Bpm, un concentrato di potenza

Una ricerca di Bea individua le tendenze di sviluppo del mercato del Business process management, che in un anno è passato da 150 a 25 fornitori.

Un white paper di Bea sullo stato del mercato del Business process management nel 2008 sintetizza diversi report di analisi, articoli di settore e ricerche di mercato in una guida pensata per permettere di muoversi velocemente in un mercato dinamico.

Secondo il report, i responsabili business e It considerano le iniziative per migliorare i processi una priorità per l’anno in corso seguita dal lancio di nuovi prodotti, il controllo dei costi e l’espansione a livello geografico.

Inoltre, il report evidenzia un mercato in rapido cambiamento, influenzato da adozione diffusa degli strumenti di Bpm, vendor consolidation e convergenza con gli altri mercati, tra cui l’architettura service-oriented (Soa) e l’elaborazione di eventi complessi.

Nello specifico degli utenti Bea, l’81% di chi usa AquaLogic Bpm si aspetta un ritorno sull’investimento (Roi) nei primi tre anni dall’implementazione. Si aspettano il Roi maggiore dall’automatizzazione o accelerazione di processi manuali e un controllo più semplice, riducendo la complessità di centinaia di processi che prima erano difficilmente gestibili.

Basato su benchmark di mercato e dati statistici e analitici degli ultimi dodici mesi, il report ha sottolineato che il Bpm è uno dei mercati software a più rapida crescita, che si stima crescerà di dieci volte in cinque anni, dai circa 500 milioni di dollari del 2006 a 6 miliardi di dollari nel 2011.

E se tale mercato era costituito da 150 vendor riconosciuti nel 2006, questi si sono ridotti a 25 nel 2007. I grandi vendor di taglio enterprise stanno sostituendo i piccoli “pure play”, offrendo soluzioni più olistiche che uniscono Bpm a collaborazione, portali, gestione dei documenti, Soa, architetture event-driven e business intelligence.

Ancora: il Bpm è sempre più usato per gestire i processi che spaziano tra le applicazioni multiple packaged. La ricerca di Bea, difatti, dimostra che il 65% delle implementazioni Bpm integra tre o più sistemi e il 60% dei clienti completa la prima implementazione in meno di sei mesi.

Riguardo i fattori critici di successo gli intervistati generalmente indicano che le sfide organizzative (come le politiche interne, il cambiamento di gestione, la mancanza di competenze degli analisti business e l’allineamento organizzativo) pesano più dei cambiamenti tecnici che possono ostacolare l’implementazione del Bpm. Le aziende che sviluppano con successo soluzioni Bpm non si concentrano solo sulla tecnologia, ma considerano la continua ottimizzazione dei processi come una priorità della strategia di business.

E si parla anche di social computing: i nuovi strumenti, infatti, permettono agli utenti business di partecipare alla realizzazione, gestione e monitoraggio. Le principali soluzioni di Bpm supportano diverse funzioni per i processi collaborativi e sociali che oggi sono ampiamente distribuiti in e-mail, documenti e discussioni. Nell’economia dell’informazione le aziende devono utilizzare queste interazioni non strutturate per migliorare la produttività e concentrarsi sulle best practice.

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