Alibaba Cloud spinge sull’evoluzione dell’AI agentica con una nuova serie di annunci che ridefiniscono il posizionamento della società non soltanto come provider infrastrutturale, ma come piattaforma completa per lo sviluppo, l’orchestrazione e l’esecuzione di agenti intelligenti autonomi. In occasione della prima edizione internazionale della Qwen Conference, organizzata a Singapore, il gruppo ha presentato aggiornamenti che spaziano dai modelli linguistici di ultima generazione all’infrastruttura cloud, fino a nuovi strumenti AI-native e piattaforme enterprise per l’automazione avanzata.
Il messaggio strategico emerso dall’evento è chiaro: Alibaba Cloud intende costruire un ecosistema full stack in grado di sostenere la transizione verso applicazioni AI autonome, collaborative e persistenti, capaci di interagire direttamente con risorse cloud, workflow aziendali e ambienti software complessi.
Secondo Feifei Li, Chief Technology Officer e President of International Business di Alibaba Cloud, “l’era agentica rappresenta un cambiamento paradigmatico nel modo in cui interagiamo con la tecnologia”. Nella visione dell’azienda, il mercato si sta spostando da modelli AI utilizzati come semplici strumenti conversazionali verso sistemi in grado di pianificare, eseguire compiti, coordinare altri agenti e interagire in modo autonomo con applicazioni e servizi infrastrutturali.
Qwen3.7-Max come base per gli agenti AI
Al centro degli annunci compare Qwen3.7-Max, nuova versione della famiglia di large language model di Alibaba, ora disponibile su Model Studio, la piattaforma di sviluppo AI dell’azienda, con deployment internazionali che includono Singapore e la regione europea di Francoforte.
Alibaba evidenzia come il modello abbia raggiunto la quinta posizione globale nell’ultimo Intelligence Index pubblicato da Artificial Analysis, risultando il primo tra i modelli sviluppati in Cina. Con un punteggio di 56,6 punti, Qwen3.7-Max avrebbe superato concorrenti come Kimi-K2.6, DeepSeek-v4-Pro-Max e GLM5.1, mantenendo al tempo stesso prestazioni considerate competitive rispetto a piattaforme internazionali come GPT, Claude e Gemini.
L’enfasi non è posta soltanto sulle capacità generaliste del modello, ma soprattutto sulla sua idoneità come motore operativo per sistemi agentici. Alibaba punta infatti a modelli in grado di sostenere reasoning multi-step, orchestrazione di task complessi, cooperazione tra agenti e interazione con strumenti esterni.
Un “agentic cloud” per collegare AI e infrastruttura
Uno degli elementi più significativi dell’annuncio riguarda la trasformazione del cloud in un ambiente progettato specificamente per l’esecuzione di agenti AI autonomi.
Alibaba Cloud ha introdotto un nuovo portale denominato Skills, con cui punta a rendere le funzionalità dei propri servizi cloud più direttamente utilizzabili dagli agenti AI. Le Agent Skills sono pacchetti autonomi di istruzioni e risorse che un agente può caricare quando deve eseguire un compito specifico: in pratica, consentono di trasformare competenze operative, procedure aziendali e capacità tecniche in moduli riutilizzabili, attivabili soltanto quando servono.
Nel caso di Alibaba Cloud, il portale converte capacità comuni distribuite su oltre 60 prodotti cloud in formati Skill-based e compatibili con MCP, Model Context Protocol. L’obiettivo è permettere agli agenti di utilizzare servizi cloud, funzioni operative e strumenti infrastrutturali in modo più naturale, come componenti integrati dei propri workflow.
Il riferimento a MCP evidenzia anche una direzione più ampia di interoperabilità tra modelli, agenti e piattaforme. Le risorse cloud non vengono più esposte soltanto come API tradizionali, ma come elementi operativi condivisibili all’interno di ecosistemi agentici, nei quali diversi agenti possono coordinarsi, scambiare contesto e accedere a strumenti comuni.
