La Francia accelera sulla costruzione di un ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale con il lancio di AION, un consorzio industriale che riunisce alcuni dei principali attori francesi ed europei nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni, del cloud, del supercalcolo e dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è candidare il Paese a ospitare una delle future AI Gigafactories promosse dall’Unione Europea, le grandi infrastrutture computazionali che Bruxelles considera strategiche per garantire all’Europa capacità autonome nello sviluppo e nell’esecuzione dei modelli AI di nuova generazione.
A promuovere il progetto sono Ardian, Artefact, Bull, Capgemini, EDF, iliad Group, Orange e Scaleway, supportati da un ampio ecosistema di partner industriali, accademici e tecnologici che comprende Crédit Agricole, Equans, Future4Care, GENCI, Hugging Face, INRIA, Kyutai, LightOn, Nokia, Schneider Electric, SiPearl, Sopra Steria, Quandela, Verne, VSORA e ZML.
Secondo Bloomberg, il progetto potrebbe richiedere investimenti superiori ai 10 miliardi di euro. Benoît Gaillochet, responsabile infrastrutture Europa di Ardian, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Parigi che il fabbisogno finanziario complessivo potrebbe superare questa soglia. Sempre secondo Bloomberg, iliad potrebbe contribuire con investimenti fino a 4 miliardi di euro.
Il progetto nascerebbe inizialmente con una capacità di circa 100 MW, dimensione che colloca l’iniziativa nella fascia delle grandi infrastrutture AI hyperscale attualmente in costruzione a livello globale. Il consorzio ha inoltre indicato che i futuri acceleratori AI potrebbero essere forniti da Nvidia, AMD o altri produttori, a seconda dell’evoluzione tecnologica e delle prestazioni disponibili nel corso dello sviluppo del progetto. Per confronto, i nuovi campus AI hyperscale annunciati negli Stati Uniti da operatori come OpenAI, Microsoft, Meta e xAI prevedono in alcuni casi capacità energetiche superiori al gigawatt, evidenziando la crescente dimensione industriale della corsa globale all’intelligenza artificiale
La crescita dell’intelligenza artificiale generativa ha reso strategico l’accesso a grandi capacità di calcolo, sia per l’addestramento dei modelli sia per la loro esecuzione operativa su larga scala. Per il consorzio AION, il rischio per l’Europa è quello di dipendere in misura crescente da infrastrutture cloud e AI progettate, finanziate e controllate da operatori extraeuropei.
La risposta proposta dal progetto francese è la costruzione di una filiera AI europea integrata, in grado di coprire l’intera catena del valore: supercomputer, semiconduttori, cloud sovrano, infrastrutture datacenter, piattaforme AI, capacità energetiche e servizi per l’industrializzazione dell’intelligenza artificiale.
Il piano europeo delle AI Gigafactories
L’iniziativa AION si inserisce nel più ampio programma europeo per la creazione delle cosiddette AI Gigafactories, infrastrutture computazionali di nuova generazione pensate per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nell’intelligenza artificiale. Il progetto è coordinato nell’ambito delle politiche della Commissione Europea e dell’EuroHPC Joint Undertaking, l’organismo che gestisce le iniziative continentali sul supercalcolo.
L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è costruire in Europa grandi poli dedicati all’addestramento dei modelli AI avanzati, dotati di una potenza computazionale comparabile a quella delle infrastrutture oggi utilizzate dalle principali big tech statunitensi e cinesi. Le future gigafactory dovranno integrare cluster con oltre 100.000 acceleratori AI, sistemi di networking ad altissima velocità, infrastrutture energetiche dedicate e piattaforme cloud in grado di supportare modelli con migliaia di miliardi di parametri.
Il progetto nasce dalla constatazione che l’Europa, pur disponendo di eccellenze nella ricerca scientifica e industriale, soffre ancora di una forte dipendenza dalle piattaforme cloud e dai provider extraeuropei per quanto riguarda l’addestramento e l’esecuzione dei modelli generativi di grandi dimensioni. La disponibilità di capacità computazionale viene ormai considerata un asset strategico, al pari delle reti energetiche o delle infrastrutture di telecomunicazione.
