Open Fiber e JAGGAER mostrano come il procurement possa evolvere da funzione operativa e reattiva a piattaforma strategica, capace di governare fornitori, gare, rischi, sostenibilità e scenari di mercato in una delle infrastrutture più complesse del Paese.
Il procurement non è più soltanto una leva di risparmio. Nel caso di Open Fiber, è diventato una funzione di governo della complessità, un sistema di controllo dei rischi e un abilitatore operativo per la realizzazione di una rete nazionale in fibra ottica. Alla base di questa trasformazione c’è la piattaforma di e-procurement di JAGGAER, adottata fin dalla nascita dell’azienda nel 2017 e progressivamente estesa fino a diventare il cuore digitale dei processi Source-to-Contract.
Open Fiber gestisce oggi numeri che rendono evidente la portata della sfida: 17,4 milioni di unità immobiliari coperte in fibra FTTH, 167mila chilometri di infrastruttura realizzata, oltre 11,5 miliardi di euro investiti e circa 4 milioni di clienti residenziali attivi sulla rete. A questo si aggiunge una macchina di approvvigionamento che ogni anno governa oltre 1.700 procedure, per un valore di 1,7 miliardi di euro in appalti, con una base di più di 2.000 fornitori.
In un contesto simile, affidarsi a strumenti frammentati o a processi manuali avrebbe significato aumentare il rischio operativo. La realizzazione della rete FTTH, sia nelle aree metropolitane sia negli oltre 6mila comuni rurali in concessione pubblica ventennale, fino ai quasi 3.900 comuni delle aree intermedie coinvolti nel Piano Italia 1 Giga, richiede una gestione coordinata di gare, contratti, scadenze, compliance, normativa pubblica e privata, qualificazione dei fornitori e continuità dei cantieri.
Open Fiber e JAGGAER trasformano il procurement in funzione strategica
La collaborazione tra Open Fiber e JAGGAER nasce da una necessità concreta: strutturare una funzione procurement capace di crescere con l’azienda e con la rete. All’inizio, la priorità era costruire le fondamenta operative. Questo ha significato portare a sistema l’intera base fornitori, digitalizzare l’onboarding, raccogliere la documentazione, gestire la qualificazione e creare un archivio coerente di dati utilizzabili.
Questa prima fase è stata decisiva perché il procurement strategico non nasce dall’intuizione, ma dalla qualità del dato. Senza una base fornitori ordinata, aggiornata e confrontabile, non è possibile fare analisi affidabili, né valutare il rischio in modo sistematico. La digitalizzazione iniziale ha quindi creato il presupposto per le evoluzioni successive.
Nella seconda fase, la piattaforma JAGGAER è diventata il centro operativo delle procedure di gara pubbliche e private, oltre che della gestione contrattuale. Il perimetro coperto è quello dei processi Source-to-Contract, con integrazione bidirezionale con l’ERP aziendale. I dati vengono scambiati tra i due sistemi, validati, aggiornati e resi disponibili per supportare decisioni di procurement basate su informazioni più accurate.
Questo passaggio cambia il ruolo della funzione acquisti. Non si tratta più solo di eseguire procedure, pubblicare gare, raccogliere offerte e formalizzare contratti. Il procurement diventa un punto di osservazione privilegiato sulla capacità del mercato, sulla solidità dei fornitori, sull’evoluzione dei prezzi e sui rischi che possono influenzare i cantieri.
Dal procurement reattivo al predictive procurement
La trasformazione descritta da Open Fiber e JAGGAER si inserisce in uno scenario in cui il rischio si muove più rapidamente dei processi decisionali tradizionali. Dal 2020 in poi, la volatilità dei mercati ha inciso in modo diretto sui costi operativi. Prezzi alla produzione, costo dell’energia, lavori civili, materiali e componenti legati alla fibra hanno subito dinamiche che hanno reso insufficiente un modello di procurement basato solo sulla reazione agli eventi.
Il procurement reattivo interviene quando il problema è già visibile: un aumento di prezzo, un ritardo di consegna, una difficoltà del fornitore, una pressione sul budget. Il procurement predittivo, invece, prova a intercettare i segnali prima che diventino impatti economici o operativi. È un cambio di paradigma rilevante, soprattutto per un’infrastruttura nazionale distribuita su migliaia di comuni, con cantieri, fornitori e vincoli regolatori diversi.
La piattaforma S2C di JAGGAER ha permesso a Open Fiber di strutturare i dati necessari per alimentare una control tower sul parco fornitori e sulle informazioni di procurement. Questa control tower non serve soltanto a monitorare ciò che è già avvenuto, ma a costruire una capacità di lettura anticipata del mercato.
