L’Europa accelera sul fronte delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale con un progetto destinato a diventare uno dei più grandi hub continentali per il calcolo avanzato. In occasione del summit internazionale Choose France, il gruppo di investimento francese Ardian e Verne, operatore specializzato in infrastrutture digitali a basse emissioni di carbonio, hanno annunciato la realizzazione di un campus tecnologico nell’Île-de-France dedicato ad applicazioni di high-performance computing (HPC), addestramento di modelli AI e utilizzi industriali avanzati.
L’iniziativa prevede investimenti fino a 5 miliardi di euro e una capacità complessiva obiettivo di 500 MW, con una prima fase superiore a 200 MW prevista entro il 2030. Il campus sorgerà all’interno di uno dei principali poli industriali francesi e punta a fornire capacità computazionale per intelligenza artificiale, ricerca scientifica e applicazioni industriali ad alta intensità di elaborazione.
Ardian e Verne: finanza e infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni
Dietro l’iniziativa c’è Ardian, gruppo francese di investimento attivo nelle infrastrutture, nell’energia, nel private equity e nei mercati privati, che gestisce circa 200 miliardi di dollari di asset. Negli ultimi anni la società ha rafforzato in modo significativo la propria presenza nei settori considerati strategici per la competitività europea, investendo in reti energetiche, energie rinnovabili, telecomunicazioni e infrastrutture digitali.
Verne rappresenta invece uno degli operatori europei più specializzati nel segmento dei data center per carichi computazionali ad alta intensità. Fondata come Verne Global e sviluppatasi inizialmente in Islanda, la società gestisce oggi infrastrutture nel Regno Unito, in Islanda e in Finlandia, rivolte a organizzazioni che utilizzano applicazioni HPC, machine learning, intelligenza artificiale e large language model. L’esperienza maturata in questi mercati, caratterizzati da una forte disponibilità di energia a basse emissioni e da requisiti particolarmente elevati in termini di efficienza energetica, costituisce uno degli elementi alla base del progetto annunciato in Francia.
Un campus per la filiera europea dell’intelligenza artificiale
L’obiettivo dichiarato è creare una piattaforma in grado di coprire l’intera catena del valore dell’intelligenza artificiale, dalla disponibilità di capacità computazionale fino alle applicazioni nei settori della ricerca, della sanità, della finanza e dell’energia.
L’infrastruttura verrà sviluppata in collaborazione con RTE, il gestore della rete di trasmissione elettrica francese, e con il gruppo EDF, facendo leva sulla disponibilità di elettricità a basse emissioni di carbonio che rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi della Francia nella corsa europea ai grandi campus AI.
Tra i partner industriali e finanziari già coinvolti figurano inoltre Bouygues e Crédit Agricole, mentre i promotori dichiarano di voler coinvolgere ulteriori soggetti tecnologici, industriali e accademici nella fase di implementazione. L’obiettivo è costruire un ecosistema che riunisca operatori infrastrutturali, imprese energetiche, aziende digitali, centri di ricerca e università, generando centinaia di posti di lavoro diretti e indiretti lungo tutta la filiera.
Particolarmente significativo è il collegamento con il programma europeo delle AI Gigafactories. Il sito annunciato da Ardian e Verne rientra infatti tra quelli che sostengono la candidatura del consorzio AION, iniziativa che riunisce diversi attori industriali e tecnologici francesi con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione delle future infrastrutture europee dedicate all’addestramento e all’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale avanzati.
Il confronto con l’Italia
L’annuncio di Ardian e Verne arriva in una fase di forte espansione anche per il mercato italiano dei Data Center. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nel 2025 la capacità complessiva installata nel Paese ha raggiunto 609 MW IT, con 26 nuove infrastrutture realizzate nell’anno. L’Osservatorio censisce inoltre 83 progetti previsti nei prossimi tre anni e stima che Milano possa attrarre il 23% degli investimenti potenziali attesi nei 13 principali poli europei del settore.
