione delle nostre attività quotidiane, si parla sempre di più attacchi informatici e di polizze contro il cyber risk, che coprono costi e responsabilità legati a incidenti di cybersecurity come furti di dati e violazioni della privacy.
In questo contesto, come privato, consideri importante avere una polizza assicurativa che protegga da questi attacchi?
|
No, penso che questo tipo di polizza sia importante solo per imprese e pubblica amministrazione |
11,1% |
|
No, credo di essere già sufficientemente protetto con le misure di sicurezza che uso attualmente (e.g. autenticazione a più fattori, backup periodici, VPN e antivirus) |
10,4% |
|
No, è un costo ulteriore e non necessario che preferisco/non posso sostenere |
12,4% |
|
Sì, penso che gli attacchi informatici siano un rischio serio oggi anche per i privati a cui serve rispondere con una protezione specifica ed efficace |
18,9% |
|
Sì, penso che le misure di sicurezza che uso attualmente da sole non siano sufficienti a proteggermi |
10,2% |
|
Sì, ma solo se il costo dell’assicurazione rimane contenuto, accessibile e proporzionato al rischio |
25,2% |
|
Non saprei / Non mi interessa |
11,8% |