L’approccio nasce dall’esigenza di fornire agli agenti AI non soltanto capacità conversazionali, ma anche conoscenza procedurale e contesto operativo. Le Skills consentono infatti di racchiudere istruzioni, regole operative e competenze specifiche in moduli riutilizzabili, versionabili e componibili, riducendo la necessità di caricare continuamente istruzioni estese all’interno del contesto del modello.
Alibaba Cloud ha inoltre sviluppato agenti specializzati dedicati ai principali domini infrastrutturali, inclusi database, big data, operation and maintenance e sicurezza. Questi agenti sono progettati per semplificare la gestione di ambienti cloud complessi, automatizzando attività operative, monitoraggio e manutenzione.
Parallelamente Alibaba sta aggiornando l’infrastruttura sottostante per adattarla alle esigenze tipiche dei runtime agentici. Tra gli elementi citati figurano sandbox di esecuzione leggere, sistemi di memoria condivisa cross-task, meccanismi di circolazione dei dati tra agenti e funzioni di intelligent operations distribuite lungo l’intero stack tecnologico. Alibaba sta così trasformando il cloud da semplice infrastruttura di calcolo e storage a piattaforma operativa per agenti AI autonomi e persistenti.
Nasce Qwen Cloud, piattaforma AI-native per modelli e agenti
Per semplificare sviluppo e deployment delle applicazioni AI, Alibaba Cloud ha inoltre presentato Qwen Cloud, nuova piattaforma AI-native che integra modelli, strumenti di sviluppo e ambienti di orchestrazione.
La piattaforma è progettata per sviluppatori, imprese e utenti professionali che vogliono creare applicazioni AI e agenti autonomi senza dover costruire manualmente l’intera infrastruttura di integrazione.
Uno degli aspetti distintivi è la struttura a tre ingressi: un’interfaccia web tradizionale destinata agli utenti umani, un ambiente “Skills” orientato agli agenti e una CLI dedicata all’integrazione nei workflow automatizzati. In pratica Alibaba punta a rendere i modelli accessibili sia tramite interazione umana sia direttamente da altri agenti software e pipeline operative.
Qwen Cloud integra modelli proprietari della famiglia Qwen, modelli open source e servizi di terze parti, coprendo casi d’uso che spaziano da testo e visione fino ad audio, immagini, video ed embedding.
Questa impostazione riflette una strategia che privilegia l’interoperabilità rispetto a ecosistemi completamente chiusi, in un momento in cui il mercato AI enterprise richiede integrazione rapida con ambienti eterogenei e workflow esistenti.
JVS Agent Suite: strumenti enterprise per agenti autonomi
Sul fronte applicativo Alibaba Cloud ha introdotto la nuova JVS Agent Suite, una collezione di toolkit enterprise destinata alla creazione e gestione di agenti AI dedicati ad aziende, sviluppatori e utenti professionali.
La suite è costruita sul framework OpenClaw e integra funzioni cloud-native di sicurezza e gestione centralizzata.
Tra i componenti annunciati figura JVS Claw Teams, piattaforma progettata per supportare operatività continua 24 ore su 24 e distribuzione centralizzata delle “Skills” proprietarie di un’organizzazione, con meccanismi integrati di controllo e sicurezza.
Alibaba ha inoltre presentato JVS Mobile, piattaforma di automazione intelligente mobile che utilizza i modelli Qwen e OpenClaw per creare agenti in grado di eseguire task complessi attraverso applicazioni differenti, coordinando attività multi-agent e prendendo decisioni autonome.
L’orientamento appare chiaramente rivolto all’automazione operativa enterprise, in particolare in scenari dove gli agenti devono interagire con ambienti software mobili, workflow distribuiti e applicazioni business eterogenee.
Alibaba Cloud punta sull’Europa attraverso AI e infrastruttura agentica
Dietro gli annunci tecnologici presentati a Singapore emerge anche una strategia più ampia di consolidamento internazionale, con particolare attenzione all’Europa. Pur restando ancora distante dai grandi hyperscaler statunitensi in termini di quota di mercato, Alibaba Cloud sta cercando di costruire un proprio spazio competitivo facendo leva soprattutto su AI, interoperabilità e infrastrutture orientate agli agenti intelligenti.
