Dalle Borse di New York ai sistemi di controllo del traffico aereo, fino alle reti elettriche globali: il mondo intero poggia oggi su fondamenta di codice scritte cinquant’anni fa. È il paradosso dell’era digitale: mentre parliamo di colonizzazione di Marte e di intelligenza artificiale generativa, il cuore pulsante delle nostre banche, degli ospedali e delle infrastrutture critiche è regolato da linguaggi “fossili” come il Cobol o il Fortran. Miliardi di righe di codice che spesso nessuno sa più decifrare, ma che tengono in piedi la nostra quotidianità. Ogni volta che preleviamo contanti, prenotiamo un treno o monitoriamo una spedizione internazionale, stiamo inconsapevolmente interrogando software nati prima di Internet. Questa “zavorra invisibile”, nota come codice legacy, è oggi una delle più grandi minacce all’economia globale. Un blackout di competenze che, secondo gli analisti, brucia ogni anno l’80% dei budget tecnologici mondiali solo per “tenere accese le luci” (Gartner).
L’unione delle eccellenze italiane
La risposta a questa situazione si chiama Scriba, ed è il frutto della collaborazione di due eccellenze italiane Algoretico e Lagiste23. Si tratta di una soluzione IA innovativa che converte automaticamente oltre 30 linguaggi legacy in codice moderno. Scriba è una soluzione proprietaria, non si appoggia a nessun modello generico come ChatGPT e opera in modalità “private-AI”, senza necessità di far transitare dati e applicativi su piattaforme esterne. Algoretico e Lagiste23 hanno annunciato un investimento congiunto per la creazione di una azienda verticale che da oggi offre l’utilizzo di questa piattaforma a clienti e system integrator nazionali ed esteri, con l’obiettivo di scardinare un mercato da miliardi di dollari finora dominato dall’obsolescenza. L’ingresso di Lagiste23, il Family Office guidato da Marco Landi (figura storica dell’hi-tech mondiale, già Presidente di Apple a Cupertino), vuol fare di Scriba.ai un asset strategico per il Sistema Paese. L’obiettivo è chiaro: modernizzare l’infrastruttura software dell’Italia per rendere le nostre imprese finalmente competitive e indipendenti dai giganti tecnologici stranieri.
Archeologia digitale e sicurezza militare
“Il codice vecchio è diventato un labirinto senza via d’uscita per le grandi imprese”, spiega Franco Mastrorilli, CEO di Scriba. “Ci troviamo di fronte a stratificazioni di software fatte in decenni da persone che non sono più in azienda. Scriba non è un semplice traduttore: è un sistema di intelligenza artificiale proprietario che agisce come un archeologo digitale. Comprende la logica profonda di queste strutture arcaiche e le riscrive da zero in linguaggi moderni, trasformando mesi di rischioso lavoro manuale in pochi secondi di operazioni automatizzate”
A differenza delle soluzioni generaliste, Scriba opera infatti con una precisione del 99,7% e una sicurezza di grado militare. “Il software di un’azienda è il suo asset più prezioso”, prosegue Franco Mastrorilli. “Garantiamo la protezione totale della proprietà intellettuale: il sistema è ’cieco’ rispetto ai dati e il codice viene eliminato una volta completata la riscrittura”.
Un futuro sostenibile per l’impresa italiana
L’impatto di questa operazione va oltre il risparmio economico. Una gestione efficiente del codice permette di abbandonare infrastrutture pesanti e affamate di energia per passare a sistemi cloud moderni, riducendo drasticamente l’impronta ambientale dei data center. “La prova di quanto soluzioni di questo genere siano necessarie nel mondo IT si è vista quando a fine Febbraio Anthropic ha annunciato la possibilità di modernizzare linguaggi come il Cobol grazie a ClaudeCode, e il valore di IBM in borsa è caduto del 13%” aggiunge Marco Landi. “Scriba è in grado di fare quello che ClaudeCode ha annunciato, e da oggi è disponibile per i nostri clienti”.
Con risparmi documentati fino al 70% sui costi di migrazione, l’alleanza tra Scriba.ai, Algoretico e Marco Landi dimostra che la soluzione a un problema vecchio di mezzo secolo risiede nell’ingegno italiano. “Il messaggio al mercato è forte e chiaro: abbiamo creato un tool di AI italiano che risolve un problema trentennale, l’innovazione in Italia e in Europa si può fare, noi ci crediamo e intendiamo portarla nel mondo intero.” ha aggiunto Marco Landi.






