CamGraPhIC riceve 211 milioni dallo Stato italiano per accelerare la fotonica al grafene nei data center AI

CamGraPhIC

La corsa dell’intelligenza artificiale non si gioca più soltanto sulla potenza di calcolo. Sempre più spesso, il vero limite è nel modo in cui i dati si spostano tra chip, acceleratori e memoria. È in questo snodo che si inserisce CamGraPhIC, società del gruppo 2D Photonics, che ha ottenuto il via libera a un finanziamento pubblico da 211 milioni di euro provenienti dallo Stato italiano, approvato dalla Commissione europea, destinato a industrializzare una nuova generazione di interconnessioni ottiche basate sul grafene.
L’obiettivo è intervenire su uno dei limiti fisici che oggi frenano la scalabilità dei sistemi AI e delle piattaforme di high-performance computing: la crescente difficoltà nel trasferire quantità sempre maggiori di dati con sufficiente velocità, contenendo al tempo stesso consumi energetici, latenza e produzione di calore. In altre parole, mentre il compute continua a evolvere rapidamente, l’infrastruttura che collega i diversi componenti del sistema rischia di diventare l’anello debole.

CamGraPhIC punta sulle interconnessioni ottiche al grafene per l’AI

La tecnologia su cui lavora CamGraPhIC è una piattaforma di Optical I/O basata sul grafene, pensata per superare i limiti delle interconnessioni elettriche tradizionali e anche di parte delle soluzioni oggi disponibili nella silicon photonics. Il punto non è soltanto aumentare la velocità di trasferimento dei dati, ma farlo con una densità di banda più elevata, una latenza inferiore e un fabbisogno energetico più contenuto.
È una questione cruciale per l’AI moderna. Con l’aumento della dimensione dei modelli, della complessità delle architetture e della densità dei sistemi hardware, il traffico di dati interno ai server e ai nodi di calcolo è diventato un problema strutturale. Se il trasferimento delle informazioni non riesce a stare al passo con il ritmo del calcolo, le prestazioni complessive si degradano e i costi energetici salgono.
In questo contesto, il grafene viene considerato un materiale particolarmente promettente grazie alle sue proprietà elettroniche e ottiche. L’idea industriale di CamGraPhIC è sfruttarlo per costruire collegamenti ottici più efficienti e più vicini al processore, così da sostenere le esigenze delle future piattaforme AI senza replicare i limiti delle infrastrutture attuali.

Il finanziamento da 211 milioni rafforza la filiera italiana della fotonica

Il progetto riguarda un aiuto di Stato italiano autorizzato dalla Commissione europea nell’ambito del quadro sugli aiuti per ricerca, sviluppo e innovazione. Per dimensione, si tratta di uno degli interventi più rilevanti nel panorama deep tech nazionale e rappresenta un segnale preciso: la partita sulle tecnologie strategiche per l’AI non riguarda solo modelli e data center, ma anche i componenti che renderanno sostenibile la loro crescita.
Le risorse saranno utilizzate per portare la piattaforma ottica di CamGraPhIC verso una fase industriale, con l’obiettivo di renderla utilizzabile in acceleratori AI, sistemi HPC e data center avanzati. È qui che densità di banda ed efficienza energetica stanno diventando parametri sempre più decisivi, non più semplici metriche tecniche ma fattori che incidono direttamente sul costo, sulla sostenibilità e sulla possibilità stessa di continuare a scalare.
Ben Jensen, CEO di 2D Photonics, ha sintetizzato così il nodo tecnologico: “Questo investimento va dritto al cuore di ciò che oggi limita l’AI. La capacità di calcolo continua a crescere, ma il movimento dei dati non ha tenuto lo stesso passo. La tecnologia ottica basata sul grafene offre un modo per spostare quantità molto maggiori di dati usando molta meno energia, ed è esattamente ciò di cui avrà bisogno la prossima generazione di sistemi AI.”

