I primi effetti benefici del cambio di nome si vedono sull’andamento del titolo in Borsa. In parallelo, presentata l’ultima versione dell’ambiente di sviluppo Java.
La software house americana, dopo un periodo di incertezze e cambi di strategia, ha imboccato finalmente la strada giusta per diventare uno dei più importanti attori del settore dei tool di sviluppo. Ricordiamo che Borland è una delle poche società quotate al Nasdaq che non ha risentito della recente crisi della new economy, anzi le sue azioni hanno avuto un incremento annuo del 300%.
L’inaugurazione della nuova filiale Italiana, avvenuta poche settimane fa, ha coinciso con la presentazione della release 5.0 di JBuilder, l’ambiente di sviluppo Java, disponibile, oltre che per Windows e per le più importanti piattaforme Unix, anche per Apple (nella seconda metà dell’anno).
Tra le novità più importanti di questa versione ricordiamo il supporto completo per Xml che estende le capacità server di Java verso soluzioni per la gestione dei servizi Web, e una migliore integrazione con Ibm WebSphere e Tomcat. È poi possibile creare applicazioni che girano sui telefoni cellulari Nokia di prossima commercializzazione a patto di scaricare dal sito Nokia l’apposito Jdk che comprende anche un emulatore per il debugging delle applicazioni.
JBuilder 5 è disponibile in tre versioni, Enterprise, Professional e Personal a un prezzo rispettivamente di L. 6.466.000/2.128.000/213.000 (Iva esclusa). Ricordiamo che la Personal, scaricabile anche gratuitamente da Internet (www.borland.com/jbuilder/jb5/feamatrix), non consente la commercializzazione né l’uso del software sviluppato.





