App mobile, un successo per pochi

I segnali, per il mercato delle App mobile, sono contrastanti.
Se dovessimo guardare solo al computo temporale, vale a dire al numero dei minuti che gli utenti trascorrono utilizzando una App mobile, l’entusiasmo dovrebbe essere alle stelle: l’87 per cento del tempo che gli utenti trascorrono online su un dispositivo mobile viene speso utilizzando delle App.
Un dato che trova ampia conferma anche nel nostro Paese, dove, stando agli ultimi dati comunicati da Comscore, gli italiani trascorrono ogni mese in media 46 ore su app mobili.
Tutto questo, va da sé, a discapito dell’utilizzo delle stesse App su desktop, che registra un calo costante, con un -21 per cento anno su anno.
Le App mobile vincono, anzi stravincono, rispetto al mobile web, che riesce a opporre alle 46 ore mensili un pacchetto ben più modesto di 7 ore in 30 giorni.
Tutto questo sembrerebbe decretare il trionfo definitivo delle App nella fruizione da mobile, se non fosse per il rovescio della medaglia.

comscore ottobre 2016

Tanto tempo per poche App

Un rovescio che corrisponde a una domanda semplice: Quali App?
Risposta lapidaria: poche e sempre quelle.
Il mercato delle App sembra appannaggio di una rosa davvero ristretta di titoli, per altro tutti in mano ai big player del settore: Google e Facebook.
Parliamo infatti di Facebook, YouTube, Instagram, WhatsApp, Google Maps, cui possono aggiungersi, come è stato quest’anno, i fenomeni del momento, Pokémon Go in primis.
Sono loro che capitalizzano l’interesse degli utenti, fino ad arrivare a coprire il 70 per cento di quelle 46 ore mensili.
Forte concentrazione, altissima fidelizzazione per le prime in classifica, scarso interesse per la scoperta di app nuove, dato questo dimostrato dal fatto che sempre nel mese di ottobre, e sempre secondo i dati Comscore, oltre la metà degli italiani non ha scaricato nemmeno una App e oltre la metà di quelli che lo ha fatto si è limitato a una o due App.
La sfida per chi ha deciso di fare delle App il proprio core business sembra ardua più che mai.

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