In realtà, le AI Gigafactories europee non esistono ancora nella forma immaginata da Bruxelles. Oggi il continente dispone già di importanti infrastrutture HPC operative sotto il coordinamento EuroHPC, come Leonardo in Italia, LUMI in Finlandia o MareNostrum in Spagna, utilizzate anche per workload AI ma nate principalmente come supercomputer scientifici e industriali. Parallelamente, la Commissione Europea ha avviato il programma delle “AI Factories“, una rete di poli distribuiti che punta a mettere a disposizione di startup, imprese e centri di ricerca risorse GPU, ambienti cloud e servizi dedicati all’intelligenza artificiale.
Le AI Gigafactories rappresentano però un salto dimensionale molto più ambizioso: grandi infrastrutture specializzate nell’AI generativa di frontiera, concepite per coprire l’intero ciclo di vita dei modelli, dall’addestramento all’inferenza su larga scala. Il quadro normativo per la loro creazione è stato approvato soltanto all’inizio del 2026, e l’Europa si trova ancora nella fase di costruzione dei consorzi industriali e delle candidature nazionali.
In questo contesto si colloca il progetto AION, che punta a posizionare la Francia tra i futuri hub strategici europei dell’intelligenza artificiale sovrana. La candidatura francese cerca di valorizzare alcuni asset considerati decisivi nella competizione europea: disponibilità di energia nucleare a basse emissioni, infrastrutture telecom avanzate, operatori cloud sovrani, competenze nel supercalcolo e un ecosistema AI che negli ultimi anni ha visto emergere startup, laboratori di ricerca e aziende specializzate in modelli generativi e AI industriale.
Con il programma InvestAI, annunciato dalla Commissione Europea nel 2025, Bruxelles ha previsto la mobilitazione di fino a 200 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati sull’intelligenza artificiale, di cui circa 20 miliardi destinati specificamente alle future AI Gigafactories. La competizione riguarda non soltanto la disponibilità di capitali e infrastrutture energetiche, ma anche la capacità di costruire filiere europee per semiconduttori, networking, cloud e software AI.
La candidatura francese si inserisce inoltre in una competizione europea sempre più intensa. Germania, Paesi nordici, Spagna e Italia stanno rafforzando investimenti in supercalcolo, cluster GPU e data center AI per cercare di occupare un ruolo centrale nella futura geografia industriale europea dell’intelligenza artificiale.
Francia, energia nucleare e cloud sovrano
Uno degli elementi centrali della candidatura francese è la disponibilità di energia elettrica a basse emissioni di carbonio, basata prevalentemente su nucleare e idroelettrico. Il tema energetico è diventato cruciale nello sviluppo dell’AI generativa, poiché l’addestramento dei grandi modelli richiede enormi quantità di energia e infrastrutture di raffreddamento sempre più sofisticate.
EDF evidenzia come la Francia disponga di una combinazione considerata strategica: elettricità sovrana, relativamente competitiva sul piano economico e con una ridotta impronta carbonica. Béatrice Bigois, Group Senior Executive Vice-President Customers & Energy Services di EDF, sottolinea che “la Francia dispone di importanti punti di forza per guidare lo sviluppo delle infrastrutture AI, tra cui elettricità competitiva, sovrana e low-carbon”, aggiungendo che il gruppo intende contribuire pienamente a quella che definisce “una dinamica strategica per l’Europa”.
Accanto alla componente energetica, AION punta sulla presenza di operatori cloud e telecom europei come Orange, iliad e Scaleway. Per Orange, il progetto rappresenta un tassello della strategia europea di “trusted AI”, fondata su cloud sovrano, cybersecurity e controllo delle infrastrutture critiche. La CEO del gruppo Christel Heydemann sostiene che “l’Europa ha bisogno di un’azione collettiva per creare un’intelligenza artificiale europea potente, aperta e inclusiva”, facendo leva sulle infrastrutture digitali, sull’energia a basse emissioni e su un ecosistema di ricerca competitivo.
Scaleway, già attiva nell’offerta di GPU cloud e piattaforme AI in Europa, vede invece nel progetto un’occasione per consolidare un ecosistema europeo aperto e interoperabile. Il CEO Damien Lucas definisce AION “un’alleanza industriale estremamente diversificata”, spiegando che il ruolo della società sarà quello di mettere a disposizione “una piattaforma cloud e AI sovrana, aperta e interoperabile per imprese, ricerca e settore pubblico”.
