Pega nomina Andrea Carboni Country Leader per l’Italia

Andrea Carboni Country Leader Italia Pega

Pega ha nominato Andrea Carboni Country Leader per l’Italia, affidandogli la guida della strategia di crescita dell’azienda nel mercato nazionale. Il manager avrà il compito di rafforzare il posizionamento della società, ampliare l’ecosistema dei partner e sostenere l’adozione dell’Enterprise AI nelle organizzazioni italiane.

La nomina apre una nuova fase per la presenza italiana di Pegasystems, società specializzata in piattaforme software per l’orchestrazione di processi, decisioni e attività mission-critical.

Andrea Carboni guiderà la strategia italiana di Pega

Nel nuovo incarico, Andrea Carboni sarà responsabile del go-to-market di Pega in Italia e del consolidamento delle relazioni con i responsabili aziendali e tecnologici.

La strategia si concentrerà in particolare sul rafforzamento della presenza nei settori in cui Pega opera già a livello internazionale, tra cui servizi finanziari, assicurazioni e telecomunicazioni.

Un’attenzione specifica sarà riservata anche alla Pubblica Amministrazione, dove la crescente complessità dei processi e la necessità di rispettare vincoli normativi rendono sempre più importante l’adozione di piattaforme capaci di combinare innovazione, governance e affidabilità operativa.

Carboni dovrà inoltre sviluppare nuove opportunità nel settore pubblico, ampliare la rete dei partner tecnologici e commerciali e rafforzare il ruolo di Pega nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale applicata ai processi aziendali.

Oltre vent’anni di esperienza nel mercato IT

Andrea Carboni porta in Pega oltre vent’anni di esperienza nel settore delle tecnologie dell’informazione, maturata ricoprendo incarichi manageriali in aziende internazionali come Salesforce, NTT e Celonis.

Nel corso della sua esperienza professionale ha contribuito allo sviluppo delle attività commerciali e delle strategie di crescita di diverse società tecnologiche nel mercato italiano.

Prima di entrare in Pega, Carboni ha ricoperto il ruolo di Country Leader di Celonis, dove ha guidato lo sviluppo del business italiano e promosso l’adozione di soluzioni di Process Intelligence.

Durante questo incarico ha inoltre sostenuto iniziative dedicate alla cultura dell’eccellenza operativa e al confronto tra imprese, università e comunità professionali.

L’esperienza maturata nel campo dell’analisi e dell’ottimizzazione dei processi rappresenta un elemento coerente con il posizionamento di Pega, che punta a integrare l’intelligenza artificiale all’interno di workflow aziendali controllati e misurabili.

Enterprise AI orientata a processi e risultati

La strategia di Pega si basa su un modello di Enterprise AI nel quale sistemi intelligenti, persone, applicazioni e agenti AI vengono coordinati all’interno di processi strutturati.

L’obiettivo è consentire alle aziende di utilizzare l’intelligenza artificiale nei punti in cui può produrre un effettivo valore operativo, mantenendo al tempo stesso visibilità sulle decisioni, controllo dei costi e possibilità di verificare i risultati.

Questo approccio assume particolare rilevanza nei settori regolamentati e nelle organizzazioni caratterizzate da processi complessi, dove l’impiego indiscriminato di modelli generativi può introdurre rischi operativi, difficoltà di governance e costi difficili da prevedere.

Secondo Pega, il mercato sta progressivamente superando la fase iniziale di sperimentazione dell’intelligenza artificiale. Le imprese stanno ora cercando modalità più concrete per integrare l’AI nelle attività quotidiane, collegandola a obiettivi di business misurabili e a meccanismi di controllo.

Carboni: usare l’intelligenza artificiale dove genera valore

“Ho scelto di accogliere questa sfida perché credo che la visione di Pega rappresenti un’avanguardia concreta nel cambio di paradigma che il mercato sta vivendo”, ha dichiarato Andrea Carboni, Country Leader per l’Italia di Pega.

