Addio ai monti

Le unità di Microsoft traslocano da Redmond in centro.

È in atto un distacco ombelicale fra i lavoratori di Microsoft e il loro padre lavorativo. Bill Gates tiene un ufficio a Redmond nello storico quartier generale, i “figli” vanno in città.
 
Lo ha spiegato un executive di Microsoft come Bob Kaplan, che si occupa della gestione degli spazi fisici per la società: vogliono stare vicini al business.
 Evidentemente hanno appreso bene la lezione.

A favorire il trasferimento, comunque imposto dal sovraffollamento degli uffici, in direzione “downtown” pare siano stati gli stessi quadri della società, per i quali ora ha meno senso risiedere nel paradiso del Campus (dove ci si sta parecchio bene peraltro) e diventa essenziale tastare con mano il battito del nuovo business, come l’advertising online.

Il gruppo dei servizi Web, per esempio, entro l’anno si sposterà a Seattle nella zona di South Lake Union per essere prossimo alle agenzie di pubblicità. Quello di Zune si piazzerà proprio in centro, a Pioneer Square, adiacente al cuore pulsante della creatività di business, “where Seattle begins”, come recita lo slogan degli immobiliaristi della zona.
 
Finisce, quindi, l’era Redmond-centrica, quella dell’espansione degli anni 90, in cui Microsoft ha ampliato con building su building (come li chiamano gli autoctoni) il proprio campus perché il pensiero dominante era voler stare il più vicino possibile all’ufficio di “papà Bill”. E anche il progettato raddoppio del campus a Issaquah, ancora più sulla strada dei bei monti, per ora se ne va in soffitta. Le business unit ora diventano metropolitane.

A Redmond non ci sono “bamboccioni”, ma già lo sapevamo.

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