Si chiude fra le polemiche l’asta Umts

Si è chiusa con un flop e uno strascico di polemiche soprattutto politiche la gara per l’assegnazione delle licenze Umts. Il Consorzio Blu, infatti, ha deciso di ritirarsi dall’asta ieri mattina, fermando i rilanci dei partecipanti a un totale d …

Si è chiusa con un flop e uno strascico di polemiche soprattutto
politiche la gara per l’assegnazione delle licenze Umts. Il Consorzio
Blu, infatti, ha deciso di ritirarsi dall’asta ieri mattina, fermando
i rilanci dei partecipanti a un totale di 23.550 miliardi di lire, ai
quali andranno aggiunti 3.200 miliardi per le frequenze aggiuntive
riservate ai nuovi entranti Ispe e Andala. La graduatoria dell’asta è
rimasta ferma alla decima tornata, con in testa Omnitel (4.740
miliardi), seguita da Ipse (4.730 miliardi), Wind e Andala a 4.700 e
Tim a 4.680
Miliardi di lire.
Il risultato è chiaramente ben al di sotto delle aspettative del
governo, che ora potrebbe tentare un’azione legale nei confronti di
Blu e annullare la gara per turbativa d’asta o asta impropria,
qualora riuscisse a dimostrare che fin dall’inizio dell’asta il
consorzio non aveva intenzione di partecipare. La possibilita’ di
accordi antecedenti all’asta Umts da parte dei concorrenti è stata
adombrata, tra gli altri, da Renato Cambursano, capogruppo dei
Democratici
nella Commissione Finanze della Camera. Premettendo che la gara Umts
"non e’ stata una pagina brillante per la nostra politica di
regolazione"
, Cambursano preannuncia tre richieste di chiarimenti
al governo: "Se e’ vero che era al corrente del ritiro di Blu già
dalla scorsa settimana; se intende indagare su possibili accordi
antecedenti l’asta, già intervenuti tra i concorrenti; come intenda
risolvere il problema derivante dall’articolo 63 della Legge
Finanziaria, che destina il 10%
delle risorse dell’asta a varie importanti iniziative"
. In
effetti, la presenza nel consorzio di aziende collegabili a forze
politiche dell’opposizione sembra avallare l’ipotesi di una manovra
politica tesa a creare ulteriori difficoltà al Governo in carica e la
richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio, Giuliano Amato,
presentata a gran voce da esponenti soprattutto di Alleanza Nazionale
ne può essere una prova.
Autostrade, socio di riferimento di Blu, con una quota del 32%, ha
fatto sapere di voler "concentrare gli investimenti nel sostenere
e rafforzare il core businesse gli investimenti in telefonia mobile,
già avviati 18 mesi fa e considerati un’evoluzione del core business.
Essi devono poter garantire ritorni certi e adeguati, tenuto conto
della loro attesa consistenza"
. Per quanto è dato sapere, Blu
intende proseguire negli investimenti nella comunicazione mobile,
puntando a crescere soprattutto nel Gsm e nel Gprs, per cui non ci
dovrebbero essere, almeno nell’immediato, provvedimenti che
riguardano l’organico o una dismissione delle attività, pur
sospettata da alcuni osservatori. British Telecom, altro azionista
importante del Consorzio, ha fatto sapere che il ritiro è avvenuto
"nonostante il 52% degli azionisti avesse votato per continuare
l’asta"
, aggiungendo che il voto sarebbe stato bloccato dagli
azionisti Sitech, Edizione Hokding e Palatinus. Per poter procedere
nella gara, peraltro, era necessario il consenso da parte dell’80%
degli azionisti.

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