La crescente integrazione delle tecnologie satellitari nelle comunicazioni, nella navigazione e nelle infrastrutture energetiche sta ampliando anche la superficie disponibile per gli attacchi informatici. Un nuovo report di Kaspersky ICS CERT, il gruppo dell’azienda specializzato nella sicurezza dei sistemi industriali, richiama l’attenzione su un cambiamento sostanziale: proteggere lo spazio non significa più difendere soltanto gli apparati collocati in orbita.
Un sistema spaziale moderno comprende infatti stazioni terrestri di controllo, collegamenti di comunicazione, terminali degli utenti, ricevitori di navigazione e software forniti da soggetti esterni. Sono componenti strettamente interconnessi e, secondo Kaspersky, gli aggressori tendono a concentrarsi sugli elementi più accessibili e meno protetti della catena.
La conseguenza è che una vulnerabilità apparentemente periferica può produrre effetti molto lontani dal punto iniziale dell’intrusione. Un attacco contro un terminale, un dispositivo VPN o un ricevitore esposto online può compromettere servizi utilizzati da trasporti, aziende energetiche, operatori logistici e infrastrutture critiche.
Oltre 3.000 ricevitori GNSS vulnerabili su Internet
Uno dei rischi più rilevanti riguarda i sistemi globali di navigazione satellitare, indicati con la sigla GNSS. Questa categoria comprende le costellazioni che permettono a navi, aerei, veicoli e dispositivi connessi di determinare la propria posizione e sincronizzare alcune attività operative.
Kaspersky collega la propria analisi al forte aumento dei casi di alterazione dei segnali GPS e GNSS osservato nella regione del Mar Nero nel 2023. Questa tecnica, conosciuta come spoofing, consiste nella trasmissione di segnali contraffatti capaci di fornire al ricevitore informazioni errate sulla posizione o sul tempo.
In collaborazione con 70 fornitori di apparecchiature, i ricercatori hanno esaminato la sicurezza dei dispositivi GNSS raggiungibili attraverso Internet. Secondo i risultati comunicati dall’azienda, oltre 3.000 ricevitori sarebbero attivamente vulnerabili ad attacchi condotti direttamente dalla rete.
Il dato evidenzia un problema che non riguarda soltanto la riservatezza delle informazioni. Un ricevitore compromesso o manipolato potrebbe interferire con la navigazione e con i processi che dipendono da coordinate e riferimenti temporali affidabili. Le possibili conseguenze interessano quindi la logistica marittima, aerea e terrestre.
Il numero indicato proviene dall’attività di ricerca di Kaspersky e richiederebbe ulteriori riscontri indipendenti per valutarne distribuzione geografica, gravità delle singole vulnerabilità ed effettiva esposizione operativa. Resta comunque significativo il principio messo in luce dall’indagine: dispositivi essenziali per la navigazione non dovrebbero essere liberamente accessibili dall’esterno.
Le infrastrutture satellitari possono diventare anche strumenti di attacco
I sistemi spaziali non rappresentano soltanto possibili bersagli. Possono essere utilizzati dagli aggressori per nascondere le proprie comunicazioni, intercettare dati o rendere più difficile l’attribuzione delle operazioni informatiche.
Kaspersky ricorda che, già nel 2010, gruppi responsabili di campagne APT come Turla e Whitebear avevano sfruttato traffico satellitare downstream non crittografato per instradare le comunicazioni dei propri server. Con APT, o minaccia persistente avanzata, si indica un attore dotato di risorse e competenze elevate, capace di mantenere per lungo tempo l’accesso a una rete e di condurre operazioni mirate.
L’assenza di crittografia rende inoltre possibile intercettare le trasmissioni senza dover necessariamente compromettere il satellite. Nel 2009 alcuni militanti in Medio Oriente riuscirono, secondo la ricostruzione riportata, a utilizzare software commerciale a basso costo per acquisire flussi video militari trasmessi a valle senza protezione crittografica.
Questi precedenti mostrano come tecnologie molto sofisticate possano essere indebolite da configurazioni inadeguate o da protocolli di comunicazione non protetti. Il rischio non è soltanto storico: gruppi avanzati come Thrip continuerebbero a prendere di mira operatori satellitari e database di mappatura geospaziale, con finalità di sorveglianza o compromissione delle infrastrutture.
Il caso Viasat e gli effetti sulle turbine eoliche
La dipendenza tra reti satellitari e servizi terrestri è emersa con particolare chiarezza nel 2022, quando un attacco colpì la rete KA-SAT dell’operatore Viasat.
