Il coccodrillo nel cassetto

Doveva essere un Thanksgiving austero, invece gli americani hanno comprato con convinzione. Ma alle stesse condizioni?

Erano pronti in tanti, anche noi. Ci sarebbe stato solo da scrivere il titolo, in base a quanto disastroso fosse stato l’esito.

Il fine settimana del Thanksgiving da anni rappresenta il primo termometro stagionale che misura la febbre, posto che febbre vi sia, degli acquisti natalizi. Con il lunedi a far invece da cartina tornasole di ciò che invece si muove sul fronte e-commerce.
Di certo, quest’anno c’era che nessuno si attendeva un risultato di segno positivo. Crisi, recessione, borse in difficoltà e banche fallite non erano certo i presupposti migliori per immaginare una corsa allo shopping.

E invece.
E invece le prime cifre parlano di crescita. Parlano di vendite superiori allo scorso anno, concentrate, quel che più conta per noi che di questo ci occupiamo, sull’elettronica e l’elettronica di consumo.

Lo stupore è generale, tanto che ieri sera al TG2 il servizio di approfondimento cercava di stabilire chi avesse ragione: gli analisti vestiti a lutto o i consumatori un po’ cicale, intenti a sperperare quel poco che hanno, se pure in vista di un rigido inverno.

Il punto, tuttavia, è che tutte le condizioni sono cambiate e il raffronto tra la Christmas Season 2007 con quella che si è appena aperta è difficilmente realizzabile. Non c’erano sconti un anno fa. Non c’erano offerte speciali e special prize, soprattutto non c’erano saldi.
I consumatori americani, e siamo convinti quelli italiani li seguiranno a ruota, semplicemente hanno messo mano al portafoglio convinti più dall’offerta che dalla necessità.

Naturalmente, i meno ottimisti sono pronti a dire che non durerà, e che quando toglieremo il puntale dall’albero il saldo sarà comunque negativo. Altri preferiscono pensare all’ultimo guizzo, prima che i rigori si facciano davvero sentire.

Il coccodrillo resta nel cassetto. Il barometro dice che verrà il momento di tirarlo fuori.

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