NVIDIA valuta un investimento in Perplexity: il nuovo round porterebbe la startup oltre 30 miliardi

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NVIDIA sta discutendo un nuovo investimento in Perplexity nell’ambito di un round azionario da diversi miliardi di dollari che potrebbe attribuire alla startup AI una valutazione superiore a 30 miliardi di dollari. Le trattative sono state riportate da The Information, che cita persone a conoscenza delle discussioni. Al momento non è noto quanto NVIDIA potrebbe investire e le due società non hanno annunciato alcun accordo definitivo.

L’operazione sarebbe significativa non soltanto per l’aumento della valutazione di Perplexity, superiore di oltre il 50% rispetto ai 20 miliardi raggiunti con il finanziamento del 2025, ma soprattutto per il progressivo allargamento della strategia NVIDIA. Il gruppo guidato da Jensen Huang sta infatti costruendo relazioni finanziarie e industriali in numerosi livelli della filiera AI, dai data center ai modelli, fino alle applicazioni che generano direttamente domanda di inference.

NVIDIA e Perplexity, una relazione sempre più stretta

NVIDIA è già investitore di Perplexity. Secondo The Information, la startup ha raccolto complessivamente oltre 1,7 miliardi di dollari da investitori che comprendono, oltre a NVIDIA, New Enterprise Associates, Accel e SoftBank.

Le relazioni fra le due aziende non sono però esclusivamente finanziarie. Perplexity ha dichiarato di voler utilizzare le CPU NVIDIA Vera per gestire workload di agentic AI e in precedenza ha utilizzato GPU NVIDIA attraverso CoreWeave, il cloud provider specializzato in infrastruttura AI di cui NVIDIA è a sua volta uno dei principali investitori.

The Information riferisce inoltre che NVIDIA avrebbe precedentemente valutato un’operazione ancora più profonda: il pagamento di diversi miliardi di dollari per ottenere in licenza parte della tecnologia di Perplexity e assumere alcuni dipendenti. Quelle discussioni sarebbero successivamente evolute verso il più tradizionale investimento azionario ora in esame.

Il passaggio è interessante perché suggerisce che NVIDIA non considera Perplexity semplicemente una partecipazione finanziaria. Search, agenti e orchestrazione dei modelli rappresentano potenzialmente un livello strategico dello stack AI sul quale il produttore di GPU vuole mantenere una forte esposizione.

Perplexity cresce oltre 750 milioni di dollari di ricavi annualizzati

Il possibile round arriva durante una fase di forte crescita di Perplexity. Secondo The Information, i ricavi annualizzati della società hanno superato 750 milioni di dollari, rispetto a meno di 250 milioni all’inizio del 2026.

Una parte dell’accelerazione sarebbe collegata a Perplexity Computer, l’agente AI cloud-based sviluppato per automatizzare attività svolte normalmente attraverso un computer. Il prodotto rappresenta un’evoluzione importante rispetto al posizionamento originario della società come alternativa AI alla ricerca tradizionale.

Perplexity sta infatti cercando di estendere il proprio ruolo dal recupero delle informazioni all’esecuzione delle attività. Il passaggio dalla query al task è rilevante economicamente: un answer engine utilizza un modello per produrre una risposta, mentre un agente può generare numerose chiamate a modelli, tool e servizi per portare a termine un processo articolato.

Questo aumenta drasticamente il consumo potenziale di inference e rende l’evoluzione degli agenti particolarmente interessante per un fornitore di infrastruttura come NVIDIA.

Dal motore di ricerca AI agli agenti

Perplexity non sviluppa necessariamente da zero tutti i foundation model che utilizza. La piattaforma può instradare le richieste verso modelli differenti in funzione del task, combinando tecnologie proprietarie e modelli sviluppati da altri fornitori.

È un elemento che rende la società strategicamente interessante in una fase in cui l’AI enterprise sta diventando progressivamente multi-model.

Le aziende non hanno necessariamente bisogno di utilizzare il modello più potente per qualsiasi operazione. Un agente può assegnare un task complesso a un frontier model e attività più semplici a modelli più economici, scegliendo dinamicamente in funzione di prestazioni, latenza e costo.

In questo scenario il valore non risiede esclusivamente nel foundation model, ma anche nel layer che decide quale intelligenza utilizzare e come orchestrarla.

