Aruba e Abinsula collaborano al progetto europeo PiQASO, dedicato allo sviluppo e alla sperimentazione di soluzioni crittografiche capaci di resistere alle potenziali capacità di calcolo dei futuri computer quantistici.
L’iniziativa punta a trasferire la post-quantum cryptography dalla ricerca agli ambienti operativi, verificandone l’impiego in infrastrutture, sistemi e servizi digitali reali. La sperimentazione coinvolgerà diversi settori industriali, con particolare attenzione all’interoperabilità con le tecnologie attuali, alle prestazioni e alla scalabilità.
Aruba contribuirà mettendo a disposizione una Public Key Infrastructure di test, la relativa documentazione tecnica e le competenze sviluppate nel campo dei servizi fiduciari e della crittografia post-quantistica. Queste risorse saranno integrate nel caso d’uso automotive realizzato da Abinsula.
Dalla ricerca alle applicazioni industriali
PiQASO, acronimo di Post-Quantum Cryptography As-a-Service for Common Transmission Systems and Infrastructures, è cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Digital Europe Programme.
Avviato nel gennaio 2025 e operativo fino alla fine del 2027, il progetto nasce con l’obiettivo di ridurre la distanza tra lo sviluppo degli algoritmi quantum-safe e la loro effettiva adozione da parte delle imprese.
La prospettiva di computer quantistici sufficientemente potenti rappresenta infatti una sfida per alcuni dei sistemi crittografici a chiave pubblica oggi utilizzati per proteggere comunicazioni, identità digitali e transazioni. Anche se questa capacità di calcolo non è ancora disponibile su scala operativa, la migrazione verso nuovi standard richiede tempi lunghi e deve essere preparata prima che la minaccia diventi concreta.
Il progetto intende sviluppare una suite modulare di servizi e strumenti crittografici post-quantistici, distribuiti secondo un modello as-a-service. L’obiettivo è consentire alle organizzazioni di integrare le nuove tecnologie nelle infrastrutture esistenti senza dover adottare hardware specializzato o riprogettare immediatamente tutti i propri sistemi.
Un caso d’uso per le comunicazioni tra veicoli e infrastrutture
Il contributo di Aruba sarà applicato al proof of concept sviluppato da Abinsula per le comunicazioni Vehicle-to-Infrastructure, conosciute anche come V2I.
Queste comunicazioni permettono ai veicoli di scambiare informazioni con semafori intelligenti, sensori stradali, sistemi di gestione del traffico e altre infrastrutture connesse. I dati possono riguardare le condizioni della strada, la viabilità, la presenza di ostacoli o la disponibilità di determinati servizi.
La protezione di questi flussi è essenziale. Un attaccante capace di intercettare o alterare le informazioni potrebbe compromettere l’affidabilità delle applicazioni e, nei casi più delicati, influire sulla sicurezza dei veicoli e delle persone.
Il proof of concept prevede l’impiego di servizi crittografici post-quantistici erogati in modalità as-a-service per proteggere lo scambio di dati tra veicoli e infrastrutture. La sperimentazione permetterà di verificare se queste tecnologie possano essere integrate nei sistemi automotive rispettando i vincoli di prestazione, latenza e interoperabilità.
Il ruolo della PKI di Aruba
Una Public Key Infrastructure è l’insieme di tecnologie, processi e soggetti utilizzati per emettere, gestire, verificare e revocare i certificati digitali. La PKI consente di associare in modo affidabile una chiave crittografica a un’identità, un dispositivo o un servizio.
Nel caso delle comunicazioni V2I, questo significa poter verificare che i dati provengano effettivamente da un veicolo o da un’infrastruttura autorizzata e che non siano stati modificati durante la trasmissione.
Aruba integrerà il caso d’uso automotive con una PKI di test e con un ecosistema di trust services progettati tenendo conto del quadro normativo europeo eIDAS e dei principali standard tecnici internazionali applicabili alle infrastrutture a chiave pubblica.
L’ambiente di prova permetterà di analizzare la compatibilità delle tecnologie post-quantistiche con i processi e le infrastrutture già impiegati nei servizi fiduciari digitali. I partner tecnici del progetto valuteranno inoltre le soluzioni realizzate da Aruba, fornendo indicazioni per orientarne lo sviluppo.
La transizione richiede interoperabilità
“La transizione verso la crittografia post-quantum non può essere affrontata soltanto sul piano teorico, ma richiede ambienti di prova, interoperabilità e verifiche su casi d’uso concreti”, ha spiegato Marco Mangiulli, Chief Innovation Officer di Aruba.
Secondo Mangiulli, PiQASO offre la possibilità di sperimentare le tecnologie quantum-safe all’interno di un ecosistema europeo e multisettoriale, verificandone la compatibilità con standard, infrastrutture e applicazioni reali. L’obiettivo è creare le condizioni per una migrazione progressiva e governata, evitando interventi frammentari o sostituzioni effettuate in condizioni di emergenza.
Il passaggio alla post-quantum cryptography non può infatti limitarsi alla selezione di nuovi algoritmi. Richiede l’analisi delle dipendenze crittografiche presenti nelle applicazioni, nei dispositivi, nei certificati digitali e nei protocolli di comunicazione.
La sperimentazione deve inoltre considerare le possibili differenze nelle dimensioni delle chiavi, nei tempi di elaborazione e nella quantità di dati scambiati. Elementi che possono diventare particolarmente importanti in ambienti, come quello automotive e IoT, caratterizzati da risorse limitate e dalla necessità di elaborare le informazioni rapidamente.
L’importanza della crypto agility
La partecipazione a PiQASO rientra nelle attività con cui Aruba sta analizzando gli effetti delle tecnologie quantistiche sulla sicurezza dei servizi digitali e le modalità per accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni verso nuovi standard.
L’obiettivo non è sostituire immediatamente tutte le tecnologie oggi utilizzate. La priorità è sviluppare architetture capaci di supportare nel tempo algoritmi differenti, applicando il principio della crypto agility.
La crypto agility permette di aggiornare o riconfigurare le componenti crittografiche senza dover riprogettare integralmente applicazioni e infrastrutture. Un sistema costruito secondo questo principio può sostituire più rapidamente un algoritmo diventato vulnerabile, adattarsi a nuovi standard e gestire periodi di transizione nei quali tecnologie tradizionali e post-quantistiche devono convivere.
Il progetto PiQASO consentirà di verificare questo approccio in contesti industriali concreti. La sperimentazione nelle comunicazioni tra veicoli e infrastrutture rappresenta, in particolare, un banco di prova per capire come introdurre la crittografia post-quantistica in ecosistemi distribuiti, caratterizzati da numerosi dispositivi e da requisiti elevati di sicurezza e continuità operativa.






