Criticaccia a-la-benigni.
Oramai quello che sappiamo è messo in discussione dai questi motoracci di
ricerca.
Queste diavolerie che usa chiunque per qualsiasi cosa ci fanno
dubitare della nostra cultura e fanno dubitare anche gli altri, contribuendo a
rovinare anche quel poco di reputazione che uno si è costruito negli anni.
Sarà capitato anche a voi di scrivere per posta elettronica una cosa, un
dettaglio, un aneddoto e di sentirsi dire “ma dove l’hai trovato, su
Google?”.
No, lo so e basta.
Se ci vuoi credere bene,
altrimenti ciccia.
Va a finire che bisognerà mettere un’avvertenza in
calce alle cose che si scrive: “farina del mio sacco”, o “my bag’s
flour”, quando si corrisponde con l’estero.
Siamo salvi solo quando
ci diciamo le cose faccia a faccia: li Internet ancora non c’è.
E se
qualcuno mentre parlo mi chiede “ma quello che mi stai dicendo l’hai trovato
su Internet?” non glielo faccio dire due volte.