Supercalcolo, semiconduttori e AI industriale
Sul piano tecnologico, il consorzio vuole coprire l’intera catena industriale dell’AI. Bull, storica realtà europea dell’high performance computing, sottolinea il proprio ruolo nello sviluppo di infrastrutture AI e cloud con supply chain prevalentemente europea. Emmanuel Le Roux, CEO della società, definisce l’iniziativa “particolarmente importante” perché consente di rafforzare “la capacità europea di sviluppare e operare infrastrutture AI e cloud di nuova generazione”, consolidando allo stesso tempo un ecosistema tecnologico più resiliente e indipendente.
La presenza di realtà come SiPearl, VSORA e Quandela segnala inoltre l’interesse europeo per la costruzione di componenti strategici legati a semiconduttori, acceleratori AI e calcolo quantistico. Parallelamente, partner come Hugging Face, Kyutai e LightOn rappresentano il versante software e modellistico dell’ecosistema AI francese ed europeo.
Uno dei nodi strategici resta però la dipendenza europea dalle GPU prodotte da operatori statunitensi, in particolare Nvidia, che oggi domina il mercato globale degli acceleratori AI. Non a caso il consorzio AION ha indicato che le future infrastrutture potranno utilizzare chip Nvidia, AMD o altre architetture disponibili sul mercato. Per Bruxelles e per molti operatori industriali europei, la sfida consiste quindi non soltanto nel costruire data center AI, ma anche nel rafforzare progressivamente competenze continentali nel campo dei semiconduttori e delle architetture di calcolo avanzato.
Capgemini porta nel progetto la dimensione dell’industrializzazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese. Etienne Grass, Chief AI Officer di Capgemini Invent, sostiene che “la sovranità tecnologica non può essere decretata, ma deve essere costruita mattone dopo mattone con i partner giusti”. Secondo il manager, le future AI Gigafactories europee dovranno permettere alle aziende di utilizzare tecnologie AI avanzate “senza compromessi tra performance e controllo”.
Per Artefact, società specializzata in data consulting e AI, il problema principale è la crescente domanda di potenza computazionale da parte delle imprese europee. Vincent Luciani, Executive President della società, osserva che “non c’è tempo da perdere” e che “le infrastrutture del futuro devono essere costruite oggi”. Secondo Luciani, il mercato europeo soffre ancora di una carenza di soluzioni sovrane realmente resilienti sul piano tecnologico, operativo e della gestione dei dati.
Anche iliad lega il progetto alla necessità di ridurre la dipendenza europea da infrastrutture esterne. Thomas Reynaud, CEO del gruppo, afferma che “in un mondo in cui la capacità computazionale sta diventando una leva di potere, l’Europa non può permettersi di dipendere da infrastrutture progettate, finanziate e gestite altrove”.
Una partita industriale e geopolitica
La nascita di AION conferma come l’intelligenza artificiale sia ormai considerata una questione industriale e geopolitica oltre che tecnologica. L’Europa punta a evitare che la nuova economia dell’AI venga costruita esclusivamente attorno agli hyperscaler americani o ai grandi conglomerati tecnologici asiatici.
In questo scenario, la disponibilità di supercomputer, data center, GPU, reti energetiche e cloud sovrani viene interpretata come una nuova infrastruttura critica continentale. La Francia prova ora a giocare un ruolo centrale in questa strategia europea, facendo leva sulla combinazione di energia nucleare, telecomunicazioni, cloud, ricerca scientifica e capacità industriali.
La sfida europea non riguarda soltanto la costruzione di capacità computazionale, ma anche la definizione di un modello industriale compatibile con il quadro normativo europeo, dall’AI Act alla protezione dei dati, fino agli obiettivi climatici legati alla sostenibilità energetica delle infrastrutture digitali.
Il consorzio AION rappresenta quindi non soltanto una candidatura infrastrutturale, ma anche un tentativo di costruire un modello europeo di sviluppo dell’intelligenza artificiale fondato su autonomia strategica, controllo tecnologico e sostenibilità energetica.







