Bambole, non c’è una lira

Ovvero dove si infrangono i Progetti Paese, indipendentemente dai governi in carica.

Passano i governi ma l’Ict non riesce a trovare una sponda.
Che sia centrodestra o centrosinistra l’Ict continua a essere un argomento poco sexy per i politici italiani.

Come ha ricordato Ennio Lucarelli, presidente di Assinform, abbiamo sentito grandi annunci senza che poi a quelle parole ci sia stato un reale seguito. 

Adesso l’Ict ci riprova con il governo Berlusconi con il quale andrà a discutere i “Progetti Paese” di cui parla da anni e che sono diventati un consueto ritornello della presentazione del rapporto che fotografa lo stato di salute dell’Ict italiana. 

Difficile pensare che questa volta potrà cambiare qualcosa, che questa volta qualcuno ascolterà le lamentele sull’in house o le proteste sul fatto che all’Information technology mancano tre miliardi di euro di pagamenti della Pa. “Bambole, non c’è una lira“, in modi molto più educati sarà la probabile risposta.
Oppure qualcuno dirà che i progetti li faremo sicuramente che le nuove tecnologie di questo governo, ma anche dei precedenti, non si limitano ai tornelli che questo Paese sarà trasformato. 

Al momento però non c’è un piano, un’idea di fondo simile, ad esempio, a France Numerique 2012, il piano di sviluppo dell’economia digitale che dovrà riportare la Francia tra i Grandi entro il 2012.

Noi abbiamo Industria 2015, che non è poco, ma è tutt’altra cosa.  

Il piano francese propone 150 idee articolate attorno quattro progetti.
1) Permettere a tutti i francesi di accedere alla rete e ai servizi digitali sviluppandone l’offerta. 
2) sviluppare l’offerta di contenuti e servizi digitali 
3) accrescere e diversificare l’uso di questi servizi nelle imprese, nelle amministrazioni e fra le persone 
4) modernizzare la governance dell’economia digitale. 

Anche in Francia non basta un annuncio per vedere realizzati i progetti. Non a caso, la Commissione Attali ha trovato il primo intoppo in una protesta di tassisti. Tuttavia è importante segnalare l’attenzione francese alla modernizzazione del sistema e, in particolare, alle richieste dell’It.
Che, è bene ricordarlo, non vanno a vantaggio delle multinazionali americane del settore ma di tutto il Paese.
 Non è un dettaglio da poco.

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