Perplexity si trova quindi in una posizione particolare: compete con Google e OpenAI sull’interfaccia di accesso alle informazioni, ma contemporaneamente può diventare un utilizzatore e orchestratore dei modelli sviluppati dall’intero mercato.

Perché NVIDIA guarda al layer applicativo

La possibile operazione conferma quanto la strategia NVIDIA si sia estesa oltre il mercato tradizionale dei semiconduttori.

Il gruppo sta progressivamente investendo nei diversi livelli che possono aumentare la domanda di AI compute: società che costruiscono infrastrutture, operatori cloud, sviluppatori di modelli e startup applicative.

Perplexity rappresenterebbe uno degli investimenti più direttamente collegati all’utilizzo finale dell’intelligenza artificiale. Ogni crescita dell’attività degli agenti, delle ricerche AI e dell’automazione delle attività professionali può infatti trasformarsi in una quantità crescente di workload eseguiti nei data center.

NVIDIA avrebbe quindi un interesse industriale evidente nel sostenere società capaci di aumentare il consumo di inference, soprattutto quando queste stesse società utilizzano infrastruttura basata sul suo hardware.

Non significa però che ogni investimento produca automaticamente domanda esclusiva per GPU NVIDIA. Perplexity utilizza diversi modelli e infrastrutture, mentre hyperscaler e sviluppatori AI stanno investendo sempre più anche in acceleratori proprietari.

Il punto strategico è piuttosto mantenere NVIDIA al centro dell’ecosistema indipendentemente da quale applicazione o modello finisca per prevalere.

Una valutazione oltre 30 miliardi aumenta anche le aspettative

Un round sopra 30 miliardi di dollari porterebbe Perplexity a una valutazione oltre il 50% superiore ai circa 20 miliardi raggiunti nel precedente finanziamento.

La crescita dei ricavi fornisce una base economica più concreta rispetto a molte startup AI ancora prevalentemente finanziate sulle aspettative future, ma una valutazione di questa dimensione incorpora comunque aspettative molto elevate sulla capacità della società di continuare a espandersi.

Perplexity dovrà dimostrare di poter trasformare l’aumento dell’utilizzo in margini sostenibili mentre continua a sostenere costi elevati per inference, cloud e accesso ai modelli.

La concorrenza con Google, OpenAI e Microsoft

Il capitale aggiuntivo permetterebbe a Perplexity di sostenere una competizione sempre più costosa.

Google sta integrando Gemini direttamente nella ricerca e nel proprio ecosistema di prodotti. OpenAI sta trasformando ChatGPT da chatbot a piattaforma capace di utilizzare strumenti ed eseguire attività. Microsoft dispone contemporaneamente di Copilot, Bing, Windows, Azure e dell’intero portafoglio enterprise.

Perplexity deve quindi competere con aziende che controllano distribuzione, infrastruttura e, in alcuni casi, anche i foundation model.

La sua possibile risposta consiste nel mantenersi relativamente indipendente dai singoli modelli e trasformare questa neutralità in un vantaggio: utilizzare di volta in volta il sistema più efficace mantenendo un’unica esperienza applicativa.

È una strategia che può diventare particolarmente interessante nell’enterprise, dove costo, governance e disponibilità possono rendere poco conveniente affidare tutti i workload a un solo modello.

NVIDIA sempre più al centro dell’economia AI

L’eventuale investimento in Perplexity si inserirebbe infine in una trasformazione più ampia di NVIDIA.

La società non sta più cercando soltanto di vendere acceleratori. Il suo obiettivo appare sempre più quello di essere presente in ogni fase in cui viene creato nuovo consumo di compute: dalla costruzione dei data center all’energia necessaria per alimentarli, fino ai modelli e alle applicazioni che utilizzano quella capacità.

Perplexity aggiungerebbe un tassello particolarmente interessante perché opera direttamente sul punto di contatto tra utenti, informazioni e agenti AI.

Se le trattative arriveranno a un accordo, NVIDIA non acquisterà semplicemente una partecipazione in una delle startup AI più valutate del mercato. Rafforzerà la propria esposizione a un possibile futuro nel quale la ricerca tradizionale lascia progressivamente spazio ad agenti capaci non soltanto di trovare informazioni, ma di utilizzarle per completare autonomamente attività.

Ed è proprio questa transizione, più della valutazione da oltre 30 miliardi di dollari, a rendere Perplexity strategicamente interessante per il maggiore fornitore mondiale di infrastruttura per l’intelligenza artificiale.

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