Il punto è molto concreto: se un fornitore mostra segnali di tensione finanziaria, se una categoria merceologica inizia a registrare pressioni sui prezzi, se i tempi di consegna si allungano o se una variabile esterna incide sui costi, il procurement deve poterlo vedere prima che il problema arrivi sul cantiere. In questo senso, la funzione acquisti diventa parte della gestione del rischio aziendale.
La control tower come base per l’AI nel procurement
Uno degli aspetti più rilevanti del percorso è la relazione tra dati strutturati, control tower e futura adozione dell’intelligenza artificiale. Open Fiber non presenta l’AI come uno strato magico da applicare sopra processi disordinati, ma come un’evoluzione possibile solo se le fondamenta informative sono solide.
È un punto importante. Nel procurement, l’intelligenza artificiale può supportare analisi predittive, valutazione dei rischi, simulazione di scenari, classificazione dei fornitori, controllo documentale e identificazione di anomalie. Ma senza dati coerenti su fornitori, contratti, gare, prezzi, performance, categorie merceologiche e compliance, l’AI rischia di produrre risultati fragili.
La control tower diventa quindi il punto di passaggio tra digitalizzazione del processo e intelligenza decisionale. I dati non sono più solo archiviati per ragioni amministrative, ma vengono resi analizzabili. Questo consente di costruire indicatori, confrontare fornitori, mappare esposizioni, valutare impatti e preparare modelli predittivi.
In altre parole, la piattaforma non è più soltanto il luogo in cui si gestisce una procedura di acquisto. Diventa il sistema nervoso del procurement, dove convergono informazioni operative, segnali di mercato e variabili di rischio.
JAGGAER One tra procurement pubblico, privato e ibrido
Un elemento distintivo del caso Open Fiber è la coesistenza di regimi diversi di acquisto. L’azienda opera infatti in contesti privatistici, pubblicistici e ibridi. Questo richiede una piattaforma capace di garantire tracciabilità, controllo documentale, flessibilità e aderenza normativa, senza rallentare la capacità operativa.
JAGGAER One consente di gestire questa complessità con un approccio integrato. Nelle procedure pubbliche, il requisito centrale è la tracciabilità: ogni passaggio deve essere documentato, verificabile e coerente con il quadro normativo. Nelle procedure private, invece, diventa più rilevante la flessibilità, perché l’azienda deve poter rispondere rapidamente alle esigenze operative e alle dinamiche di mercato.
La difficoltà è tenere insieme questi due mondi senza creare processi separati, archivi duplicati o controlli incoerenti. Per Open Fiber, che opera su scala nazionale e con una filiera molto ampia, la standardizzazione digitale del procurement non è un tema di efficienza marginale. È una condizione per mantenere il controllo.
Lo stesso vale per la gestione dei fornitori. In un mercato volatile, la qualificazione non può essere considerata un adempimento una tantum. Capacità produttiva, solidità finanziaria, tempi di consegna, affidabilità operativa e rispetto dei requisiti ESG possono cambiare rapidamente. La piattaforma consente di rendere questo processo più continuo, sistematico e confrontabile su centinaia di soggetti in parallelo.
Price Observatory, il procurement che anticipa gli extra-costi
Il passo più recente del percorso è lo sviluppo di un Price Observatory, un sistema pensato per andare oltre la raccolta dei dati storici. L’obiettivo è analizzare trend, costruire scenari prospettici e quantificare l’impatto delle variabili di rischio sul budget prima che si trasformino in extra-costi.
È qui che il passaggio dal reactive al predictive procurement diventa più evidente. Un osservatorio prezzi non serve solo a sapere quanto è costata una determinata categoria nel passato, ma a capire come potrebbe evolvere. Per un’azienda impegnata in infrastrutture di lungo periodo, la capacità di anticipare dinamiche su materiali, lavori civili, energia e disponibilità dei fornitori può incidere direttamente sulla pianificazione economica e sulla continuità dei cantieri.
Il valore del Price Observatory non è quindi solo finanziario. È anche operativo. Se il procurement è in grado di segnalare in anticipo una pressione sui costi o un rischio di disponibilità, l’azienda può rivedere tempistiche, strategie di gara, contratti, alternative di fornitura o piani di approvvigionamento.
In un mercato stabile, questo tipo di funzione sarebbe utile. In un mercato volatile, diventa necessaria.
Sustainable procurement e criteri ESG nella piattaforma
La dimensione della sostenibilità aggiunge un ulteriore livello di complessità. Open Fiber ha adottato una Policy di Sustainable Procurement che integra criteri ESG lungo il processo di approvvigionamento, in coerenza con una strategia aziendale che include un Net Zero Plan con obiettivo emissioni nette zero al 2040, validato da Science Based Targets initiative.
Il punto operativo è che una policy ESG, per funzionare, non può restare fuori dai sistemi di procurement. Se i criteri di sostenibilità sono gestiti in modo separato, manuale o solo documentale, rischiano di diventare un adempimento formale. Per incidere realmente sulle scelte di fornitura, devono entrare nei processi, nelle valutazioni, nelle qualifiche, nei controlli e nei dati.
