Cloud AI sovrano: sicurezza, compliance e controllo nell’era dell’intelligenza artificiale

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La sovranità digitale è diventata una priorità strategica di primo livello. Non solo per i responsabili IT, ma per i C-level e perfino per i governi, che oggi considerano l’infrastruttura digitale un pilastro della resilienza nazionale. Con l’arrivo di nuove normative sull’intelligenza artificiale, le organizzazioni sono chiamate a verificare con precisione dove vengono elaborati i dati, chi li governa e come vengono controllati.

Il messaggio è chiaro: la sovranità digitale conta. Ma non tutte le soluzioni di sovranità sono uguali.

Troppo spesso viene trattata come un’aggiunta successiva, affidata a policy sovrapposte o a componenti di sicurezza applicate a infrastrutture nate per ambienti aperti e globali. Molti sistemi “sovrani” oggi sul mercato sono in realtà piattaforme legacy con un livello minimo di innovazione, costruite assemblando tecnologie di fornitori diversi o adattando stack di cloud pubblico che non erano stati progettati per operare in contesti disconnessi o altamente regolamentati.

L’approccio sovereign by design nasce proprio per superare questi limiti.

Sovranità digitale progettata alla radice

Un’infrastruttura davvero sovereign by design integra i controlli di sovranità dei dati e delle operazioni direttamente nei livelli fondamentali di rete, calcolo e storage, invece di aggiungerli in un secondo momento. Significa garantire un controllo duraturo sul funzionamento dei sistemi, indipendentemente da geografia, connettività o instabilità geopolitica.

Vuol dire anche progettare ambienti IT pensati fin dall’origine per operare in modalità air-gapped o disconnessa, sfruttando al tempo stesso AIOps moderne, architetture cloud-native e meccanismi di sicurezza, compliance e data residency incorporati.

È questo lo standard che oggi dovrebbe definire l’infrastruttura IT moderna.

Dalla rete al workload: sovranità edge-to-cloud

Già dal 2017, con il lancio di GreenLake, HPE aveva anticipato il valore strategico dell’infrastruttura privata e del controllo dei dati. L’obiettivo era portare esperienze cloud e innovazione direttamente nei data center dei clienti, mantenendo piena governance sulle informazioni.

Nel tempo, questo approccio si è evoluto fino a coprire tutti gli elementi critici dell’edge-to-cloud: networking, compute, storage e cloud management. Oggi l’architettura sovereign by design di HPE consente di massimizzare controllo e sicurezza lungo l’intera catena, dall’ingresso dei pacchetti di rete fino all’esecuzione dei workload.

Negli ultimi mesi sono state introdotte nuove soluzioni pensate per preservare la sovranità completa dei dati e l’autonomia operativa anche in ambienti isolati.

Private cloud e AI sovrana: infrastrutture per ambienti regolamentati

Sul fronte del private cloud, HPE ha esteso il supporto alle implementazioni air-gapped sia per Private Cloud Enterprise sia per Private Cloud AI. Quest’ultima permette di distribuire sistemi AI chiavi in mano, isolati e data-sovereign, progettati per accelerare il passaggio dalla sperimentazione all’inferenza in produzione. Private Cloud Enterprise offre gli stessi principi per workload enterprise tradizionali e sensibili.

Per iniziative AI su scala nazionale, le Sovereign AI factory rispondono ai requisiti più stringenti in termini di hardening dei sistemi, supply chain sicura e certificazioni. In Europa, un laboratorio AI basato in Francia consente ai clienti di testare prestazioni e casi d’uso su infrastrutture fisicamente localizzate e gestite all’interno dell’Unione Europea, un aspetto particolarmente rilevante per i settori pubblici e regolamentati.

Anche networking e storage sono stati riprogettati in ottica sovrana, con piattaforme capaci di operare in modalità disconnessa mantenendo piani di controllo cloud-native. L’obiettivo è supportare architetture sicure per governi, difesa e imprese, integrando microservizi, orchestrazione avanzata, data warehouse ottimizzati per l’AI, capacità di inferenza e GPU protette da modelli di sicurezza multilivello.

Dalla ricerca alla pubblica amministrazione: i primi casi concreti

Cheri Williams, SVP for Private Cloud and Flex Solutions, HPE
Cheri Williams, SVP for Private Cloud and Flex Solutions, HPE

Le soluzioni sovereign by design stanno trovando rapidamente applicazione presso università di ricerca, aziende tecnologiche con forte proprietà intellettuale, istituzioni finanziarie regolamentate e settore della difesa.

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, organizzazioni attive nell’AI stanno già utilizzando piattaforme private sovrane per accelerare ricerca e sviluppo, integrando requisiti di compliance specifici per Paese. Sul fronte governativo, negli Stati Uniti è stato avviato un progetto di cloud privato conforme agli standard NIST, con gestione air-gapped on-premises, per garantire non solo la residenza dei dati ma anche la piena proprietà delle informazioni.

Parallelamente sono in corso implementazioni di sistemi iperconvergenti e infrastrutture di rete e storage disconnesse in Europa, Medio Oriente, Asia e Americhe, con un interesse crescente anche da parte di università coinvolte in programmi di ricerca nazionali.

Il punto comune è uno solo: le organizzazioni stanno prendendo coscienza del fatto che proprietà dei dati e sovranità operativa sono ormai inseparabili dall’agilità e dall’innovazione.

Sovranità digitale senza rinunciare all’innovazione

Nel contesto attuale, segnato da accelerazione dell’AI, normative sempre più stringenti sulla privacy e relazioni geopolitiche in evoluzione, l’idea di sacrificare funzionalità avanzate in nome della compliance non è più accettabile.

I leader di oggi chiedono infrastrutture private di nuova generazione, con agilità cloud, progettate per garantire controllo, conformità e capacità AI avanzate. La sovranità digitale non è più un vincolo: diventa un abilitatore strategico per innovare in modo responsabile.

Per l’Europa e per l’Italia, dove regolamentazione, protezione dei dati e autonomia tecnologica sono temi sempre più centrali, l’approccio sovereign by design rappresenta un passaggio chiave per coniugare sicurezza, compliance e competitività nell’era del cloud AI.

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