Anil Chakravarthy sarà il nuovo president e chief executive officer di Adobe dal 1° dicembre 2026. Succederà a Shantanu Narayen, che dopo 19 anni alla guida operativa passerà al ruolo di executive chair.
La nomina apre contemporaneamente un secondo fronte nel vertice della società. David Wadhwani, presidente del business Creativity & Productivity, ha annunciato che lascerà Adobe dopo il passaggio delle proprie responsabilità, con l’intenzione di tornare all’imprenditoria e lavorare nei prossimi mesi ad alcune idee per nuove aziende.
Adobe cambia quindi CEO scegliendo il manager che negli ultimi anni ha guidato il business enterprise e della customer experience, mentre esce il dirigente responsabile dell’altro grande polo del gruppo, quello che comprende creatività e produttività.
Chakravarthy arriva dalla customer experience e dal software enterprise
Chakravarthy è entrato in Adobe nel gennaio 2020 come executive vice president e general manager di Digital Experience. Pochi mesi dopo ha assunto anche la responsabilità delle worldwide field operations e nel dicembre 2021 è diventato president di Digital Experience e worldwide field operations.
Quel business si è successivamente evoluto nell’attuale Customer Experience Orchestration, che riunisce le tecnologie Adobe per dati, contenuti, personalizzazione, marketing e gestione delle esperienze digitali. Negli ultimi sei anni Chakravarthy ne ha guidato l’espansione attraverso prodotti come Adobe Experience Platform, GenStudio e CX Enterprise e attraverso l’introduzione di sistemi agentici destinati a coordinare dati, applicazioni e workflow.
Al suo mandato Adobe attribuisce anche un ruolo nelle acquisizioni e nell’integrazione di Workfront e Semrush, operazioni che hanno esteso ulteriormente il perimetro dell’offerta enterprise.
Prima di Adobe, Chakravarthy è stato per quattro anni CEO di Informatica, dove era entrato nel 2013 come executive vice president. In precedenza aveva ricoperto incarichi dirigenziali in Symantec e lavorato in VeriSign e McKinsey & Company.
Ha una formazione tecnica: Bachelor of Technology in Computer Science and Engineering all’Institute of Technology di Varanasi, seguito da Master of Science e Ph.D. al MIT.
La sua nomina assegna quindi la guida dell’intera Adobe a un manager cresciuto soprattutto nel software B2B, nel cloud e nella gestione dei dati, in una fase in cui la società sta cercando di estendere l’AI dai singoli strumenti a workflow più ampi e agentici.
Narayen lo ha definito “la persona giusta per guidare la crescita di Adobe in un’era trainata dall’AI”. Chakravarthy ha indicato a sua volta come priorità la leadership della società nella nuova generazione di software agentico per creatività, produttività e customer experience.
Narayen passa a executive chair dopo 19 anni da CEO
Il cambio di guida chiude una fase iniziata il 1° dicembre 2007, quando Shantanu Narayen diventò CEO dopo essere entrato in Adobe nel 1998 ed essere stato nominato president e chief operating officer nel 2005.
Sotto la sua guida Adobe ha trasformato radicalmente il proprio modello di business. Il passaggio dalle licenze perpetue agli abbonamenti ha portato Creative Suite a diventare Creative Cloud, mentre l’espansione nella digital experience ha costruito un secondo grande asse di attività accanto al software creativo e documentale.
Negli ultimi anni a queste trasformazioni si è aggiunta l’AI generativa, con Firefly e con la progressiva introduzione delle tecnologie di intelligenza artificiale nelle applicazioni creative, in Acrobat e nelle piattaforme enterprise.
Narayen non uscirà però dalla società: come executive chair continuerà a lavorare con Chakravarthy durante la transizione e sulla trasformazione di Adobe.
David Wadhwani lascia Adobe e prepara una nuova azienda
La scelta di David Wadhwani segue una traiettoria diversa. Il presidente di Creativity & Productivity ha deciso di lasciare Adobe e dedicarsi nuovamente alla costruzione di un’impresa, anche se al momento non ha ancora definito quale sarà il progetto.
“Adobe è stata una parte determinante della mia vita”, scrive Wadhwani nel messaggio con cui ha annunciato la decisione. È il suo secondo addio alla società: dopo una lunga prima esperienza, era tornato in Adobe nel 2021, descrivendo quel ritorno come un rientro a casa.
Wadhwani aveva iniziato a lavorare nel gruppo nel 2005, dopo l’acquisizione di Macromedia, e aveva partecipato alla fase che portò Adobe verso Creative Cloud. Una volta lasciata la società era diventato CEO di AppDynamics, per poi passare al venture capital come partner di Greylock.
Nel secondo periodo in Adobe ha guidato il business che riunisce prodotti e servizi per creatività e produttività, mentre l’AI assumeva un peso crescente nella strategia di Photoshop, Firefly, Acrobat e delle altre applicazioni del gruppo.
Nel comunicare l’uscita non manifesta alcuna distanza dalla scelta del nuovo CEO. Al contrario, afferma di aver lavorato con Chakravarthy negli ultimi anni e di lasciare Adobe “con fiducia su dove Anil porterà l’azienda”.
A spingerlo verso una nuova iniziativa è soprattutto la trasformazione in corso nel settore tecnologico. Wadhwani descrive un momento in cui la tecnologia sta cambiando non soltanto ciò che le aziende possono costruire, ma anche come vengono create le imprese, come viene organizzato il lavoro e come viene prodotto valore. Prodotti che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto tempi molto lunghi possono essere concepiti e messi sul mercato con una rapidità radicalmente diversa, aprendo nuovi spazi per gli imprenditori.
Wadhwani dice di avere già alcune idee di impresa da mettere alla prova nei prossimi mesi. In questa fase continuerà anche il confronto con investitori e founder maturato attraverso Greylock e il CEO Advisory Board di Lightspeed, prima di scegliere il progetto al quale dedicarsi nel lungo periodo.
Prima di lasciare definitivamente Adobe completerà il passaggio delle proprie responsabilità.






