L’inaugurazione del Business Collaboration Center di Cisco potrebbe rappresentare una buona opportunità: non solo per Cisco.
C’era un vero e proprio parterre de roi, lunedì, all’inaugurazione del Business Collaboration Center di Cisco, alle porte di Vimercate. Presidente del Consiglio, Ministro dell’Interno, Ministro dell’Istruzione, schierati uno accanto all’altro, a presenziare al taglio del nastro di una struttura che nasce, per definizione della stessa Cisco, come polo di riferimento per ricercatori e imprese.
Un polo che nasce nel cuore di quella che qualcuno pomposamente chiama Brianza Valley, in tanto singolare quanto voluta assonanza con un’altra Valley californiana.
E di certo, nell’Italia della crisi, della ricerca asfittica e delle imprese al palo, il trionfo tecnologico messo in campo da Cisco suona in singolare contrasto.
Tanto che vien da chiedersi, dopo gli annunci e le dichiarazioni di intenti, cui prodest.
Giova certo a Cisco, ben intenzionata a confermarsi interlocutore di riferimento per tutto quanto ha a che vedere con infrastrutture e comunicazioni nel nostro Paese. Investire nel nostro Paese, così come sta facendo, significa investire in una cittadinanza de facto, mai inutile quando gli interlocutori ai quali si guarda sono quelli Istituzionali, con la I maiuscola.
Ma gioverebbe anche alle imprese, quelle piccole e innovative, quelle delle quali si parla sempre quando si va a caccia di eccellenze made in Italy, ma che nessuno sa o vuole mai aiutare davvero. A Vimercate e a Monza dovrebbero avere a disposizione strutture, strumenti e risorse. Gratuite per di più. Il momento di mettersi in moto è questo. Aspettare che la crisi passi non è strategia. Di questo sembra siano convinti tutti. Aspettiamo che qualcuno si decida a mettersi in moto.





