TIM archivia il 2025 con un ritorno alla redditività e un miglioramento complessivo dei principali indicatori economico-finanziari. Il Consiglio di amministrazione del gruppo ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025, confermando i risultati preliminari già comunicati nelle settimane precedenti.
Il dato più significativo riguarda il ritorno all’utile netto consolidato, pari a 519 milioni di euro, nel primo esercizio completo successivo alla cessione della rete fissa NetCo. Parallelamente, il gruppo registra una crescita dei ricavi e una riduzione significativa dell’indebitamento, segnali che indicano una fase di stabilizzazione dopo anni di ristrutturazione industriale e finanziaria.
Ricavi in crescita e ritorno all’utile consolidato
Nel 2025 TIM ha registrato ricavi consolidati pari a circa 13,7 miliardi di euro, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente. L’EBITDA After Lease del gruppo si attesta a circa 3,7 miliardi di euro, con una crescita del 6,5% su base annua.
Il risultato netto consolidato è positivo per 519 milioni di euro, rispetto alla perdita di 364 milioni registrata nel 2024. Il risultato beneficia anche di proventi non ricorrenti per circa 157 milioni di euro.
L’utile attribuibile agli azionisti della capogruppo ammonta a 297 milioni di euro, mentre la quota di risultato attribuibile alle minoranze, legata principalmente alla controllata TIM Brasil, è pari a 222 milioni di euro.
Per quanto riguarda la capogruppo TIM S.p.A., l’esercizio si chiude con una perdita di 155 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di oltre 1,2 miliardi registrata nel 2024.
EBITDA e performance operative del gruppo
L’EBITDA consolidato del gruppo nel 2025 è pari a 4,566 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 4,744 miliardi del 2024. Tuttavia, la dinamica operativa appare più favorevole se si considerano gli indicatori organici e le componenti straordinarie.
Il confronto tra i diversi segmenti operativi mostra andamenti differenziati. La business unit Domestic registra un EBITDA di 2,437 miliardi di euro, mentre il Brasile contribuisce con 2,136 miliardi.
Sul fronte dei ricavi della capogruppo, TIM S.p.A. ha generato 9,446 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto ai 9,218 miliardi del 2024. L’EBITDA della società si attesta invece a 2,069 miliardi di euro, con una flessione dell’11,2% rispetto all’anno precedente.
Investimenti e sviluppo delle infrastrutture
Nel 2025 gli investimenti industriali del gruppo ammontano a 1,903 miliardi di euro, in leggero calo rispetto ai 2,032 miliardi del 2024.
La maggior parte degli investimenti riguarda la business unit Domestic, che ha destinato circa 1,183 miliardi allo sviluppo delle infrastrutture mobili, delle piattaforme IT e dei servizi cloud.
La business unit brasiliana ha invece registrato investimenti per 720 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente al netto dell’effetto dei tassi di cambio.
Migliora la posizione finanziaria del gruppo
Un altro elemento rilevante del bilancio 2025 riguarda la riduzione dell’indebitamento. L’indebitamento finanziario netto rettificato After Lease scende a 6,854 miliardi di euro, rispetto ai 7,266 miliardi del 2024.
La riduzione è legata soprattutto alla dinamica positiva della gestione operativa e finanziaria del gruppo.
Parallelamente migliora anche la generazione di cassa. L’Equity Free Cash Flow After Lease del gruppo raggiunge i 736 milioni di euro, in forte crescita rispetto al valore negativo di 321 milioni registrato nel 2024.
Personale e presenza internazionale
Alla fine del 2025 il gruppo TIM conta 25.602 dipendenti, che diventano 26.298 includendo le attività classificate come discontinued operations legate a Sparkle.
In Italia lavorano circa 16.847 persone, in lieve diminuzione rispetto alle oltre 17.500 dell’anno precedente.
La presenza internazionale del gruppo continua a essere trainata dal Brasile, dove TIM Brasil rappresenta uno dei principali operatori mobili del Paese e contribuisce in modo significativo alla redditività complessiva.
Assemblea degli azionisti convocata ad aprile
Il Consiglio di amministrazione ha inoltre deliberato la convocazione dell’assemblea degli azionisti per il 15 aprile 2026, durante la quale verranno sottoposti all’approvazione il bilancio e le altre deliberazioni societarie connesse.
Nel corso della stessa riunione il board ha approvato anche la dichiarazione consolidata di sostenibilità del gruppo, redatta secondo i requisiti della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) introdotti dalla normativa europea.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, nel 2025 TIM ha raggiunto tutti gli obiettivi ESG prefissati, superando diversi target ambientali e sociali definiti nel piano di sostenibilità.






