AI e viaggi trainano la spesa aziendale: i dati dello Soldo Spend Index 2026

Il Soldo Spend Index Primavera 2026 fotografa l’evoluzione della spesa aziendale in Europa tra il primo trimestre 2024 e il quarto trimestre 2025, analizzando i dati aggregati e anonimi di oltre 25.000 clienti in sette mercati, tra cui l’Italia. Il quadro che emerge è chiaro: la spesa non si sta semplicemente riducendo o espandendo, ma si sta riconfigurando attorno a tre assi strategici – viaggi, intelligenza artificiale e spesa operativa – con un ruolo crescente del Finance e del Procurement nella governance preventiva.

Nel 2025 le aziende hanno progressivamente abbandonato un approccio puramente difensivo al contenimento dei costi per concentrarsi sull’ottimizzazione della spesa, in un contesto caratterizzato da inflazione, volatilità geopolitica e pressione sui margini. La decentralizzazione delle decisioni di acquisto, distribuite tra team e dipendenti, rende il controllo ex post sempre meno efficace.

Spese T&E in aumento: l’Italia sopra la media europea

Le spese di trasferta e rappresentanza (T&E) continuano a crescere. Nel 2025 la spesa media T&E è aumentata del 20%, con un incremento complessivo di 26 milioni di euro. L’Italia ha registrato un aumento del 26%, superando la media di mercato, mentre il Regno Unito si è fermato al 12%.

Il report evidenzia come i sei principali mercati europei – Regno Unito, Italia, Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi – abbiano generato nel 2025 una spesa complessiva per viaggi di lavoro pari a 241 miliardi di euro, il 62% del totale europeo. Seminari, conferenze e riunioni interne confermano il ritorno strutturale delle interazioni in presenza.

Particolarmente rilevante il contributo delle piccole imprese (1–49 dipendenti), che in Italia hanno incrementato le spese T&E del 24%, mentre le grandi aziende italiane hanno mostrato una lieve contrazione dello 0,3%. Il dato conferma una dinamica eterogenea, che richiede policy flessibili e calibrate su ruolo, settore e dimensione aziendale.

AI: +77% di spesa media, +175% di spesa totale

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Il capitolo più significativo dello Soldo Spend Index Primavera 2026 riguarda l’intelligenza artificiale. Nel 2025 la spesa media per i dieci principali strumenti e modelli di AI è passata da 1.205 a 2.128 euro per azienda, con un incremento del 77% su base annua. La spesa totale è cresciuta del 175%, raggiungendo 2,5 milioni di euro rispetto al 2024.

L’AI è ormai parte integrante delle operazioni quotidiane. In Italia il terzo trimestre 2025 ha registrato un forte aumento nell’utilizzo di diversi modelli, con le grandi aziende (+129%) e le medie imprese (+108%) in prima linea per crescita della spesa media.

Tra i settori con la crescita più rapida della spesa totale AI figurano servizi finanziari (+441%), settore pubblico (+437%), manifatturiero (+418%), edilizia (+225%), energia e utilities (+201%) e farmaceutico (+187%). L’adozione sta quindi superando la fase degli early adopter per entrare nei comparti più regolamentati e complessi.

Tuttavia, il report sottolinea anche un gap formativo. Una ricerca citata evidenzia che il 48% dei dipendenti considera la formazione cruciale per l’adozione dell’AI, ma quasi la metà riceve un supporto “moderato o minimo”. L’integrazione tecnologica non può prescindere dall’upskilling.

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Spesa operativa: il 63% delle transazioni totali

La spesa operativa rimane la componente dominante, rappresentando il 63% delle transazioni totali nel 2025, per un valore di 876 milioni di euro e una crescita del 16% su base annua.

Si tratta di acquisti ricorrenti e diffusi – beni essenziali, servizi, trasporti – che, se non governati in modo strutturato, possono generare inefficienze. Nel 2025 la spesa operativa media è aumentata del 65% nel manifatturiero, del 41% nel commercio all’ingrosso e del 26% nel settore viaggi, mentre pubblicità e telecomunicazioni hanno ridotto rispettivamente del 15% e del 19%.

In Italia la spesa per beni essenziali è cresciuta del 41%, segno di una riallocazione dei budget verso categorie core. La pubblicità, invece, ha registrato una contrazione del 21%, in linea con il rallentamento degli investimenti nei media principali.

Spesa dipartimentale e ricorrente: +22% nel marketing

La spesa dipartimentale e ricorrente è aumentata in media del 22%, con un incremento particolarmente marcato nel marketing. In Italia la spesa media marketing è cresciuta del 29%, contribuendo a un aumento complessivo di 48 milioni di euro nel 2025.

Questa categoria include abbonamenti software, consulenze specialistiche e servizi esterni spesso acquistati al di fuori del Procurement centrale. Una volta integrati nei flussi operativi, tali strumenti diventano difficili da dismettere, creando tensione tra produttività e controllo dei costi.

Procurement: da controllore a facilitatore

Lo Soldo Spend Index Primavera 2026 dedica un focus specifico all’Ufficio Acquisti, chiamato a bilanciare velocità e governance nella gestione della spesa decentralizzata. Gli investimenti in AI, aumentati del 175%, comportano nuovi requisiti di sourcing e compliance.

Come osserva Jitesh Patel, Group AP Manager di Soldo, “Solo fare l’onboarding di un fornitore può richiedere mesi. Delegando gli acquisti minori e automatizzando parte del processo, liberiamo il tempo dell’Ufficio Acquisti per dedicarsi alle relazioni strategiche con i fornitori.”

La direzione indicata dal report è chiara: integrare controllo e trasparenza direttamente nei sistemi di gestione della spesa, adottando wallet dedicati, permessi basati sui ruoli, limiti regolabili e workflow di approvazione personalizzati.

Verso il 2026: governance integrata e visibilità in tempo reale

Il messaggio conclusivo dello Soldo Spend Index Primavera 2026 è netto: non esiste più controllo a posteriori efficace. La modernizzazione passa dall’integrazione della governance nei sistemi di spesa dei dipendenti, migliorando visibilità e capacità predittiva.

Per il Finance, il 2026 sarà l’anno in cui controllo dei costi e produttività dovranno convivere in un equilibrio dinamico, sostenuto da dati in tempo reale, policy integrate e strumenti digitali in grado di ridurre complessità e rischio senza rallentare l’operatività.


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