La piattaforma JAGGAER permette di incorporare questi criteri nel procurement su larga scala. Questo significa trasformare la sostenibilità da dichiarazione di principio a variabile operativa: qualcosa che può essere misurato, richiesto, verificato e confrontato all’interno delle procedure.
Per un’azienda infrastrutturale, questa integrazione è particolarmente rilevante. La sostenibilità non riguarda solo le emissioni dirette, ma anche materiali, fornitori, logistica, cantieri, modalità di esecuzione e filiera. Senza un presidio digitale, la governance ESG rischia di perdere granularità proprio dove si generano molte delle decisioni di impatto.
Il procurement come leva di resilienza industriale
Il caso Open Fiber mostra una tendenza più ampia: il procurement sta diventando una leva di resilienza industriale. La funzione acquisti non può più essere misurata solo sul risparmio ottenuto rispetto a una base d’asta o su una negoziazione favorevole. Deve contribuire alla continuità operativa, alla riduzione dei rischi, alla sostenibilità, alla conformità normativa e alla capacità dell’azienda di adattarsi a mercati instabili.
Questo è particolarmente vero nelle infrastrutture critiche. Una rete FTTH nazionale non è un prodotto digitale astratto: è fatta di cantieri, materiali, autorizzazioni, fornitori, appalti, lavori civili, vincoli pubblici e privati. Ogni ritardo, extra-costo o criticità nella filiera può avere ricadute sul piano industriale.
In questo scenario, la digitalizzazione del procurement non è una questione di efficienza amministrativa. È parte della capacità dell’azienda di governare una supply chain complessa e distribuita. Il valore sta nella visibilità: sapere chi sono i fornitori, che cosa stanno eseguendo, quali contratti sono attivi, quali rischi emergono, dove i prezzi si stanno muovendo e come tutto questo può impattare sul business.
Open Fiber e JAGGAER, un modello per il procurement data-driven
Il percorso di Open Fiber con JAGGAER rappresenta un esempio di procurement data-driven applicato a un contesto infrastrutturale reale. Non è una trasformazione nata in un laboratorio, ma dentro una crescita industriale rapida, con volumi elevati, vincoli normativi e mercati instabili.
Il valore della piattaforma emerge proprio nella stratificazione del progetto. Prima la base fornitori, poi le gare e i contratti, quindi l’integrazione con l’ERP, la control tower, il monitoraggio dei rischi, il Price Observatory e la sostenibilità. È un’evoluzione progressiva, ma coerente: ogni fase crea i dati e i processi necessari per la fase successiva.
Giuseppe Bavota, Head of Procurement Governance & Vendor Management di Open Fiber, sintetizza il senso del percorso spiegando che inizialmente la priorità era dotarsi di una soluzione scalabile, capace di accompagnare la crescita dell’azienda. Oggi, però, la complessità di Open Fiber cresce insieme alla rete e alla domanda di intelligence: JAGGAER è diventato lo strumento in cui dati di mercato, segnali sui fornitori e dati di procurement si incontrano a supporto delle decisioni.
Sara Picco, Account Director di JAGGAER, interpreta il progetto come dimostrazione di come una piattaforma di procurement possa evolvere insieme all’azienda, passando dalle fondamenta operative a un sistema di lettura anticipata del mercato. È una definizione corretta: la tecnologia non sostituisce la funzione procurement, ma ne aumenta capacità analitica, controllo e rilevanza strategica.
Dal cost saving alla capacità di anticipare il mercato
Il messaggio più interessante del caso Open Fiber e JAGGAER è il superamento del procurement come centro di costo o funzione negoziale. Il risparmio resta importante, ma non è più sufficiente. In un contesto di volatilità strutturale, pressione normativa, vincoli ESG e supply chain complesse, il procurement deve generare intelligence.
Questo significa disporre di dati affidabili, leggere i segnali deboli del mercato, valutare la solidità della filiera, costruire scenari e supportare decisioni prima che i problemi diventino emergenze. È il passaggio da una funzione che registra e reagisce a una funzione che osserva, interpreta e anticipa.
Per Open Fiber, questa evoluzione è particolarmente significativa perché riguarda una delle principali infrastrutture digitali del Paese. Per JAGGAER, il progetto conferma il posizionamento della piattaforma non solo come strumento di gestione gare e fornitori, ma come ambiente di governance del procurement strategico.
La conclusione è netta: nelle organizzazioni complesse, il procurement non può più permettersi di essere lento, frammentato o solo amministrativo. Deve diventare predittivo, integrato e misurabile. Il caso Open Fiber dimostra che questa transizione è possibile, ma solo se processi, dati e piattaforma vengono costruiti insieme, con una visione di lungo periodo.