Vicino a Milano nascerà una linea pilota per la produzione

Uno degli elementi più concreti del piano è la realizzazione di una facility pilota nell’area milanese. Non si tratta di un dettaglio secondario, perché il passaggio dalla ricerca avanzata alla produzione è da sempre uno dei punti più critici per le tecnologie deep tech europee. La disponibilità di una struttura dedicata dovrebbe consentire di affrontare le fasi di qualifica dei dispositivi, le prime produzioni e il successivo trasferimento verso processi foundry ad alto volume.
In pratica, l’azienda punta a costruire una continuità industriale tra laboratorio e mercato. È un tema che nel settore dei semiconduttori e della fotonica pesa almeno quanto la qualità della ricerca: senza capacità produttiva, anche una tecnologia promettente rischia di restare confinata in una dimensione sperimentale.
Marco Romagnoli, fondatore e CSO, ha sottolineato proprio questo passaggio: “L’approvazione della misura ci consente di passare rapidamente dall’innovazione all’esecuzione. Costruendo la capacità manifatturiera insieme alla tecnologia, stiamo creando le basi perché la fotonica al grafene diventi una componente concreta dei futuri sistemi AI, non soltanto una promessa di ricerca.”

Fotonica al grafene, perché può diventare strategica nei data center

Il punto industriale più interessante è che CamGraPhIC non si presenta come un progetto di miglioramento marginale, ma come una proposta di discontinuità. L’ambizione dichiarata è ridefinire i limiti di banda, efficienza energetica e scalabilità nelle architetture di calcolo di nuova generazione.
Per i data center AI e le piattaforme HPC questo significa affrontare direttamente un problema che sta diventando sempre più costoso: alimentare e raffreddare infrastrutture in cui il trasferimento dati interno pesa sempre di più sul bilancio energetico complessivo. Se una tecnologia ottica riesce davvero a ridurre in modo sensibile consumi e latenza, il beneficio non riguarda solo le performance, ma anche la sostenibilità economica dei sistemi.
Da questo punto di vista, la rilevanza dell’operazione va oltre il perimetro italiano. Il progetto rafforza la base europea nei semiconduttori e nella fotonica avanzata, ma punta a un mercato globale, perché il problema che prova a risolvere è comune a tutta l’industria AI: come continuare a far crescere i sistemi senza essere bloccati dal costo fisico del movimento dei dati.

Occupazione qualificata e tempi del progetto

Il piano industriale prevede la creazione di oltre 150 posti di lavoro ad alta specializzazione tra ingegneria fotonica, scienza dei materiali e produzione semiconduttori. La linea pilota dovrebbe entrare in funzione nel 2028, aprendo una fase di confronto diretto con system integrator e fornitori di piattaforme di calcolo.
È un orizzonte temporale coerente con la natura del progetto: non si parla di un prodotto pronto nell’immediato, ma della costruzione di una capacità industriale che possa agganciarsi alla prossima ondata di infrastrutture AI. In questo senso, il tempismo è decisivo. Chi riuscirà a posizionarsi ora sui componenti chiave della catena tecnologica potrebbe ritrovarsi in una posizione molto più forte quando la domanda di interconnessioni ad altissime prestazioni entrerà in una fase di piena maturazione.

Un segnale per il deep tech italiano

Il caso CamGraPhIC mostra anche un altro aspetto: in Italia il deep tech può attirare capitali e supporto pubblico significativi quando si colloca all’incrocio tra ricerca avanzata, sovranità tecnologica e mercati globali ad altissima crescita. Il gruppo 2D Photonics aveva già raccolto 25 milioni di euro nel round Series A chiuso nel febbraio 2025, con investitori come CDP Venture Capital, Nato Innovation Fund, Join Capital, Sony Innovation Fund e Bosch Ventures.
Questo nuovo passaggio alza nettamente la scala del progetto e sposta la conversazione da una startup con una tecnologia promettente a una realtà che vuole costruire una filiera industriale su un componente strategico per l’infrastruttura AI del futuro.

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