Business intelligence, +5% per cinque anni

Da una ricerca della SofM del Politecnico di Milano risulta una propensione all’aumento degli investimenti in sistemi di Bi per il periodo 2009-2013.

L’Osservatorio Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i risultati dell’edizione 2008 della propria ricerca sul grado di diffusione dei sistemi di Business Intelligence, realizzata con un’indagine empirica basata su una survey che ha coinvolto più di 250 aziende con interviste dirette.La ricerca ha anche identificato percorsi di eccellenza nell’adozione della Bi, analizzando più di 70 casi di studio.

Le aziende del campione prevedono una crescita media dell’investimento in Bi superiore al 5% annuo per il quinquennio 2009-2013.

Il vantaggio principale che si riconosce ai sistemi di Bi riguarda la maggiore efficacia delle decisioni, seguito dalla rapidità di reazione. Tra i benefici di natura organizzativa figurano la visione univoca delle informazioni e la maggiore condivisione della conoscenza.

Riguardo le aree di applicazione è emerso che gli strumenti di accesso ai dati per effettuare query e reporting ad hoc rimangono le funzionalità di Bi più utilizzate, nonostante siano disponibili strumenti più avanzati, come Olap, cubi, dashboard e analytics.

Dashboard e scorecard sono utilizzati in prevalenza dalla direzione generale e dal top management, ma si evidenzia una presenza significativa anche nelle funzioni di amministrazione e controllo, nonché nella funzione marketing/commerciale.

Tra gli analytics prevalgono gli impieghi di forecasting, analisi statistiche e data mining, soprattutto nelle attività di marketing. Gli analytics svolgono anche un ruolo fondamentale nell’attuazione di strategie di marketing relazionale. Inoltre, un numero crescente di applicazioni di Bi richiede una latenza di aggiornamento dei dati dell’ordine di minuti.

Le principali barriere e criticità che ostacolano l’adozione di sistemi di Bi riguardano la scarsa qualità dei dati, la difficoltà di integrazione, la mancanza di convinzione del management e di una visione dei progetti come attività che coinvolgono l’impresa nel suo complesso.

Più della metà delle imprese intervistate prevede di incrementare il proprio investimento in sistemi di Bi, mentre più del 40% ritiene di mantenerlo almeno pari a quello corrente.

Relativamente al modo di affrontare il problema della governance sono stati identificati tre percorsi.

Il primo caratterizza il 54% delle imprese intervistate, e corrisponde all’introduzione dei sistemi di Bi attraverso passi graduali.

Il secondo percorso, seguito dal 18% del campione, colloca gli strumenti di Bi in un quadro sistemico organico e regolato, nel quale la priorità viene attribuita alla coerenza infrastrutturale.

Il terzo percorso, infine, intrapreso dal 28% delle imprese, attribuisce maggiore importanza alle attività della funzione It tese a stimolare e assecondare le esigenze di accesso alle informazioni e di analisi evolute che originano presso gli utenti nelle diverse funzioni aziendali.

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