AI e infrastrutture IT: cosa insegna il Sangfor Executive Forum di Milano

A pochi giorni dal Sangfor Executive Forum 2026 di Milano, il messaggio più interessante emerso dall’evento non riguarda una singola tecnologia o un annuncio di prodotto. Il punto centrale è più ampio: l’intelligenza artificiale sta costringendo le aziende a ripensare l’infrastruttura IT come un sistema unico, in cui cloud, storage, sicurezza, dati e continuità operativa non possono più essere gestiti come ambiti separati.

Il tema scelto per l’edizione europea, “Run, Build, Protect: il futuro abilitato dall’AI”, fotografa bene la direzione del mercato. Le imprese devono continuare a far funzionare sistemi mission-critical sempre più distribuiti, costruire piattaforme capaci di sostenere workload cloud-native e AI-driven, e proteggere il business da minacce informatiche più rapide e sofisticate. Tutto questo mentre i team IT devono gestire budget, competenze limitate, compliance e infrastrutture spesso stratificate negli anni.

La questione, quindi, non è più soltanto adottare l’AI. È capire come introdurla senza aggiungere ulteriore complessità a un contesto già difficile da governare.

Cyber resilience e AI-ready infrastructure diventano una priorità comune

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda proprio la convergenza tra modernizzazione infrastrutturale e cyber resilience. Per anni molte aziende hanno affrontato cloud, sicurezza, storage e backup come capitoli distinti. Oggi questo approccio mostra tutti i suoi limiti, perché gli attacchi si muovono lateralmente, i dati sono distribuiti, i workload AI richiedono prestazioni elevate e la continuità operativa dipende dalla capacità di reagire in tempi molto stretti.

Jeffrey Zhang – Regional Manager Europe Sangfor Technologies

Jeffrey Zhang, Regional Manager Europa di Sangfor Technologies, ha riassunto così il senso del forum: “Il Sangfor Executive Forum 2026 è concepito come una conversazione strategica su come le organizzazioni possano affrontare con fiducia il futuro abilitato dall’IA”. Il tema, secondo Zhang, riflette le priorità attuali di CIO e responsabili della sicurezza: mantenere stabili le operazioni esistenti, costruire infrastrutture pronte per workload moderni e proteggere il business da minacce sempre più avanzate.

La parola chiave è complessità. Le organizzazioni europee operano in ambienti ibridi, con sistemi legacy, cloud multipli, dati distribuiti, lavoro remoto, nuove applicazioni AI e una superficie d’attacco più estesa. In questo scenario, aggiungere strumenti separati non basta più. Anzi, spesso peggiora il problema, moltiplicando dashboard, alert, lacune di visibilità e costi operativi.

Lo storage torna strategico con i workload AI

Uno degli effetti più concreti dell’AI è il ritorno dello storage al centro delle strategie IT. I workload di intelligenza artificiale non hanno bisogno solo di capacità computazionale, ma anche di un’infrastruttura dati in grado di sostenere throughput elevati, accesso rapido, scalabilità e governance.

In questa prospettiva si inserisce Sangfor EDS, la piattaforma di unified storage presentata durante il forum. La soluzione è progettata per gestire carichi Block, File e Object all’interno di un’unica architettura e punta a sostenere ambienti AI ad alte prestazioni, riducendo i colli di bottiglia delle GPU durante il training e supportando casi d’uso ad alta intensità di dati.

Il dato tecnico più evidente è il throughput fino a 120 GB/s, insieme alla gestione intelligente dei dati tra livelli hot e cold tramite Global Flow. Ma l’aspetto più interessante, oltre alla scheda tecnica, è il segnale di mercato: l’AI rende meno sostenibili infrastrutture dati frammentate, costruite per fasi successive e spesso incapaci di accompagnare applicazioni moderne, analytics avanzati e modelli generativi.

In altre parole, l’AI non accelera solo il software. Sta rimettendo pressione sull’intera base infrastrutturale.

Sangfor Executive Forum 2026 - Gruppo

Dalla virtualizzazione agli agenti AI, le aziende cercano alternative più sostenibili

Il confronto di Milano ha toccato anche il tema della virtualizzazione e delle alternative a VMware dopo l’acquisizione da parte di Broadcom. È un punto sensibile per molte aziende, perché la revisione delle strategie infrastrutturali non riguarda solo la tecnologia, ma anche costi, governance, lock-in e continuità operativa.

In questo contesto, la combinazione tra virtualizzazione, infrastruttura iperconvergente e AI viene letta come una possibile via per modernizzare i datacenter senza aumentare la complessità. Il mercato sta cercando piattaforme più integrate, più prevedibili nei costi e più adatte a sostenere ambienti ibridi.

