Jet HR, l’AI può recuperare 33 miliardi dal costo del lavoro

Francesco Scalambrino, co-founder e CPO, Marco Ogliengo, CEO e co-founder di Jet HR

L’intelligenza artificiale entra nella gestione del personale con un obiettivo misurabile: individuare agevolazioni, incentivi e margini di ottimizzazione che le imprese non riescono a utilizzare. Jet HR ha presentato Jet Recupero AI, un nuovo insieme di soluzioni integrate nella propria piattaforma che analizza il costo del lavoro e segnala le opportunità applicabili a ogni azienda, seguendone anche l’attivazione e il monitoraggio nel tempo.

Fondata nel dicembre 2022 da Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino, la tech company italiana ha sviluppato una piattaforma proprietaria che automatizza il payroll – dall’elaborazione all’emissione e all’archiviazione delle buste paga – insieme alle assunzioni e alle principali attività amministrative del personale. Jet HR conta oggi 350 dipendenti e oltre 1.500 aziende clienti fra PMI, startup, multinazionali e società quotate.

La crescita è stata sostenuta da tre operazioni di finanziamento. Ai 4,7 milioni di euro raccolti nel giugno 2023 con il più alto round pre-seed registrato in Italia sono seguiti un round seed da 12 milioni con l’ingresso di Picus Capital e, nel giugno 2025, un investimento da 25 milioni di euro guidato dal fondo statunitense Base10 Partners. La raccolta complessiva ha così raggiunto 41,7 milioni di euro.

L’origine di Recupero AI risale alla trattativa con un’impresa fiorentina che pagava il servizio payroll circa 10 euro per dipendente al mese grazie a un contratto stipulato in lire trent’anni prima e mai indicizzato all’inflazione. La cifra era molto distante dai circa 30 euro richiesti da Jet HR, in linea con la media del mercato italiano, e il potenziale cliente chiedeva condizioni economiche comparabili a quelle di cui già beneficiava.

Per superare un confronto basato soltanto sul prezzo, Jet HR ha cercato di quantificare il valore aggiuntivo ottenibile con una piattaforma moderna. Il calcolo delle ore risparmiate grazie alla digitalizzazione non sarebbe però bastato a rendere tangibile la differenza. Ingegneri software e consulenti del lavoro hanno quindi studiato la situazione dell’impresa e sviluppato agenti AI dedicati all’analisi delle informazioni contributive, assicurative, fiscali e delle paghe.

“Sono entrati nel cassetto INPS, nel cassetto INAIL e nel cassetto fiscale, hanno preso tutti i dati payroll e hanno trovato 1,3 milioni di euro a cui quell’azienda aveva diritto e che non aveva richiesto”, ha raccontato Ogliengo. Il risultato ha convinto l’impresa a diventare cliente e ha trasformato un esperimento commerciale in un nuovo filone di prodotto. Jet HR ha applicato la tecnologia all’intera base clienti, individuando oltre 10 milioni di euro di opportunità e affiancando le aziende nella preparazione della documentazione necessaria per avviare il recupero presso gli enti.

La dimensione economica del recupero

Il potenziale economico emerge dallo studio Costo degli stipendi in Italia: liberare competitività per la crescita, commissionato da Jet HR a PwC Italia e condotto su oltre 400 mila imprese e circa 13 milioni di dipendenti, per un costo del lavoro complessivo stimato in 457 miliardi di euro. L’analisi calcola un’inefficienza teorica superiore a 46 miliardi di euro l’anno; le leve di ottimizzazione già mappate valgono circa 31,2 miliardi, pari al 7% del costo del lavoro preso in esame. Applicando all’inefficienza complessiva il tasso di recupero del 72% osservato tra i clienti di Jet HR, la cifra potenzialmente attivabile su scala nazionale arriva a circa 33 miliardi di euro.

Per Francesco P. De Mutiis di PwC Italia, il punto centrale consiste nel determinare “quanto si può efficientare senza toccare le retribuzioni”. La mappatura e lo studio della cumulabilità delle singole misure hanno permesso di stimare sia il valore sul campione sia la proiezione sull’occupazione privata non agricola, escludendo il settore pubblico. “Un’azienda con una trentina di dipendenti va quasi vicino ai 70 mila euro annui di risparmio”, ha osservato De Mutiis.

La complessità da affrontare deriva dalla struttura del costo del lavoro italiano e dalla frammentazione degli strumenti disponibili. Secondo lo studio, nel 2025 il costo orario medio in Italia era pari a 32 euro, rispetto ai 34,9 euro dell’Unione europea e ai 38,2 euro dell’area euro. La componente non salariale incideva però per il 28,1% del totale, oltre il 24,8% della media UE e il 25,6% dell’area euro. Il cuneo fiscale raggiungeva inoltre il 45,8%, contro una media OCSE del 35,1%, collocando l’Italia al quinto posto tra i 38 Paesi membri, come rileva anche il rapporto Taxing Wages 2026 dell’OCSE.

PwC Italia ha censito 33 leve di ottimizzazione, distribuite fra agevolazioni con un tetto di spesa prefissato, misure espresse in percentuale e interventi gestionali. Il perimetro comprende, tra gli altri, gli esoneri per giovani, donne e lavoratori nelle Zone economiche speciali, il welfare aziendale, i buoni pasto elettronici, il recupero dell’IVA sulle note spese e alcune certificazioni. Molte misure possono essere cumulate, ma la loro applicazione dipende da requisiti individuali, contratti collettivi, variabili territoriali, scadenze e procedure differenti.

