I risultati di bilancio per nulla soddisfacenti e il mercato delle pellicole ormai in definitivo declino hanno indotto la società a una drastica riorganizzazione, che prevede anche la riduzione di un terzo delle fabbriche
23 gennaio 2004 Dopo la decisione di dismettere
alcune attività, il piano di ristrutturazione di Kodak prevede
la riorganizzazione interna. E non sarà assolutamente un’operazione indolore: la
società ha infatti annunciato di voler operare un numero di
licenziamenti compreso tra le 12.000 e le 15.000 unità a livello
mondiale (attualmente sono circa 70.000 le persone assunte). Come è facile
presagire i settori più interessati saranno quelli riguardanti le attività che
Kodak ha intenzione di cessare o quantomeno limitare: in pratica le pellicole e
le fotocamere analogiche. E questo sia sul versante produttivi sia su quello
amministrativo.
A quella del personale, si aggiungerà anche una
significativa riduzione delle fabbriche: si parla di
circa un terzo. Questo risultato sarà ottenuto ottimizzando in alcuni
casi la produzione e in altri chiudendo completamente le strutture.
Kodak prevede di completare l’opera di ristrutturazione in tre
anni (entro il corrente anno è già stabilito che dovrebbero lasciare il
posto di lavoro circa 3.000 persone). Alla fine di questo periodo, la società
dovrebbe poter globalmente annoverare un risparmio compreso tra 1,3 e
1,7 miliardi di dollari.
I responsabili dell’azienda motivano tale linea strategica con la necessità
di diventare un realtà più snella per poter sia operare meglio
in un mercato più dinamico come quello digitale sia per
riuscire a raggiungere in tempi più rapidi crescite significative. Non va
infatti dimenticato che i risultati relativi alle operazioni dell’ultimo
trimestre 2003, sebbene riportino un fatturato globale che ha raggiunto quota
3,78 miliardi di dollari, ovvero in crescita del
4% (escludendo gli incrementi dovuti al basso valore del dollaro),
vedono “solo” 19 milioni di utili contro i 113 milioni registrati un
anno fa.
A fronte di una diminuzione dell’8% del mercato consumer delle
pellicole nel 2003 (e le previsioni per il 2004 indicano un ulteriore
calo in linea con quello dello scorso anno), Kodak desidera rafforzare
ulteriormente il proprio impegno sul fronte digitale. Il primo forte segnale in
questo senso è l’offerta, tramite la filiale giapponese, per l’acquisto
di tutto il pacchetto azionario di Chinon (Kodak ne possiede già il
59%). In questo modo, e in virtù di una spesa di circa 35 milioni di
dollari, la società americano verrebbe in possesso di una nuova e
quotata fonte per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito della fotografia
digitale.