Secondo il manager, dopo una prima fase caratterizzata da un forte entusiasmo per l’intelligenza artificiale, le aziende devono ora comprendere come trasformare questa tecnologia in risultati sostenibili e governabili.

“La token economy rende evidente che il tema non è usare più intelligenza artificiale, ma usarla meglio, nella quantità giusta e nei momenti in cui genera davvero valore”, ha aggiunto Carboni.

Il riferimento riguarda il crescente impatto economico derivante dall’utilizzo dei modelli generativi, il cui costo può aumentare in funzione del numero di interrogazioni, della quantità di dati elaborati e della complessità delle operazioni richieste.

Per le imprese diventa quindi necessario stabilire quando l’impiego dell’AI sia realmente utile e quando, invece, sia più efficiente utilizzare regole, automazioni tradizionali o processi deterministici.

“Pega porta l’AI dentro processi ad alta complessità e decisioni critiche, orchestrando persone, sistemi e agenti AI con controllo, coerenza e visibilità sui risultati”, ha spiegato Carboni.

Il ruolo degli agenti AI nei workflow aziendali

Uno degli aspetti centrali della proposta di Pega riguarda l’integrazione degli agenti AI all’interno dei workflow aziendali.

Gli agenti non vengono concepiti come strumenti completamente autonomi e separati dai sistemi esistenti, ma come componenti inseriti in processi definiti, sottoposti a regole, controlli e autorizzazioni.

Questa impostazione permette alle organizzazioni di verificare le azioni compiute dai sistemi intelligenti, monitorare le decisioni e introdurre interventi umani nei passaggi più delicati.

La tracciabilità delle attività diventa particolarmente importante in settori come banche, assicurazioni, telecomunicazioni e Pubblica Amministrazione, dove le decisioni automatizzate devono rispettare normative, procedure interne e criteri di responsabilità.

L’approccio punta anche a evitare la frammentazione derivante dall’introduzione di molteplici agenti e strumenti AI non coordinati tra loro, un fenomeno che può generare duplicazioni, incoerenze e difficoltà di gestione.

Pega Blueprint per progettare nuovi processi

Tra le tecnologie che avranno un ruolo nella strategia italiana figura Pega Blueprint, una soluzione basata sull’intelligenza artificiale progettata per accelerare la definizione di applicazioni e workflow aziendali.

La piattaforma può analizzare documentazione, sistemi esistenti e obiettivi di business per generare una rappresentazione iniziale dei processi da sviluppare.

Attraverso un ambiente visuale e collaborativo, i team business e IT possono definire insieme flussi operativi, regole decisionali, ruoli e risultati attesi.

L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per passare dall’analisi iniziale alla progettazione di soluzioni cloud-ready, limitando le incomprensioni tra le funzioni aziendali e i responsabili tecnologici.

Blueprint si inserisce nell’architettura center-out di Pega, che parte dai risultati di business e dai processi end-to-end anziché dalle singole applicazioni o dai canali utilizzati dagli utenti.

Una nuova fase per Pega in Italia

La nomina di Andrea Carboni indica la volontà di Pega di rafforzare le proprie attività nel mercato italiano, intercettando la domanda di soluzioni AI più controllabili e integrate con i processi aziendali.

La crescita dell’intelligenza artificiale generativa e agentica sta infatti spingendo molte organizzazioni a rivedere le proprie architetture software e i modelli di automazione.

Il tema non riguarda più soltanto la capacità di generare contenuti o rispondere a domande, ma la possibilità di collegare l’AI a procedure operative, dati aziendali, sistemi legacy e decisioni critiche.

In questo scenario, Pega punta a differenziarsi attraverso un modello nel quale l’intelligenza artificiale viene utilizzata all’interno di workflow orchestrati, con criteri di governance, verificabilità e misurazione dei risultati.

La priorità per la struttura italiana sarà trasformare questa impostazione in progetti concreti, rafforzando la collaborazione con clienti, partner e decisori pubblici e privati.

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