Il tema degli agenti AI aggiunge un ulteriore livello. L’intervento dedicato alle applicazioni aziendali con agenti efficienti e intelligenza del codice adattiva ha mostrato come l’AI stia andando oltre il chatbot, verso sistemi più autonomi, basati su conoscenza aziendale, RAG, automazione e supporto allo sviluppo software.

Anche qui il punto non è la sola produttività. Per le imprese conta soprattutto rendere questi strumenti affidabili, governabili, sicuri e utilizzabili in produzione. L’AI aziendale non può essere trattata come una sperimentazione isolata: deve entrare nei processi senza compromettere controllo, privacy e qualità del dato.

MDR, ransomware e NIS2 spostano la sicurezza verso la gestione continua

La parte cybersecurity del forum ha confermato un altro cambiamento già in corso: la sicurezza non si misura più solo sulla capacità di prevenire, ma sulla rapidità di rilevamento, risposta e recupero.

Il ransomware è ormai diventato un fenomeno industrializzato. Non colpisce solo le grandi imprese, ma anche le PMI, spesso prive di team di security operation attivi 24/7. Per questo la partnership tra Sangfor e Forenova Technologies sul fronte Managed Detection and Response assume un valore più ampio rispetto al singolo servizio.

NovaMDR combina tecnologia XDR, threat intelligence, automazione e supervisione umana continua da parte di analisti SOC. L’obiettivo è ridurre il tempo tra rilevamento, validazione e risposta, perché oggi la differenza tra un incidente contenuto e una crisi operativa può essere questione di minuti.

La direttiva NIS2 rende questo scenario ancora più rilevante. Le aziende europee devono trasformare la compliance in un processo operativo misurabile, non in un esercizio documentale. Il NIS2 Compliance Check di Forenova, integrato nella piattaforma NovaMDR, va proprio in questa direzione: valutare la postura rispetto ai controlli richiesti, individuare le lacune e monitorare l’evoluzione della conformità nel tempo.

La resilienza dei dati diventa parte della strategia di sicurezza

Un ulteriore segnale arriva dalla roadmap di integrazione tra Sangfor e Veeam pianificata per il 2026. Backup, ripristino rapido, protezione ransomware e mobilità dei workload non sono più funzioni accessorie, ma componenti centrali della cyber resilience.

Per molte organizzazioni, la domanda non è se saranno colpite da un incidente, ma quanto rapidamente riusciranno a contenere il danno e ripristinare l’operatività. Questo rende la resilienza dei dati una priorità di business, soprattutto in ambienti IT distribuiti e sempre più dipendenti da applicazioni cloud, piattaforme ibride e workload AI.

La collaborazione con Veeam va letta in questo quadro: la sicurezza non può essere separata dalla capacità di recupero. Senza dati protetti e ripristinabili, anche la migliore strategia di prevenzione resta incompleta.

Perché Milano conta nella strategia europea di Sangfor

La scelta di Milano come sede dell’Executive Forum europeo è un segnale da non sottovalutare. Sangfor è presente in Italia dal 2018, ha stabilito una presenza diretta in Germania nel 2025 e ha avviato l’ufficio in Spagna nel 2026. La direzione è quella di una crescita europea più localizzata, basata su team nazionali, supporto tecnico vicino ai clienti, canale e competenze sul territorio.

Zhang ha spiegato che “l’Europa è un mercato strategico per Sangfor” e che l’azienda sta costruendo “un’organizzazione genuinamente localizzata”. Il ragionamento è chiaro: settori come manifatturiero, finanza, sanità e pubblica amministrazione non cercano solo tecnologia, ma anche presenza locale, capacità di supporto e relazioni di fiducia.

Per l’Italia, il messaggio è doppio. Da un lato il Paese viene considerato un mercato rilevante per trasformazione digitale, innovazione industriale e attenzione crescente alla cybersecurity. Dall’altro, la pressione normativa e tecnologica obbliga molte organizzazioni a fare un salto di qualità nella gestione dell’infrastruttura IT.

La vera sfida dell’AI è rendere l’IT meno frammentato

La riflessione più utile che emerge dal Sangfor Executive Forum 2026 è questa: l’AI non può essere efficace se poggia su infrastrutture troppo complesse, frammentate o difficili da proteggere.

Il rischio per le aziende è inseguire l’innovazione aggiungendo nuovi livelli tecnologici sopra sistemi già articolati, con il risultato di aumentare costi, vulnerabilità e dipendenza da competenze difficili da reperire. La direzione indicata da Sangfor è invece quella dell’integrazione: piattaforme più semplici da gestire, storage unificato, sicurezza continua, resilienza dei dati e AI applicata ai processi operativi.

È una visione coerente con le priorità del mercato europeo. Meno complessità, più automazione, maggiore prossimità al cliente e una cyber resilience costruita non come reazione agli incidenti, ma come parte strutturale dell’infrastruttura. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la competitività delle aziende passerà sempre di più da qui.

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