I dati indicano come l’Italia sia ormai uno dei mercati più dinamici d’Europa per lo sviluppo delle infrastrutture digitali. La differenza rispetto al progetto francese non risiede tanto nella presenza o meno di investimenti, quanto nella loro configurazione. Il campus annunciato da Ardian e Verne concentra infatti fino a 5 miliardi di euro di investimenti e una capacità target di 500 MW in un’unica piattaforma concepita per sostenere supercalcolo, intelligenza artificiale e sovranità tecnologica europea.
In Italia la crescita appare invece distribuita tra numerosi operatori e iniziative. Anche progetti di scala comparabile, come il campus da 500 MW IT annunciato da Eni e Khazna Data Centers a Ferrera Erbognone, si inseriscono principalmente nella crescita del mercato hyperscale e dei servizi AI, mentre il Tecnopolo DAMA di Bologna, il supercomputer Leonardo e la AI Factory IT4LIA rappresentano il principale polo nazionale per il supercalcolo e l’intelligenza artificiale di matrice europea.
La differenza è nella politica industriale
Il confronto mette in evidenza anche due differenti approcci di politica industriale. La Francia considera da tempo energia, infrastrutture digitali e tecnologie strategiche come strumenti di competitività nazionale ed europea e tende a favorire la convergenza tra investitori, grandi gruppi industriali, operatori energetici e ricerca pubblica attorno a progetti considerati prioritari. Il campus Ardian-Verne si inserisce pienamente in questa logica: non viene presentato semplicemente come un Data Center di grandi dimensioni, ma come un’infrastruttura destinata a rafforzare le capacità europee nell’intelligenza artificiale e a sostenere le future AI Gigafactory dell’Unione.
Il confronto con gli Stati Uniti mostra come questo approccio non sia necessariamente in contrasto con l’economia di mercato. Anche oltreoceano la leadership nell’intelligenza artificiale è stata costruita attraverso decenni di investimenti pubblici in ricerca, supercalcolo, università e tecnologie sviluppate inizialmente per esigenze governative e della difesa. La differenza è che negli Stati Uniti il sostegno pubblico si manifesta soprattutto attraverso ricerca, procurement e incentivi, mentre in Francia assume più spesso la forma di una politica industriale esplicita e visibile.
L’Italia dispone di eccellenze riconosciute a livello internazionale nel supercalcolo e nella ricerca, ma finora ha svolto soprattutto un ruolo di supporto all’ecosistema e di attrazione degli investimenti piuttosto che di promotore di grandi progetti nazionali dedicati alla capacità computazionale. Più che una differenza nel volume delle risorse mobilitate, emerge quindi una diversa capacità di aggregare capitale, energia, infrastrutture e ricerca all’interno di una strategia industriale riconoscibile.
Energia e AI, una sfida sempre più intrecciata
Secondo Mathias Burghardt, Executive President di Ardian e CEO di Ardian France, il progetto riflette la convinzione che la sovranità digitale europea richieda investimenti coordinati sia nelle infrastrutture digitali sia in quelle energetiche. Parallelamente, Ardian ha annunciato investimenti fino a 3 miliardi di euro nelle energie rinnovabili francesi attraverso Akuo, operatore internazionale nel settore dell’energia eolica e solare, e GreenYellow, società specializzata in efficienza energetica e produzione distribuita di energia rinnovabile.
Il valore del progetto va oltre le dimensioni dell’investimento. La Francia lo presenta infatti come parte di una strategia che lega energia, capacità di calcolo, ricerca e sviluppo industriale. Un approccio che riflette la crescente convinzione, diffusa sia in Europa sia negli Stati Uniti, che l’intelligenza artificiale non dipenda soltanto dai modelli e dal software, ma anche dalla disponibilità delle infrastrutture necessarie per svilupparli e farli funzionare su larga scala.






