Il Fondo Sovrano del Qatar entra per la prima volta nel capitale di un’azienda con sede legale in Italia. Contents, scale-up milanese attiva nell’orchestrazione di agenti di intelligenza artificiale per l’execution marketing, ha chiuso un’estensione del proprio round di Serie B da 7 milioni di dollari con la partecipazione di Qatar Development Bank (QDB) e di Alkemia Capital.
Si tratta di una nuova tranche di capitale che rafforza un percorso di crescita già avviato e consente alla società di accelerare sull’espansione internazionale e sul potenziamento della piattaforma tecnologica. L’operazione segna il primo investimento diretto di QDB in una società italiana. I dettagli relativi alle quote acquisite non sono stati resi pubblici.
Con il supporto di QDB, Contents accelera nell’area GCC (Gulf Cooperation Council), l’organizzazione che riunisce Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Bahrain, stabilendo Doha come hub operativo per il Medio Oriente e investendo in orchestrazione, localizzazione e governance dei contenuti su scala globale. Il capitale sarà utilizzato per espandere le vendite nella regione, accelerare la R&D in ambito AI e rafforzare le capacità di governance aziendale.
Il posizionamento di Contents nell’AI enterprise
Fondata a Milano nel 2021 da Massimiliano Squillace, con sede legale e operativa nel capoluogo lombardo, Contents si definisce una marketing execution platform per imprese globali. La piattaforma orchestra agenti AI, basi di conoscenza aziendali e flussi di approvazione per trasformare la conoscenza interna in output di business complessi, dal lancio di collezioni multi-mercato alla produzione di documentazione regolamentata.
L’architettura integra i principali modelli di intelligenza artificiale – Meta, OpenAI, Anthropic, Google e Mistral – selezionando quello più adatto al singolo task, senza dipendere in modo esclusivo da un unico fornitore. La strategia non è quella di sviluppare un proprio modello linguistico, ma di presidiare il workflow layer, cioè il livello che connette i modelli ai processi aziendali, organizzando e automatizzando workflow complessi.
Contents opera in oltre 25 lingue, inclusi 15 dialetti arabi. Il mondo arabofono comprende oltre 400 milioni di persone in 22 Paesi. e la gestione nativa della complessità linguistica rappresenta un fattore abilitante per l’adozione enterprise nei mercati del Golfo.
Tra i clienti del mondo occidentale figurano Dolce & Gabbana, Prada, Sainsbury’s, Beko, Radisson e William Hill’s. Con questa operazione il capitale raccolto complessivamente raggiunge i 25 milioni di dollari, con investitori che includono Thomson Reuters Ventures, Alkemia Capital, SparkLabs e la citata Qatar Development Bank.
Crescita e solidità operativa
La società dichiara una retention enterprise del 100%, ovvero nessuna perdita di clienti nel segmento corporate dall’avvio dei contratti. In ambito B2B questo indicatore è particolarmente significativo: l’adozione di piattaforme AI nei processi aziendali implica integrazioni con sistemi interni, workflow approvativi, policy di compliance e governance dei dati. Una volta integrate, queste soluzioni diventano parte dell’infrastruttura operativa. L’assenza di churn suggerisce quindi stabilità contrattuale e continuità nell’utilizzo su processi core.
La piattaforma genera oltre 500.000 output AI al mese in sei Paesi. Non si tratta di semplici prompt occasionali, ma di contenuti e asset prodotti attraverso workflow strutturati: testi multilingua, materiali marketing, localizzazioni, documentazione regolamentata, asset digitali sottoposti a verifiche di compliance e flussi di approvazione. Su base annuale il volume supera i sei milioni di output, un dato che offre una misura della scalabilità della piattaforma e della sua capacità di sostenere carichi enterprise distribuiti su più mercati e lingue.
In un contesto AI enterprise, il valore non risiede soltanto nel numero di contenuti generati, ma nella capacità di integrarli in processi governati, ripetibili e auditabili. È su questo piano che il dato quantitativo assume rilevanza industriale.
Massimiliano Squillace, CEO e Founder di Contents, ha dichiarato: La maggior parte delle aziende AI vende generazione di contenuti, che siano testi, immagini o video. Noi vendiamo alle aziende, che hanno bisogno di strumenti per gestire in modo più efficiente e veloce processi interni, integrazioni, misurare risultati. La prossima fase dell’AI enterprise non sarà sui modelli – sarà su chi controlla il workflow layer tra l’intelligenza e gli outcome di business. Quello è il layer che stiamo definendo. Con Doha come base operativa, stiamo costruendo il punto d’accesso all’intero mondo arabofono – oltre 400 milioni di persone in 22 paesi. Nessun’altra piattaforma AI europea opera nativamente in 15 dialetti arabi. Non è una funzionalità, è una scelta strategica”.
Qatar National Vision 2030: diversificazione e sovranità tecnologica
Qatar Development Bank è un’istituzione governativa fondata nel 1997 per Decreto dell’Emiro, con il mandato di sostenere la diversificazione economica del Paese nell’ambito della Qatar National Vision 2030. Opera come braccio finanziario dello Stato per lo sviluppo del settore privato, fornendo strumenti di finanziamento, consulenza e programmi di accelerazione, e investendo direttamente in tecnologie considerate strategiche per la trasformazione del sistema economico.
La Qatar National Vision 2030 mira a ridurre la dipendenza dagli idrocarburi e a costruire un’economia fondata su conoscenza, innovazione e infrastrutture digitali. Il piano si articola su quattro pilastri – sviluppo umano, sociale, economico e ambientale – e attribuisce un ruolo centrale a intelligenza artificiale, cloud e modernizzazione delle infrastrutture IT. La costruzione di competenze locali, la creazione di hub tecnologici e il controllo delle piattaforme digitali strategiche diventano leve di sovranità economica.
Il Golfo accelera su data center, cloud e AI
L’investimento si colloca in una fase di forte espansione dell’infrastruttura digitale nel Gulf Cooperation Council (GCC). Il valore dei progetti di data center nell’area è stimato in crescita da circa 3,48 miliardi di dollari nel 2024 a 9,49 miliardi entro il 2030, con un tasso annuo composto superiore al 18%.
Secondo McKinsey, l’intelligenza artificiale potrebbe generare fino a 150 miliardi di dollari di valore economico per le economie del GCC nel medio periodo, mentre.ul fronte delle infrastrutture cloud e AI, Microsoft ha annunciato un investimento complessivo di 15,2 miliardi di dollari negli Emirati Arabi Uniti tra il 2023 e il 2029 per potenziare capacità cloud, infrastrutture AI, data center e sviluppo di competenze locali.
Le proiezioni di settore indicano che gli investimenti in infrastrutture AI nei Paesi del Golfo potrebbero superare 100 miliardi di dollari entro il 2030, includendo data center hyperscale, cloud sovrani e piattaforme di governance dei dati
In questo scenario, piattaforme capaci di integrare modelli AI globali con requisiti linguistici, normativi e culturali locali diventano componenti strutturali dell’architettura enterprise regionale. Per l’ecosistema italiano dell’innovazione, l’ingresso diretto di un fondo sovrano nel capitale di una scale-up nazionale rappresenta un precedente rilevante. Per il Qatar, è un tassello coerente con una roadmap che punta a consolidare il Paese come nodo tecnologico del Golfo, con l’intelligenza artificiale come infrastruttura abilitante della trasformazione economica.






