Aprile-maggio, un bimestre quasi da record

Secondo i dati della società di ricerca Gfk, nel periodo oggetto dell’indagine in Italia sono state vendute 153mila macchine, solo mille meno rispetto al record raggiunto alla fine del 2002. In calo invece il giro d’affari a causa della consistente diminuzione dei prezzi

28 agosto 2003 Quasi record per le vendite di
fotocamere digitali in Italia nel bimestre aprile-maggio 2003, l’ultimo monitorato da Gfk
Marketing Services Italia. La società di ricerche di mercato milanese ha infatti
stimato una cifra che è arrivata a circa 153mila pezzi, di poco inferiore quindi
al massimo livello raggiunto in corrispondenza delle feste natalizie e di fine
anno 2002, quando gli italiani avevano acquistato ben 154mila fotocamere
digitali.
Il segmento della fotografia digitale sembra quindi godere ancora
di buona salute, almeno dal punto di vista della domanda. Si fanno, invece,
sentire in modo più pesante le “battaglie” al ribasso dei prezzi, fisiologiche o
a colpi di sconti e offerte speciali per tenere alte le vendite.


Il giro di affari nell’ultimo bimestre è infatti è arrivato a poco meno di 55
milioni di euro, mentre nel periodo a cavallo della fine del 2002 e dell’inizio
del nuovo anno erano stati incassati ben 67,7 milioni di euro.
Questa
differenza si spiega principalmente con la diminuzione del prezzo unitario dei
prodotti, sceso in dodici mesi bimestre dai 493 euro a soli 359, ossia del 27%
in media.
La flessione dei listini ha interessato un po’ tutte le fasce dei
prodotti. Per i due gruppi di fotocamere digitali tecnologicamente meno dotate
(quelle con risoluzione inferiore ai 2 Megapixel) il calo del prezzo medio è
stato uguale o superiore al cinquanta per cento.


I modelli con risoluzioni comprese fra 2 e 4 milioni di pixel, che sono di
gran lunga quelli più richiesti dal mercato, hanno registrato una diminuzione
del costo unitario intorno al 42-43%. Anche le fotocamere digitali
professionali, con risoluzioni da 4 a 6 Megapixel, hanno sofferto un po’, visto
che i listini sono scesi del 28-32%. L’unica fascia che ha avuto un incremento
del prezzo medio, piuttosto forte del 62%, è stata quella dei modelli con
risoluzioni massime, che però ha una domanda molto limitata, che non raggiunge
per ora i mille pezzi ogni due mesi. 


Ancora un’annotazione sulle tecnologie: gli acquirenti preferiscono di gran
lunga i modelli con zoom combinato, ottico più digitale. Questo tipo di prodotti
rappresentano quasi il 50% delle vendite, contro il 30% delle fotocamere dotate
solo di zoom digitale.


Il peso dei canali
Ecco, infine, i pesi dei vari canali che distribuiscono
fotocamere digitali. I negozi di elettronica di consumo hanno l’importanza
maggiore, visto che veicolano il 47,3% dei prodotti e incassano il 46,6% del
giro di affari. Al secondo posto troviamo i mass merchandiser, che hanno portato
a casa il 18,1% in pezzi ma solo il 12,2% in valore. Sono seguiti dai negozianti
di prodotti foto e video, che per la clientela più professionale che servono
vendono solo il 18,1% delle fotocamere digitali ma incassano il 28,3% del giro
di affari del settore. Fanalini di coda sono i rivenditori di prodotti per
l’ufficio, con il 14,2% in quantità e il 12,9% in valore.
 
Cliccate
qui
per vedere i dati completi relativi all’indagine di Gfk.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome