Acronis Cyber Frame porta l’infrastruttura cloud integrata nel mondo MSP tra virtualizzazione, cyber protection e sovranità del dato

Acronis amplia il proprio raggio d’azione nel mercato della cyber protection con il lancio di Acronis Cyber Frame, una piattaforma che combina infrastruttura iperconvergente (HCI), servizi infrastructure-as-a-service (IaaS), virtualizzazione, protezione cyber e strumenti di gestione operativa in un unico ambiente destinato ai service provider.

La soluzione arriva in una fase di forte trasformazione del mercato infrastrutturale, segnata dalla ricerca di alternative agli ambienti VMware tradizionali, dall’aumento dei costi associati agli hyperscaler pubblici e dalla crescente richiesta di cloud regionali, sovrani e localizzati; in questo contesto MSP, cloud provider, hosting provider e operatori telco stanno cercando piattaforme che consentano maggiore controllo operativo, prevedibilità economica e possibilità di costruire servizi infrastrutturali proprietari mantenendo governance diretta su dati e workload.

Secondo Gaidar Magdanurov, President di Acronis, i provider stanno ridefinendo le proprie strategie infrastrutturali per adattarsi ai cambiamenti del mercato. “Acronis Cyber Frame unisce infrastruttura, protezione e gestione in un’unica piattaforma nativamente integrata, aiutando i partner a semplificare la complessità e a ottenere margini più elevati dai propri servizi per le infrastrutture”.

L’obiettivo di Acronis non è semplicemente entrare nel segmento HCI; l’ambizione è piuttosto quella di costruire una piattaforma capace di unificare in un unico stack operativo virtualizzazione, networking, storage, backup, disaster recovery, cybersecurity, monitoraggio e automazione, eliminando gran parte delle integrazioni che tradizionalmente gli MSP devono realizzare tra prodotti differenti.

Cyber Frame viene infatti presentata come piattaforma progettata specificamente per i service provider, per consentire a MSP e cloud provider di costruire servizi infrastrutturali proprietari mantenendo controllo diretto su operations, compliance, localizzazione geografica dei dati e marginalità economica. Il posizionamento della soluzione si inserisce anche nel crescente fenomeno della workload repatriation, con molte organizzazioni che stanno rivalutando la dipendenza dagli hyperscaler pubblici per riportare workload e dati all’interno di infrastrutture maggiormente controllabili dal punto di vista economico e normativo.

OpenStack, KVM e storage software-defined come base architetturale

Dal punto di vista tecnologico, Cyber Frame è costruita su Virtuozzo Infrastructure con OpenStack e hypervisor KVM ottimizzati: una scelta che punta a eliminare il lock-in proprietario tipico di molte piattaforme di virtualizzazione enterprise e, allo stesso tempo, a offrire un’infrastruttura cloud-native basata su tecnologie open source consolidate. Virtuozzo – realtà specializzata in virtualizzazione e software-defined infrastructure acquisita da Acronis nel 2024 – rappresenta infatti il fondamento tecnologico su cui l’azienda ha costruito l’intera piattaforma Cyber Frame, integrando componenti infrastrutturali, orchestration layer e strumenti di gestione operativa in un unico stack destinato specificamente a MSP, cloud provider e operatori telco.

All’interno di questa architettura, OpenStack svolge il ruolo di control plane dell’infrastruttura: la piattaforma open source viene utilizzata per gestire orchestrazione, scheduling, provisioning, networking virtualizzato, multitenancy e automazione operativa. Nel modello Cyber Frame, però, OpenStack non viene proposto come framework “puro” da integrare manualmente – approccio che spesso richiede competenze specialistiche elevate e lunghi progetti di customizzazione – ma come componente già incorporata in un ambiente preintegrato che combina virtualizzazione, storage, backup, disaster recovery, cybersecurity e gestione operativa. È proprio questo uno degli aspetti su cui Acronis insiste maggiormente nel posizionamento della piattaforma: mantenere i vantaggi di scalabilità, flessibilità e automazione dell’ecosistema OpenStack riducendo però la complessità tipicamente associata ai deployment enterprise basati esclusivamente su componenti open source.

L’architettura utilizza cluster multinodo KVM integrati con storage software-defined Acronis e supporta sia block storage ad alte prestazioni sia object storage compatibile S3, oltre a integrazioni con sistemi FC, iSCSI e NFS già presenti nei data center dei provider. Questo approccio consente di costruire architetture iperconvergenti mantenendo elevata flessibilità nella gestione delle risorse infrastrutturali e nel riutilizzo dell’hardware esistente.

Il control plane OpenStack gestisce inoltre software-defined networking, orchestrazione delle virtual machine, allocazione dinamica delle risorse, multitenancy nativa e operazioni day-two automatizzate – cioè le attività continuative di gestione, scaling, aggiornamento e manutenzione dell’infrastruttura successive al deployment iniziale; in pratica, la piattaforma consente di creare ambienti condivisi mantenendo isolamento completo tra tenant e workload e automatizzando molte delle attività operative normalmente più onerose nei contesti MSP.

Effettuare provisioning e gestire macchine virtuali, reti e storage da una console unificata.

Cyber Frame è inoltre progettata per funzionare sia su infrastrutture completamente nuove sia in ambienti che riutilizzano hardware VMware esistente compatibile con i requisiti della piattaforma: un approccio che punta a semplificare i percorsi di migrazione e a ridurre il costo iniziale di ingresso per i provider che intendono costruire una propria offerta IaaS senza sostituire immediatamente tutta l’infrastruttura esistente.

La piattaforma consente il provisioning centralizzato di virtual machine, networking e storage con assegnazione flessibile di vCPU, vRAM, indirizzi IP, VPN e risorse storage direttamente dalla console Acronis Cyber Protect Cloud. La gestione comprende macchine virtuali, immagini, reti, floating IP, VPN, router, security group e volumi storage, con supporto all’automazione Infrastructure-as-Code tramite API OpenStack compatibili con Terraform; un elemento particolarmente rilevante per gli MSP che vogliono standardizzare deployment, scaling, disaster recovery e provisioning dei tenant riducendo il lavoro manuale tipico delle architetture cloud assemblate tramite componenti separati.

Backup, disaster recovery e sicurezza integrati nell’infrastruttura

Uno degli elementi centrali del posizionamento di Cyber Frame è l’integrazione nativa tra infrastruttura e cyber protection. Acronis definisce infatti la piattaforma protected by default, evidenziando come backup, disaster recovery, sicurezza e monitoraggio siano incorporati direttamente nel ciclo di vita dei workload virtualizzati.

Le virtual machine distribuite sulla piattaforma possono essere protette attraverso backup integrato e disaster recovery con failover, failback e recovery cross-platform, utilizzando modalità sia agent-based sia agentless. A questo si aggiungono funzionalità di anti-malware, anti-ransomware, behavioral detection ed Endpoint Detection and Response (EDR) applicabili direttamente ai workload virtualizzati, oltre a strumenti di Remote Monitoring and Management (RMM) per monitoraggio e gestione remota dell’infrastruttura.

Le macchine virtuali create all’interno dell’ambiente Cyber Frame vengono automaticamente rilevate in Acronis Cyber Protect Cloud e possono essere immediatamente associate a policy di backup, sicurezza e monitoraggio senza integrazioni esterne o configurazioni aggiuntive; per gli MSP questo significa poter costruire servizi IaaS già comprensivi di protezione cyber, continuità operativa e monitoraggio remoto senza dover assemblare stack eterogenei di prodotti differenti o integrare manualmente piattaforme di backup, sicurezza, virtualizzazione e operations.

A supporto delle operations quotidiane, la piattaforma include anche un AI assistant progettato per fornire suggerimenti di configurazione, indicazioni operative e supporto durante deployment e gestione dell’infrastruttura; un elemento che riflette il tentativo di Acronis di ridurre ulteriormente la complessità operativa negli ambienti MSP multi-tenant.

Multi-tenancy, automazione e gestione dei servizi MSP

Cyber Frame è stata progettata specificamente per scenari multi-tenant e servizi gestiti. L’isolamento nativo dei tenant consente di eseguire workload di clienti differenti su infrastrutture condivise mantenendo separazione completa tra ambienti e risorse, mentre il sistema di quote permette ai provider di assegnare vCPU, RAM, block storage, VPN, floating IP e licenze software mantenendo governance centralizzata e controllo sulle policy operative.

Allo stesso tempo, la piattaforma supporta modelli self-service che permettono ai clienti di effettuare provisioning e gestione delle risorse entro limiti definiti dal provider; un approccio che semplifica la delivery dei servizi e riduce il carico operativo sui team tecnici.

Un altro elemento importante riguarda l’automazione operativa. Cyber Frame supporta infatti integrazioni con piattaforme Professional Services Automation (PSA) – utilizzate dagli MSP per billing, ticketing, reporting e gestione dei servizi – oltre a integrazioni con strumenti RMM di terze parti per il monitoraggio centralizzato degli ambienti IT.

La piattaforma supporta inoltre modelli white-label, consentendo ai partner di costruire offerte infrastrutturali completamente personalizzate sotto il proprio brand; dal punto di vista operativo, questo permette agli MSP di utilizzare Cyber Frame come base per servizi cloud proprietari mantenendo centralizzati provisioning, operations, billing, monitoraggio, sicurezza e governance infrastrutturale all’interno di un unico framework gestionale.

Due modelli operativi per cloud pubblico e infrastrutture locali

Cyber Frame viene proposta in due differenti modalità operative. La versione Cyber Frame Cloud utilizza infrastrutture ospitate nei data center regionali Acronis e permette ai provider di attivare servizi IaaS in modalità pay-as-you-go senza investimenti hardware iniziali. Acronis indica la disponibilità del servizio attraverso 35 data center regionali distribuiti globalmente, con l’obiettivo di supportare requisiti di data residency e cloud sovrano.

La variante Cyber Frame Local, invece, consente ai provider di costruire infrastrutture multitenant proprietarie utilizzando hardware x86 commodity o ambienti VMware esistenti compatibili con i requisiti della piattaforma. Il modello è pensato per cluster da almeno cinque nodi e utilizza subscription basate su core fisici e storage, mantenendo pieno controllo su prestazioni, localizzazione dei dati e margini operativi.

Per raggiungere SLA fino al 99,95%, Acronis raccomanda configurazioni con networking 25G, VLAN dedicate, supporto jumbo frame, connettività ridondata e storage enterprise-grade; elementi che confermano il posizionamento della piattaforma verso scenari infrastrutturali enterprise e service provider di medio-grandi dimensioni.

Il deployment locale permette inoltre ai provider di mantenere controllo diretto su prestazioni, localizzazione geografica dei dati, compliance e data residency: aspetti sempre più centrali nei progetti di cloud sovrano e nelle strategie di workload repatriation dagli hyperscaler pubblici verso infrastrutture gestite direttamente.

Migrazione da VMware, cloud sovrano e posizionamento competitivo

Nel posizionamento di Cyber Frame, uno dei target principali è rappresentato dalle organizzazioni che intendono modernizzare cluster VMware vSphere legacy riducendo dipendenza da licensing proprietario, frammentazione operativa e costi infrastrutturali crescenti successivi all’acquisizione di VMware da parte di Broadcom.

La piattaforma viene quindi proposta come strumento per la modernizzazione dei cluster VMware legacy, consentendo la migrazione verso infrastrutture condivise gestite dai partner tramite Cyber Frame Local oppure verso ambienti ospitati nei data center Acronis attraverso Cyber Frame Cloud. In questo modello, MSP e cloud provider possono trasformare infrastrutture virtuali tradizionali in servizi cloud multi-tenant mantenendo controllo diretto su operations, governance e marginalità.

Cyber Frame include strumenti di migrazione VMware e Azure con workflow integrati, validazione, rollback e supporto a migrazioni bulk di host o virtual machine. La piattaforma supporta inoltre sia migrazioni staged sia backup-based migration, permettendo ai provider di trasferire workload progressivamente senza dover eseguire transizioni infrastrutturali “big bang”.

Cyber Frame include anche un Bulk VMware Migration Wizard, progettato per automatizzare conversione e trasferimento massivo delle virtual machine dagli ambienti VMware verso Cyber Frame, riducendo tempi operativi e interventi manuali durante i progetti di migrazione.

La piattaforma supporta inoltre la conversione incrementale dei backup VMware in virtual machine avviabili direttamente all’interno di Cyber Frame, consentendo di migrare workload senza dipendere costantemente dall’infrastruttura VMware originale; parallelamente, Cyber Frame permette scenari di coesistenza con ambienti legacy, caratteristica particolarmente importante per i provider che devono gestire migrazioni graduali distribuite nel tempo.

Nel confronto competitivo, Acronis punta sulla combinazione tra virtualizzazione, cyber protection e operations centralizzate. Rispetto agli hyperscaler pubblici, l’azienda evidenzia pricing prevedibile, maggiore controllo sulla localizzazione dei dati e possibilità di costruire cloud regionali e sovrani.

Rispetto a VMware, Acronis insiste invece sull’assenza di lock-in dell’hypervisor proprietario, sulla disponibilità di multitenancy nativa e sull’integrazione diretta di backup e sicurezza all’interno dell’infrastruttura virtuale. Cyber Frame integra infatti backup, disaster recovery, sicurezza ed RMM direttamente nella piattaforma, eliminando la necessità di utilizzare tool terzi separati per ciascuna funzione infrastrutturale.

Nei confronti delle piattaforme OpenStack pure o di soluzioni come Proxmox, Cyber Frame viene proposta come piattaforma pronta all’uso, con backup, sicurezza e gestione remota già integrati senza necessità di sviluppare architetture custom o integrare prodotti separati.

Dal punto di vista economico, Acronis sostiene che la piattaforma possa consentire miglioramenti del TCO superiori al 40%, risparmi fino a 92 mila dollari rispetto a VMware nell’arco di tre anni e margini del 40-45% nel resale rispetto al 5-10% tipico degli hyperscaler pubblici.

Per un’infrastruttura Cyber Frame Local a cinque nodi, Acronis indica inoltre valori attorno al 65% di margine lordo e un ROI del 183% a tre anni, rispetto a circa l’84% attribuito agli ambienti VMware tradizionali. Il modello di licensing viene inoltre basato su subscription per physical core, altro elemento utilizzato da Acronis per differenziare il proprio approccio rispetto ai modelli proprietari tradizionali.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome