Blackwall ha raccolto 100 milioni di dollari in un round Series C che valuta la società 2,2 miliardi di dollari, per ampliare una piattaforma di sicurezza e gestione del traffico web progettata per essere distribuita direttamente nelle infrastrutture degli hosting provider, dei cloud provider e dei managed service provider. Il finanziamento, guidato da AVP con la partecipazione di Dawn Capital, MMC Ventures e Tera Ventures, sosterrà l’espansione internazionale e lo sviluppo di nuove tecnologie per gestire il traffico generato da bot e agenti di intelligenza artificiale.
Al centro dell’offerta si trova GateKeeper, un sistema che analizza e filtra le richieste Internet prima che raggiungano i server applicativi, combinando protezione dagli attacchi, controllo degli accessi automatizzati e ottimizzazione delle prestazioni. La particolarità del modello Blackwall consiste nell’installazione della tecnologia presso gli operatori che ospitano siti e applicazioni, anziché nell’instradamento obbligatorio del traffico attraverso una rete esterna di distribuzione dei contenuti.
I provider possono così offrire ai propri clienti servizi di sicurezza a marchio proprio, differenziando le funzionalità disponibili e mantenendo il controllo dell’infrastruttura. Con la crescente diffusione degli agenti AI, Blackwall intende estendere questo modello alla gestione delle interazioni automatizzate con siti e applicazioni.
GateKeeper combina reverse proxy, protezione DDoS e Web Application Firewall
GateKeeper è un reverse proxy basato su una versione personalizzata di Nginx, che si interpone tra gli utenti Internet e i server di origine per analizzare le richieste HTTP e HTTPS.
La piattaforma identifica e blocca il traffico indesiderato attraverso sistemi di rilevamento dei bot e degli attacchi informatici, riducendo le richieste che raggiungono le applicazioni. Le funzionalità comprendono la mitigazione degli attacchi Distributed Denial of Service (DDoS) di livello applicativo, la protezione contro gli accessi automatizzati malevoli e un Web Application Firewall (WAF) per filtrare le richieste potenzialmente pericolose.
Il controllo del traffico utilizza regole di sicurezza, analisi comportamentale, reputazione degli indirizzi IP, fingerprinting delle connessioni e limitazioni sulla frequenza delle richieste. Il filtraggio avviene prima dell’elaborazione da parte dei server di origine, contribuendo a contenere il consumo di CPU, memoria e larghezza di banda associato alle richieste indesiderate.
Oltre alla sicurezza, GateKeeper comprende funzionalità di load balancing di livello 7, caching dei contenuti, compressione Brotli e gestione delle connessioni cifrate. Supporta HTTP/3 con QUIC, TLS 1.3 e l’emissione e il rinnovo dei certificati attraverso Let’s Encrypt.
Il load balancing consente di distribuire le richieste fra più server applicativi, mentre il caching permette di soddisfare localmente una parte degli accessi senza interrogare ogni volta l’infrastruttura di origine. Queste funzionalità permettono di utilizzare GateKeeper anche per ottimizzare le prestazioni dei servizi web.
L’elaborazione del traffico rimane nell’infrastruttura del provider
GateKeeper può essere installato direttamente nei sistemi dell’hosting provider, mantenendo localmente l’analisi e il filtraggio del traffico. La componente di gestione utilizza invece Blackwall Dashboard, attraverso la quale vengono amministrati gli account, i domini protetti, le configurazioni e le regole operative.
L’architettura distingue il piano di elaborazione del traffico, ospitato presso il provider, dalle funzioni centralizzate di amministrazione. Le comunicazioni con i servizi Blackwall avvengono attraverso le API della piattaforma.
GateKeeper supporta configurazioni distribuite su più nodi, che consentono di aumentare la capacità di elaborazione e la disponibilità del servizio. Nelle installazioni in cluster, i componenti possono condividere attraverso Redis le informazioni necessarie al coordinamento.
Per gli operatori che gestiscono numerosi clienti, Blackwall mette a disposizione API per automatizzare il provisioning, la configurazione dei domini e l’amministrazione dei servizi. Sono inoltre disponibili integrazioni con pannelli di hosting, web server e sistemi di orchestrazione, compreso Kubernetes.
Queste integrazioni consentono di inserire le funzioni di protezione nei processi con cui i provider attivano e amministrano i siti web, evitando di gestire separatamente ogni installazione.
Blackwall offre anche una modalità gestita, destinata ai proprietari di singoli siti, nella quale il traffico viene analizzato attraverso l’infrastruttura della società senza richiedere l’installazione autonoma di GateKeeper.
