Come faremo trasformazione digitale l’anno prossimo

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Le imprese che stanno portando avanti con successo la trasformazione digitale hanno  adottato una strategia end-to-end con obiettivi chiari e definiti, che partendo dall’alto, quindi dalla leadership, abbraccia l’intera organizzazione toccando aspetti fondamentali come la coltivazione dei talenti digitali e la valorizzazione dei dati per creare nuovi modelli di business e rendere più veloci e flessibili i processi aziendali.

La trasformazione digitale è una sfida culturale e organizzativa, abilitata dalla tecnologia. E succede comunque: accade indipendentemente dalla volontà delle aziende, perciò è un cambiamento che va necessariamente fatto per sopravvivere nei nuovi mercati.

Si è concluso il ciclo 2017 di Innovators Circle, una serie di incontri promossi da SAP e Intel in collaborazione con IDC che hanno riunito CIO, CDO e Innovation manager di importanti aziende italiane in un confronto a 360 gradi sui temi della trasformazione digitale per prepararsi ad affrontare il 2018.

Dalla realtà al real time dei processi aziendali

Come hanno testimoniato nel corso dei loro interventi i manager, la principale sfida della trasformazione digitale è far sì che tutto ciò che avviene nella vita reale si possa tradurre in logica real-time nei processi aziendali. Ma perché ciò accada, sopra all’architettura tecnologia necessariamente rinnovata deve collocarsi come imprescindibile il coinvolgimento dell’intera organizzazione. Insomma, è necessario portarsi dietro tutte le persone, dall’amministratore delegato ai dipendenti.

Questi aspetti fondamentali sono emersi anche nella web survey di IDCi. Secondo più di 70 rispondenti italiani, sono quattro gli imperativi strategici della trasformazione digitale:

  1. Il data management come asset strategico
  2. trasformazione digitale progressiva versus trasformazione digitale “disruptive”
  3. Nuovi ecosistemi
  4. Digital leadership coordinata

Appare evidente che la trasformazione dei processi esistenti e la creazione di nuovi dipendano dall’effettiva capacità aziendale di gestire, analizzare e valorizzare i dati.

Tutto ciò può avvenire mettendo il dato al centro dei modelli aziendali e rinnovando l’architettura IT, ovvero investendo su piattaforme unificate data-driven e puntando su nuove competenze digitali come la real-time data analytics.

Il secondo punto sottolinea come tra le aziende italiane emerga la necessità di bilanciare un cambiamento che sia da una parte progressivo, a livello sia organizzativo sia IT, ma che dall’altra possa anche accogliere accelerazioni e innovazioni “disruptive”.

Il percorso d’innovazione avviato con il digitale, coinvolgendo tutti i ruoli aziendali, apre a nuove forme di collaborazione e integrazione. La cooperazione tra imprese, vendor e laboratori d’innovazione, e tra i diversi ruoli aziendali (in una sorta di “dream team” interno), è indispensabile per gestire la natura complessa della trasformazione digitale.

Anzi, alcune aziende hanno già compreso che i benefici di questa cooperazione possono essere amplificati creando ecosistemi che combinino nuovi modelli di business, tecnologie digitali, informazioni e stakeholder.

Ritorna anche nella web survey di IDC il tema prioritario della leadership. La capacità di comunicare, di ingaggiare le persone giuste per il processo d’innovazione, di ottenere la sponsorizzazione del vertice, ma anche la capacità di mettersi in discussione, rappresentano qualità essenziali per chi deve guidare e governare il processo di trasformazione aziendale.

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