L’intelligenza artificiale agentica sta rapidamente passando dalla fase sperimentale a quella operativa anche nel settore dei servizi finanziari. In un contesto in cui gli operatori devono gestire un numero crescente di clienti, canali e richieste, la sfida non consiste soltanto nell’automatizzare le attività ripetitive, ma nel farlo senza compromettere la qualità della relazione con l’investitore.
È in questo scenario che si inserisce il percorso di trasformazione intrapreso da Moneyfarm insieme a Impresoft Engage, con l’obiettivo di utilizzare l’AI agentica per migliorare l’efficienza operativa e consentire ai consulenti finanziari di concentrarsi sulle attività a maggior valore aggiunto.
Moneyfarm accelera l’evoluzione della consulenza digitale
Fondata con l’obiettivo di rendere gli investimenti più accessibili, semplici e trasparenti, Moneyfarm è oggi una delle principali piattaforme digitali di investimento in Europa.
L’azienda opera in Italia e nel Regno Unito, serve oltre 170.000 clienti e gestisce più di 7 miliardi di euro di asset attraverso un modello che combina tecnologia e consulenza personalizzata. Gli algoritmi supportano la costruzione e il monitoraggio dei portafogli, mentre consulenti e analisti supervisionano le decisioni di investimento e affiancano i clienti nelle fasi più importanti del percorso finanziario.
L’ampliamento progressivo dell’offerta, che comprende gestione patrimoniale, prodotti pensionistici, soluzioni assicurative e strumenti di risparmio amministrato, ha però aumentato in modo significativo il volume delle interazioni da gestire quotidianamente.
La sfida: automatizzare senza perdere il rapporto umano
Per una realtà come Moneyfarm il rischio non è soltanto l’aumento dei costi operativi. La vera sfida consiste nel riuscire a scalare il servizio mantenendo la qualità della relazione tra cliente e consulente.
L’obiettivo era quindi duplice: garantire assistenza rapida e continua attraverso più canali e, allo stesso tempo, preservare il ruolo dei Wealth Advisor nelle attività che richiedono competenze specialistiche, capacità di interpretazione e supporto personalizzato.
Per raggiungere questo risultato era necessario costruire basi solide in termini di dati, processi e governance, creando le condizioni per un utilizzo efficace e controllato dell’intelligenza artificiale.
Il ruolo di Impresoft Engage nell’evoluzione della piattaforma
Moneyfarm ha individuato in Impresoft Engage il partner incaricato di accompagnare questa trasformazione.
La collaborazione tra le due aziende è iniziata nel 2016 e si è concentrata sulla progettazione e implementazione dell’ecosistema Salesforce, con l’obiettivo di costruire una base dati strutturata, una governance efficace dei processi e un elevato livello di adozione interna delle piattaforme digitali.
Nel tempo l’infrastruttura è stata sviluppata attraverso l’utilizzo di Sales Cloud, Service Cloud, Financial Services Cloud e, più recentemente, delle tecnologie di AI agentica basate su Agentforce.
L’approccio adottato ha consentito di trasformare Salesforce da semplice piattaforma CRM a elemento centrale del modello operativo dell’azienda.
Agentforce gestisce già il 25% delle conversazioni
I risultati ottenuti mostrano come l’AI agentica stia iniziando a produrre effetti concreti nelle attività quotidiane.
Nei primi mesi successivi all’implementazione di Agentforce, l’agente AI è stato in grado di gestire autonomamente il 25% delle conversazioni in chat senza intervento umano. Questo ha consentito di liberare circa 25 ore al mese per il team di assistenza.
Il beneficio non si misura soltanto in termini di efficienza. L’automazione delle richieste più semplici permette infatti ai circa 40 Wealth Advisor di dedicare più tempo alle attività consulenziali, migliorando la qualità delle interazioni e l’esperienza complessiva del cliente.
Dall’assistenza alle raccomandazioni personalizzate
L’iniziativa rappresenta soltanto il primo passo di una strategia più ampia.
Moneyfarm prevede infatti di estendere progressivamente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ad altri canali, incluso il supporto vocale. Parallelamente, l’azienda punta a integrare sempre più profondamente i dati dei clienti per offrire risposte contestualizzate e personalizzate basate sulle singole posizioni e sui portafogli individuali.
L’obiettivo è costruire un modello operativo in cui AI e consulenti collaborano in modo complementare: l’intelligenza artificiale gestisce le attività ripetitive e a bassa complessità, mentre gli specialisti si concentrano sulle decisioni che richiedono competenze finanziarie, interpretazione dei dati e relazione umana.
L’AI agentica entra nella maturità del fintech
Il caso Moneyfarm evidenzia una tendenza che sta emergendo con sempre maggiore chiarezza nel settore fintech. Il valore dell’AI non risiede soltanto nella capacità di automatizzare attività esistenti, ma nella possibilità di ripensare l’organizzazione del lavoro e la distribuzione delle competenze all’interno dell’azienda.
L’adozione dell’AI agentica richiede infatti una base tecnologica adeguata, dati strutturati, processi governati e una chiara definizione dei ruoli tra sistemi intelligenti e operatori umani. In questo scenario, la capacità di costruire nel tempo una solida data foundation e un modello di governance efficace diventa un elemento determinante per trasformare i progetti di intelligenza artificiale in risultati operativi concreti.