La sicurezza diventa un servizio commercializzabile dagli hosting provider
Il modello commerciale di Blackwall è costruito intorno alla distribuzione delle tecnologie attraverso gli operatori di hosting.
I provider possono combinare le funzionalità di protezione in differenti livelli di servizio, commercializzarle con il proprio marchio e amministrarle attraverso gli strumenti già utilizzati per gestire i clienti. Le opzioni possono comprendere protezione dai bot, filtraggio delle richieste, regole di sicurezza personalizzate, monitoraggio degli eventi e funzionalità di gestione delle prestazioni.
Questo approccio consente agli operatori di creare offerte di sicurezza senza sviluppare autonomamente le tecnologie di rilevamento e mitigazione delle minacce.
La riduzione del traffico indesiderato può inoltre avere conseguenze economiche dirette, soprattutto negli ambienti di hosting condiviso, dove numerosi siti utilizzano le stesse risorse hardware. Limitare le richieste automatizzate malevole significa ridurre il carico sui server e la quantità di traffico da elaborare.
Blackwall si colloca in un segmento che comprende funzioni tradizionalmente offerte dai fornitori di sicurezza applicativa e dalle piattaforme di distribuzione dei contenuti, ma con una differente architettura commerciale e operativa, incentrata sul provider che gestisce l’infrastruttura del cliente.
Gli agenti AI richiedono nuove regole per l’accesso ai siti web
L’evoluzione delle tecnologie Blackwall riguarda soprattutto il crescente utilizzo di sistemi automatizzati per accedere a contenuti e servizi Internet.
Secondo i dati richiamati dalla società, i bot generano oltre la metà del traffico web e il 66% della loro attività è malevola. La diffusione dei crawler utilizzati per raccogliere contenuti destinati ai sistemi di intelligenza artificiale e degli agenti capaci di navigare autonomamente tra siti e applicazioni aumenta ulteriormente la complessità della gestione delle richieste.
I sistemi di sicurezza devono distinguere comportamenti differenti: dagli attacchi automatizzati allo scraping non autorizzato, fino agli accessi effettuati da agenti AI per conto di utenti legittimi. Questi ultimi possono generare volumi considerevoli di richieste pur senza svolgere necessariamente attività ostili.
Un sistema di controllo del traffico deve quindi permettere di applicare criteri differenti in base all’origine, al comportamento e alle caratteristiche delle richieste, evitando che le operazioni automatizzate autorizzate vengano trattate allo stesso modo degli attacchi.
Blackwall investirà nello sviluppo di nuove tecnologie per gestire il traffico degli agenti AI e ampliare il controllo sull’accesso e sull’utilizzo delle risorse web, nell’ambito di una strategia che comprende anche la monetizzazione del traffico automatizzato da parte dei provider.
Le nuove funzionalità si aggiungeranno alle capacità già disponibili di mitigazione dei bot, protezione DDoS, WAF, load balancing e cifratura delle comunicazioni. Le caratteristiche tecniche, i prezzi e le tempistiche di disponibilità dei nuovi strumenti devono ancora essere definiti pubblicamente.
Blackwall, dalle origini di BotGuard alla sicurezza web
Blackwall è una società estone di cybersecurity fondata nel 2019 a Tallinn da Nikita Rozenberg, CEO, e Denis Prochko, CTO. Inizialmente conosciuta come BotGuard, ha assunto l’attuale denominazione nel 2025, in occasione di un round Series B da 45 milioni di euro guidato da Dawn Capital. Specializzata in origine nella protezione dei siti web dal traffico dei bot malevoli, ha progressivamente ampliato la propria offerta alla sicurezza applicativa e alla gestione delle prestazioni delle infrastrutture web. La sua tecnologia viene distribuita principalmente attraverso hosting provider, cloud provider e managed service provider, che la utilizzano per proteggere i siti e le applicazioni dei propri clienti, comprese le piccole e medie imprese.
Il nuovo finanziamento da 100 milioni di dollari sosterrà l’espansione commerciale e tecnologica in 12 regioni tra Nord America, Europa, Asia-Pacifico e Medio Oriente. La crescita internazionale si baserà sulla rete di operatori che distribuiscono GateKeeper, offrendo le funzionalità della piattaforma all’interno dei propri servizi di hosting, cloud e sicurezza gestita.
La valutazione di 2,2 miliardi di dollari riflette le aspettative degli investitori sulla crescita del mercato della sicurezza web, alimentata anche dalla diffusione dei sistemi automatizzati e degli agenti AI. Per Blackwall, lo sviluppo di GateKeeper comprenderà nuove capacità di identificazione e gestione di questi sistemi, con strumenti per controllarne l’accesso alle risorse web e definire le condizioni del loro utilizzo.