L’operazione sarebbe iniziata da un dispositivo VPN configurato in modo errato. Gli aggressori distribuirono successivamente AcidRain, un malware di tipo wiper, progettato per cancellare dati o rendere inutilizzabili i dispositivi colpiti. L’attacco disabilitò circa 30.000 terminali satellitari in Europa.
Gli effetti raggiunsero anche il settore energetico. L’interruzione delle comunicazioni impedì infatti il controllo remoto di oltre 5.800 turbine eoliche. Gli impianti non erano il bersaglio diretto dell’operazione, ma dipendevano dalla connettività satellitare per alcune funzioni di gestione.
È un esempio rilevante del rischio sistemico associato a queste infrastrutture. Quando lo stesso servizio di comunicazione sostiene migliaia di apparati distribuiti, la compromissione di un componente centrale può propagarsi a organizzazioni e settori che, in apparenza, non hanno alcun rapporto con l’industria spaziale.
Nel 2024 è stato inoltre individuato AcidPour, indicato come successore di AcidRain e associato al gruppo APT Sandworm. Rispetto al malware precedente, AcidPour sarebbe in grado di colpire una gamma più ampia di router Linux, modem satellitari e sistemi di archiviazione. L’estensione dei possibili bersagli suggerisce un’evoluzione verso strumenti distruttivi più versatili, utilizzabili contro diversi livelli delle infrastrutture di comunicazione.
Patch, crittografia e controlli di accesso
Per ridurre l’esposizione, Kaspersky raccomanda innanzitutto di impedire che i ricevitori GNSS siano direttamente raggiungibili da Internet. Nei casi in cui la connessione esterna sia indispensabile, l’accesso dovrebbe essere protetto attraverso sistemi di autenticazione robusti.
L’azienda invita inoltre gli operatori a verificare regolarmente l’hardware delle stazioni terrestri e i dispositivi degli utenti, applicando tempestivamente gli aggiornamenti di sicurezza. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai ricevitori GNSS e agli altri apparati che, pur svolgendo funzioni specialistiche, possono utilizzare sistemi operativi e componenti software esposti alle stesse vulnerabilità presenti nelle reti informatiche tradizionali.
Un secondo elemento fondamentale è la crittografia completa dei collegamenti satellitari. Proteggere i dati durante la trasmissione può ostacolare sia l’intercettazione del traffico sia alcune forme di manipolazione dei segnali. Sui terminali delle stazioni di terra servono infine strumenti di protezione degli endpoint e controlli rigorosi per l’accesso alle reti interne di gestione.
Queste misure non eliminano ogni rischio. La presenza di apparati datati, la durata operativa dei sistemi spaziali e la complessità delle catene di fornitura possono rendere difficili gli aggiornamenti. A ciò si aggiunge la necessità di coordinare operatori satellitari, produttori di ricevitori, fornitori di software e organizzazioni che utilizzano i servizi.
La cybersicurezza diventa un requisito dell’economia spaziale
L’espansione dei servizi satellitari sta trasformando la sicurezza informatica in un requisito industriale dell’intera economia spaziale. La disponibilità di connettività, navigazione e dati geospaziali non dipende soltanto dall’affidabilità dei satelliti, ma anche dalla protezione delle infrastrutture terrestri che li controllano e dei dispositivi che ne ricevono i segnali.
Questo scenario potrebbe aumentare la pressione sugli operatori affinché integrino la sicurezza fin dalla progettazione, adottino comunicazioni cifrate e impongano requisiti più severi ai fornitori. Potrebbero beneficiarne le aziende specializzate nella protezione delle infrastrutture critiche, nel monitoraggio delle reti e nella gestione sicura dei dispositivi industriali.
Il principale ostacolo resta la frammentazione dell’ecosistema. Un singolo servizio può coinvolgere operatori spaziali, produttori di hardware, gestori di reti terrestri e migliaia di clienti con livelli di sicurezza molto diversi. La solidità complessiva del sistema tende quindi a dipendere dal componente meno protetto, anche quando questo si trova lontano dal satellite.
Il report di Kaspersky indica una direzione precisa: la crescita dell’economia spaziale dovrà essere accompagnata da investimenti nella protezione delle connessioni terrestri, dei terminali e delle catene di fornitura software. Resta da verificare quanto rapidamente operatori e clienti riusciranno ad adeguare infrastrutture spesso progettate per durare molti anni. Senza questo passaggio, l’aumento dei servizi satellitari potrebbe amplificare non soltanto le opportunità, ma anche la portata degli incidenti informatici.






