Con l’acquisizione di Shelly, Schneider Electric unisce domotica ed energia intelligente in Europa

Un’offerta in contanti da 70 euro per azione, una valutazione complessiva di circa 1,2 miliardi di euro e l’impegno a mantenere in Bulgaria il centro organizzativo e tecnologico della società acquisita: l’operazione con cui Schneider Electric intende rilevare Shelly Group mette in relazione due realtà nate in stagioni molto diverse dell’industria europea, accomunate oggi da una strategia centrata sulla gestione digitale dell’energia.

Shelly Group ha sottoscritto con una controllata di Schneider Electric l’accordo che definisce le condizioni della prevista offerta pubblica volontaria. Il prezzo incorpora un premio del 27% rispetto al riferimento precedente alle indiscrezioni di mercato e del 22% rispetto a quello del 23 settembre. L’operazione richiede ancora le autorizzazioni previste e il raggiungimento di una soglia minima del 95% del capitale; la conclusione è attesa entro il primo trimestre del 2027.

Due Societas Europaea tra Sofia e Parigi

La natura europea dell’accordo emerge dall’identità delle due imprese. Shelly Group ha sede a Sofia ed è diventata una Societas Europaea alla fine del 2024; le sue azioni sono negoziate alla Borsa bulgara e sul mercato regolamentato di Francoforte, dove la società è entrata nell’indice SDAX. Schneider Electric, gruppo francese con sede a Rueil-Malmaison, opera a sua volta come Societas Europaea e affonda le proprie origini industriali nel 1871.

L’incontro consolida all’interno dell’industria continentale competenze complementari. La piattaforma aperta di Shelly, sviluppata in Bulgaria e cresciuta soprattutto nei mercati europei, comprende dispositivi interoperabili, servizi cloud e una comunità di utenti domestici e professionali. Schneider Electric aggiunge la scala di un gruppo globale dell’energia, con tecnologie per elettrificazione, automazione e gestione digitale di edifici, data center, fabbriche, infrastrutture e reti.

Dai relè domestici alla gestione energetica

Shelly è conosciuta dal pubblico consumer soprattutto per i piccoli moduli che si installano dietro interruttori e prese per rendere connessi impianti tradizionali. La gamma per la casa intelligente comprende relè, dimmer, prese, lampadine, sensori, termostati, serrature, controllori per tapparelle e misuratori di energia. Da smartphone o attraverso piattaforme domotiche compatibili, l’utente può controllare luci, riscaldamento, elettrodomestici, cancelli e sistemi di irrigazione, creare orari e automazioni oppure ricevere segnalazioni da sensori di movimento, apertura o allagamento.

Una caratteristica distintiva è la possibilità di aggiungere queste funzioni agli impianti esistenti senza sostituire necessariamente interruttori e apparecchi. Molti prodotti comunicano direttamente tramite Wi-Fi o Bluetooth, mentre il catalogo comprende anche soluzioni compatibili con Matter, Zigbee e Z-Wave. Il controllo può avvenire attraverso Shelly Smart Control, ma le interfacce aperte e la compatibilità con sistemi di terze parti consentono anche elaborazioni locali, un elemento apprezzato dagli utenti evoluti e da chi vuole evitare che ogni comando dipenda dal cloud.

Il secondo asse è l’energia. Prese, relè e misuratori dotati delle funzioni PM o EM rilevano i consumi di un singolo apparecchio, di un circuito o dell’intera abitazione; i dati permettono di ricostruire dove viene usata l’elettricità e di associare il monitoraggio ad azioni automatiche. Un sistema può, per esempio, spegnere i carichi non necessari, governare il riscaldamento in base a orari e presenza oppure attivare determinati apparecchi quando un impianto fotovoltaico produce energia in eccesso.

La proposta per installatori e aziende

Sul versante professionale Shelly si rivolge a installatori, integratori, gestori di immobili e piccole attività commerciali con dispositivi progettati per il quadro elettrico e per impieghi continuativi. La linea Shelly Pro comprende relè e contatori montabili su guida DIN, connessione di rete cablata, misurazione per singolo canale e funzioni per il controllo di contattori e carichi. I misuratori monofase e trifase possono seguire consumi, produzione fotovoltaica e flussi energetici di uffici, negozi, strutture ricettive e piccoli edifici.

In questo contesto, la stessa piattaforma che in casa governa una luce o una tapparella può coordinare illuminazione, climatizzazione e assorbimenti su più ambienti, fornendo dati utili alla manutenzione e alla riduzione dei costi. Il modello combina la vendita dell’hardware con applicazioni cloud, software e servizi in abbonamento, mentre le API e i protocolli supportati consentono ai professionisti di collegare i dispositivi ad altri sistemi di automazione e gestione dell’edificio.

Per Schneider Electric l’operazione amplia quindi la presenza nelle soluzioni connesse vicine all’utente finale e nel segmento dei piccoli edifici, complementare ai sistemi impiegati nei grandi immobili e nelle infrastrutture. Shelly ottiene invece accesso a risorse, canali e competenze internazionali per estendere una tecnologia già distribuita in più di cento mercati, con strutture commerciali in numerosi Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna, Polonia, Paesi Bassi e nazioni nordiche.

Sede e competenze restano in Bulgaria

L’accordo attribuisce un peso preciso alla continuità industriale. Schneider Electric intende conservare per almeno tre anni dopo il completamento dell’operazione la sede di Shelly in Bulgaria, l’attuale presenza geografica, la struttura organizzativa e la forza lavoro. La tutela comprende ricerca e sviluppo, ingegneria, vendite, attività operative e management: le funzioni nelle quali risiede gran parte della capacità tecnologica maturata dal gruppo a Sofia.

Dimitar Dimitrov, cofondatore e co-CEO di Shelly, ha collegato la transazione al percorso iniziato con la quotazione bulgara del 2016: “Con Schneider Electric come partner di lungo periodo, possiamo portare la tecnologia Shelly in più case ed edifici nel mondo, conservando lo spirito imprenditoriale, l’attenzione al prodotto e le radici bulgare che ci hanno definito fin dall’inizio”.

La continuità riguarda anche la guida della società. Dimitrov, titolare di circa il 29% delle azioni, si è impegnato ad aderire all’offerta qualora venga pubblicata, reinvestirà una parte dei proventi insieme a Schneider Electric e dovrebbe restare co-CEO al fianco di Wolfgang Kirsch. Insieme all’altro cofondatore Svetlin Todorov, che controlla circa il 28%, rappresenta il 57% del capitale e sostiene l’operazione. La salvaguardia del polo di Sofia permette così alla piattaforma Shelly di entrare in un gruppo globale mantenendo in Europa le competenze che ne hanno sostenuto lo sviluppo.

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