Il recupero dell’IVA rende concreta la differenza fra una verifica manuale e un processo automatizzato. Per sostituire lo scontrino di una nota spese con una fattura, l’agente può contattare l’esercente entro il termine previsto. “Un umano non potrebbe mai fare una cosa del genere per delle spese da cinque euro a scontrino. Un’intelligenza artificiale sì”, ha spiegato Ogliengo.

Gli incentivi contributivi con un importo massimo prestabilito rappresentano il 57% del risparmio potenziale stimato, mentre le leve gestionali pesano per il 33% e quelle percentuali per il restante 10%. Il valore assoluto cresce con le dimensioni dell’impresa, ma l’incidenza resta significativa in tutte le fasce: lo studio calcola un risparmio medio per azienda di 12.400 euro nelle microimprese, 39.950 euro nelle piccole, 206.294 euro nelle medie e oltre 2,34 milioni di euro nelle grandi. In rapporto al costo del lavoro, la quota varia dal 7,37% delle microimprese al 4,51% delle realtà più grandi.

Per Maria Anghileri, vicepresidente di Confindustria e presidente dei Giovani Imprenditori, intervenuta alla presentazione di Jet Recupero AI, l’applicazione dell’AI nelle piccole e medie imprese può contribuire a riaprire la crescita della produttività. “Oggi non possiamo competere magari nel produrre intelligenza artificiale, ma nell’applicarla nelle aziende italiane, soprattutto nelle PMI: su questo si gioca la partita della competitività italiana”, ha affermato Anghileri.

Come funziona Jet Recupero AI

La nuova offerta combina tre elementi: il software proprietario che gestisce i dati dei dipendenti, gli agenti AI verticali che controllano con continuità le opportunità compatibili con le caratteristiche dell’impresa e la consulenza dei partner specializzati nei casi che richiedono giudizio professionale. “Non interveniamo a livello legislativo dicendo eliminiamo la regolamentazione: la nascondiamo, la automatizziamo”, ha sintetizzato Ogliengo. La ricerca delle agevolazioni diventa così un processo continuativo, collegato ai dati del personale e alle variazioni normative.

Jet Recupero AI identifica le opportunità, verifica requisiti e cumulabilità, avvia le attività operative e controlla benefici e scadenze. Nel caso di un incentivo non applicato, lo sconto può essere riconosciuto sui contributi dei mesi successivi; per i crediti pregressi viene invece predisposta la documentazione destinata a INPS o INAIL. Dopo l’approvazione, il recupero avviene normalmente attraverso la compensazione degli F24, secondo tempi che dipendono anche dall’ufficio territoriale competente. “Non ti arriva il bonifico, ti arriva lo sconto: è la stessa cosa”, ha chiarito Ogliengo.

Privacy e sicurezza: dati anonimizzati e controllo umano

La gestione di cedolini, documenti di malattia e altre informazioni sensibili richiede protezioni lungo l’intero processo e una chiara ripartizione delle responsabilità. Prima dell’elaborazione, i dati vengono suddivisi e anonimizzati: i modelli linguistici non ricevono informazioni riconducibili al dipendente o all’azienda, mentre la piattaforma ricompone successivamente i risultati.

“Non è un lavoro fatto al 100% dall’AI. Il cedolino è deterministico, non si può farlo fare a un software statistico”, ha osservato il CEO. Gli agenti AI eseguono le analisi sulle grandi quantità di dati, mentre il software deterministico effettua i calcoli. Prima dell’invio agli enti, ogni pratica viene ricontrollata da Orion STP, società tra professionisti composta da commercialisti e consulenti del lavoro. “L’umano c’è sempre”, ha sottolineato Ogliengo, ricordando che anche la trasmissione formale dei documenti richiede l’intervento di una persona.

I risultati sui clienti

Tra i clienti della piattaforma, il risparmio medio raggiunge 1.521 euro per ogni dipendente in forza. Considerando oltre 250 punti dati, Jet HR quantifica per ciascuna azienda un recupero medio di 46 mila euro di natura contributiva e di 5 mila euro legato alla gestione. Tra i casi esaminati da PwC Italia figurano Lexroom, con 210 mila euro di risparmi contributivi e 40 mila gestionali; Octopus Energy, rispettivamente con 193 mila e 36 mila euro; Serenis, con 101 mila e 49 mila euro; e Richmond Italia, con 41 mila e 5 mila euro.

Daniele Francescon, cofondatore di Serenis, ha collegato le risorse individuate alla possibilità di investire prima nella crescita dell’azienda. “Le risorse sono cassa disponibile che riesci a mettere a lavorare e a rendere produttiva. Significa anticipare investimenti e, eventualmente, assunzioni”, ha spiegato, indicando fra gli impieghi possibili anche gli aumenti necessari a trattenere i dipendenti.

“Analizzando i nostri clienti, ed entrando nei meandri più tecnici delle buste paga, abbiamo scoperto un mondo di opportunità che restano sistematicamente sottoutilizzate”, ha dichiarato Marco Ogliengo, CEO e cofondatore di Jet HR. Secondo Ogliengo, il fenomeno riguarda più della metà delle aziende osservate e la tecnologia consente in molti casi di recuperare le risorse anche retroattivamente. L’obiettivo della società è incrementare ulteriormente il valore individuato per dipendente nei prossimi due anni.

Le prossime estensioni di Recupero AI

La prima estensione prevista riguarda Jet Studio, la versione della piattaforma destinata ai consulenti del lavoro. Gli stessi strumenti saranno messi a disposizione degli studi professionali, affinché possano utilizzarli per le aziende di cui gestiscono le paghe.

La seconda direttrice riguarda i processi contabili e fiscali. “La nostra intuizione è sì, c’è tanto da fare. Non ci metteremo qualche settimana, però ci arriveremo”, ha affermato Ogliengo. L’espansione rientra nella traiettoria di sviluppo della società, senza una tempistica già definita.

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