Nel mercato europeo del cloud il predominio di AWS, Microsoft Azure e Google Cloud rimane infatti molto marcato, mentre Alibaba Cloud continua ad avere una presenza relativamente limitata rispetto ai principali operatori occidentali. Tuttavia la società non sembra voler competere esclusivamente sul terreno tradizionale dell’infrastruttura IaaS, ma piuttosto sulla capacità di integrare modelli AI, strumenti operativi e ambienti agentici in una piattaforma unificata.
Storicamente la presenza europea di Alibaba Cloud si è concentrata soprattutto attorno alla regione di Francoforte. Negli ultimi mesi il gruppo ha però rafforzato la propria infrastruttura nel continente, affiancando alla presenza tedesca anche una regione a Parigi e proseguendo il piano di espansione annunciato nel 2025 per aumentare il footprint AI e cloud europeo, inclusi ulteriori investimenti infrastrutturali nei Paesi Bassi.
In questo scenario la famiglia di modelli Qwen rappresenta uno degli strumenti principali con cui Alibaba tenta di differenziarsi. La strategia combina modelli proprietari, apertura verso l’open source e forte integrazione con il cloud, cercando di proporre un’alternativa ai grandi ecosistemi AI statunitensi.
Anche l’insistenza su concetti come Skills, MCP e agentic cloud va letta in questa prospettiva. Alibaba punta a trasformare il cloud in una piattaforma operativa per agenti AI autonomi, capaci di interagire direttamente con servizi infrastrutturali, workflow aziendali e strumenti software distribuiti. Un approccio che potrebbe risultare interessante soprattutto per imprese con supply chain asiatiche, organizzazioni attive sul mercato cinese e aziende che cercano piattaforme AI integrate con costi competitivi.
Restano però forti elementi di complessità sul piano geopolitico e regolatorio. In Europa il dibattito su sovranità digitale, protezione dei dati e controllo delle infrastrutture critiche continua infatti a favorire approcci orientati alla localizzazione e alla governance europea del cloud. In questo contesto Alibaba Cloud difficilmente potrà competere nel breve periodo nei segmenti più sensibili della pubblica amministrazione o delle infrastrutture strategiche, ma potrebbe invece trovare spazi di crescita nei workload AI enterprise, nello sviluppo applicativo e nei nuovi ambienti agentici.
Singapore come hub per la formazione sull’AI agentica
Accanto agli annunci tecnologici, Alibaba Cloud ha lanciato a Singapore un’iniziativa focalizzata sulla formazione pratica in ambito generative AI e agentic AI.
Il progetto, sviluppato insieme a Tech Talent Assembly e ST Telemedia Global Data Centres, punta a coinvolgere oltre 1.000 PMI e studenti locali attraverso accesso alle piattaforme Qwen e Wan e programmi di training orientati all’utilizzo concreto delle tecnologie AI.
Secondo Desmond Tan Kok Ming, Senior Minister of State nell’ufficio del Primo Ministro di Singapore e Deputy Secretary-General del National Trades Union Congress, l’iniziativa si inserisce in un più ampio programma nazionale per preparare lavoratori, giovani professionisti e PMI alle trasformazioni generate dall’economia AI.
Rafforzamento dell’ecosistema open source
Alibaba Cloud ha infine annunciato l’ingresso nella PyTorch Foundation come membro Platinum. Attraverso questa adesione l’azienda intende contribuire allo sviluppo delle infrastrutture AI open source di nuova generazione e consolidare la propria presenza nell’ecosistema internazionale dell’intelligenza artificiale.
Durante l’evento la società ha inoltre avviato una hackathon globale dedicata alla costruzione di agenti AI production-grade basati sui modelli Alibaba all’interno di Qwen Cloud. Parallelamente è stato annunciato anche un concorso internazionale per cortometraggi AI-generated realizzato insieme a Picsart, focalizzato sull’utilizzo del modello video HappyHorse per la produzione di contenuti audiovisivi generativi.






