Firma digitale, oltre 33 milioni di certificati attivi in Italia

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La firma digitale continua a consolidare il proprio ruolo come infrastruttura fondamentale della trasformazione digitale. In Italia oltre sei cittadini su dieci dispongono già di una firma digitale e il numero di documenti firmati continua a crescere a ritmi sostenuti, mentre l’Europa accelera verso un ecosistema sempre più integrato grazie all’evoluzione del regolamento eIDAS e all’arrivo dell’European Digital Identity Wallet.

In questo scenario Tinexta Infocert ha annunciato Infocert Sign, una nuova suite di firma digitale progettata per operare in contesti internazionali e supportare organizzazioni e professionisti in processi digitali sempre più interoperabili.

Firma digitale in Italia: numeri sempre più rilevanti

La diffusione della firma digitale nel nostro Paese ha raggiunto dimensioni significative. Secondo i dati diffusi da Tinexta Infocert, sono attivi quasi 33 milioni di certificati di firma digitale tra cittadini, imprese, professionisti ed enti.

Nel corso del 2025 sono state generate circa 7,35 miliardi di marche temporali, equivalenti a oltre 20 milioni di operazioni al giorno, circa 840 mila ogni ora e 233 al secondo. Un volume che evidenzia come la firma digitale sia ormai uno strumento utilizzato quotidianamente in numerosi processi amministrativi, professionali e aziendali.

L’Europa costruisce un mercato unico della fiducia digitale

Uno degli aspetti più interessanti del panorama europeo riguarda il riconoscimento reciproco delle firme digitali tra i diversi Stati membri. L’Unione Europea rappresenta oggi l’unico mercato al mondo in cui una firma digitale apposta in un Paese ha validità legale automatica in tutti gli altri Paesi dell’Unione.

Questa interoperabilità è il risultato del percorso avviato con il regolamento eIDAS, recentemente evoluto nella nuova versione eIDAS 2.0. L’obiettivo è creare un quadro normativo ancora più uniforme, rafforzare il controllo sui dati personali e preparare il terreno all’introduzione dell’EUDI Wallet, il portafoglio europeo di identità digitale previsto entro la fine del 2026.

Infocert Sign punta su interoperabilità e continuità operativa

La nuova piattaforma Infocert Sign nasce proprio per inserirsi in questo contesto in evoluzione. L’obiettivo dichiarato è offrire una soluzione modulare e internazionale in grado di supportare la gestione di documenti e firme in scenari sempre più globali.

Danilo Cattaneo

Danilo Cattaneo, CEO di Tinexta Infocert, sottolinea come il tema non sia più soltanto quello della validità della firma, ma anche della sicurezza, dell’interoperabilità e della resilienza dell’intero ecosistema digitale.

“Con Infocert Sign rafforziamo il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni di digital trust capaci di rispondere alle sfide di un mercato globale. Offrire una piattaforma modulare e internazionale significa per noi abbattere le barriere burocratiche tra i Paesi, supportando concretamente imprese e istituzioni nella gestione di processi digitali sicuri e senza confini.”

Secondo l’azienda, il passaggio alla nuova piattaforma avviene senza modifiche nelle modalità di accesso per gli utenti già esistenti, garantendo continuità operativa e mantenendo le credenziali attualmente utilizzate.

L’Italia tra i Paesi più avanzati sulla firma qualificata

Pur all’interno di un quadro normativo comune, i diversi Paesi europei hanno sviluppato approcci differenti alla firma elettronica. L’Italia viene indicata come uno dei mercati più maturi grazie alla forte diffusione della firma elettronica qualificata, considerata la forma con il più elevato livello di sicurezza e con piena equivalenza giuridica alla firma autografa.

Nei Paesi del Nord Europa risultano invece più diffuse le firme elettroniche avanzate. La progressiva introduzione dell’EUDI Wallet potrebbe però favorire una convergenza verso standard più elevati, rendendo la firma qualificata un elemento sempre più centrale nelle transazioni digitali transfrontaliere.

La prossima sfida è l’identità digitale europea

L’evoluzione della firma digitale si inserisce in un cambiamento più ampio che riguarda l’intera gestione dell’identità digitale. Con l’arrivo dell’EUDI Wallet cittadini e imprese potranno utilizzare credenziali digitali riconosciute a livello europeo per accedere a servizi pubblici e privati, firmare documenti e condividere informazioni certificate mantenendo un maggiore controllo sui propri dati.

Per i fornitori di servizi di digital trust questo passaggio rappresenta una delle principali opportunità di crescita dei prossimi anni. Per le organizzazioni, invece, significa poter contare su processi digitali più semplici, interoperabili e riconosciuti a livello internazionale, riducendo le complessità burocratiche che ancora caratterizzano molte attività transfrontaliere.

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